Retro Weekend: Gun.Smoke
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Retro Weekend: Gun.Smoke

Il western ben prima di Red Dead Redemption

  • Versioni: Retrogames
  • Senza girarci troppo intorno, sebbene questo mese vanti uscite di un certo spessore, il titolo di punta di ottobre è senza alcun dubbio Red Dead Redemption 2. Quindi, per questo Retro Weekend, perché non spostare un po’ le lancette indietro nel tempo, precisamente nel 1985, e parlare del validissimo Gun.Smoke, opera western della cara vