Retro Weekend: F-Zero
Retrogame

Retro Weekend: F-Zero

Il racing game futuristico di mamma Nintendo

  • Versioni: Retrogames
  • Quando in Giappone arrivò la console destinata ad esser ricordata come una delle migliori di sempre (se non la migliore), ovvero il Super Famicom, Nintendo decise di rilasciare due grandi bombe per il lancio. Il 21 novembre 1990, difatti, non è solo la data di uscita di Super Mario World (oltre che della piattaforma), ma anche di una delle più grandi e peculiari perle che il panorama videoludico abbia mai ospitato. Sto parlando di F-Zero, IP concepita da quel mattacchione di Shigeru Miyamoto che, non contento di aver dato i natali a brand quali Donkey Kong, Super Mario e The Legend of Zelda, decise di riconfermarsi per quello che sempre si è dimostrato essere: un genio.

    F-Zero è il primo capitolo di una saga non particolarmente fortunata. Per quanto la qualità sia elevatissima, nessun capitolo ha mai conquistato traguardi importanti lato vendite. Ed è un vero peccato, poiché ciò ha sancito probabilmente la fine della serie, relegata ormai al suo personaggio iconico e di punta apparire puntualmente in Super Smash Bros.. Mi riferisco ovviamente a Captain Falcon. Il pilota della vettura futuristica, Blue Falcon, probabilmente ha fatto più apparizioni nel crossover creato da Masahiro Sakurai, piuttosto che in suoi episodi canonici. Il personaggio ha carisma, personalità e Super Smash Bros. lo dimostra. Eppure, di un nuovo F-Zero manco l’ombra. Oggi mi sembrava quantomeno doveroso celebrare la serie con il nostro consueto appuntamento della domenica videoludica che porta il nome di Retro Weekend. La scelta non è stata tuttavia facile, poiché sia F-Zero X per Nintendo 64 che F-Zero GX per il mitico GameCube sono due titoli stratosferici. Ciononostante, mi piace partire dalle origini e parlare del primissimo immenso capitolo, il quale risulta comunque ancora oggi una bomba atomica di gameplay e divertimento. Più semplice dei suoi successori, ma non per questo meno appagante. Magari ci ritorneremo; perché no?

    F-Zero screenshot

    Mode 7 all’ennesima potenza

    Oltre ad essere il titolo di debutto di una console straordinaria, F-Zero è anche l’opera che ha consolidato il peculiare Mode 7. Grazie a questo chip presente all’interno dell’hardware 16 bit Nintendo, gli sviluppatori potevano ottenere elementi simil-tridimensionali e la possibilità di zoomare e far ruotare alcuni elementi su schermo. In questo modo è stato possibile realizzare non solo racing game come F-Zero, prima, e Super Mario Kart, dopo, ma anche piattaforme roteanti in Yoshi’s Island e in numerosi altri platform e titoli di ogni genere. Il Mode 7 garantiva quindi tante possibili soluzioni ludiche, a seconda anche della creatività degli sviluppatori. E non è di certo mancata.

    Dal punto di vista tecnico, F-Zero non è prorompente e nemmeno spinge al massimo la piattaforma della grande N. Dopotutto si tratta non solo di un prodotto di lancio, ma anche di un gioco che ha portato sul mercato una nuova particolare tecnologia. Questo ovviamente non vuol dire che il titolo non sia bello da vedere, in quanto ancora oggi nutre di un fascino tutto suo, sebbene ci siano i soliti elementi un po’ sgranati del Mode 7. D’altronde, l’obiettivo di F-Zero era quello di portare il giocatore in un contesto futuristico, facendogli sentire il brivido della velocità estrema; e come se ci è riuscito. L’atmosfera del brillante racing game ideato da Shigeru Miyamoto si avverte tutta e per i tempi fu una piacevole sorpresa, sia per il chip grafico, sia per il concept intrinseco dell’opera.

    F-Zero screenshot 2

    A tutta velocità!

    Il brivido della velocità, come dicevo poc’anzi, è quindi l’elemento chiave di F-Zero. Ma oltre a farci gareggiare a su circuiti futuristici psichedelici a velocità supersonica, come si comporta il gameplay? Più che bene, direi. Vi basti pensare che tuttora il primo capitolo di questa grandiosa saga si difende benissimo e non teme confronto alcuno, nemmeno con i suoi successori. Qualità e profondità si fanno ben sentire, garantendo un tripudio di emozioni ed adrenalina pura. In pieno stile Nintendo, insomma, che riesce a tirar fuori il meglio con soluzioni semplici, ma dannatamente efficaci.

    Nel racing game futuristico della casa di Kyoto ritroviamo diversi campionati e circuiti via via sempre più difficili e complessi. Si parte dal classico Mute City, il cui brano musicale è entrato ormai nel memoriale dei videogiocatori (grazie anche a Super Smash Bros.), per poi passare per altri splendidi e caratteristici tracciati. Non solo ritroviamo un track design sempre ispirato, brillante e che favorisce la giusta dose di sfida, ma anche ostacoli, effetti climatici ed ambientali (tipo il percorso ghiacciato, giusto per menzionarne uno), offrendo così una ricca ed infinità varietà di situazioni. Senza contare i danni: subendone troppi, il veicolo esploderà. E per aggiungere un po’ di pepe al tutto, Nintendo ha ben pensato di inserire anche la difficoltà di gioco, rendendo de facto i piloti avversari sempre più aggressivi e abili a seconda del livello selezionato.

    Ogni trofeo si suddivide in cinque tracciati e l’obiettivo è ovviamente vincere le rispettive gare, arrivando primi. Dopo ogni giro (per un totale di cinque) il gioco ci fornisce uno Speed Up da attivare con il tasto A. Non è comunque possibile conservarne più di tre, ma la cosa fondamentale è sfruttare il power up nei momenti opportuni (soprattutto nei lunghi rettilinei), perché spesso e volentieri può cambiare le sorti della gara. Prima di iniziare è possibile scegliere un veicolo tra la Blue Falcon ed altri tre. Ognuno di questi ha caratteristiche diverse, pertanto prima di buttarvi in pista potrebbe essere opportuno sfruttare la modalità Practice per stabilire quale possa essere la vostra vettura a levitazione anti-gravitazionale preferita, nonché per imparare i circuiti inizialmente disponibili. Le insidie sono tante, soprattutto curve difficili e strette. Ci sono anche dei record che è possibile superare in qualsiasi momento. Perciò, allenarsi può giocare a vostro vantaggio. Manca purtroppo solo una modalità multiplayer, la quale poteva arricchire maggiormente la longevità del prodotto, ma per i tempi i risultati raggiunti si rivelarono comunque eccellenti.

    Ad accompagnare il tutto ci pensa una colonna sonora potente e di grande impatto che con le sue sonorità dona la giusta atmosfera alle gare del futuro. Ogni brano ben si sposa con il circuito di appartenenza, consacrando l’ottimo lavoro svolto dai due compositori, Yumiko Kanki e Naoto Ishida. F-Zero è un titolo straordinario; primo capitolo di una saga che vorremmo rivedere presto su console. Perché no su Switch, eh Nintendo? Quanto sarebbe figo un F-Zero SX? Sogno ancora Captain Falcon e soci sfrecciare nuovamente a velocità supersonica in pista, perché se è vero che il personaggio faccia la sua figura nel brawler game di Sakurai (io ce lo vedo anche in uno spin-off di tipo beat’em up), un ritorno in grande spolvero della serie canonica non dispiacerebbe a nessuno. I fan core di Nintendo ancora pregano per un annuncio (e dai tempi del Wii che ci sperano) e ad essere del tutto onesti, io son con loro. Un nuovo F-Zero è ciò di cui l’ibrido Switch ha bisogno, per dare ulteriore prestigio ad una piattaforma checché se ne dica, vanta esclusive di un certo peso ed una versatilità straordinaria. Presto torneranno Luigi’s Mansion e Metroid Prime (oddio, quest’ultimo non più tanto presto). Manca dunque solo F-Zero. Ed io, voglio ancora crederci.

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!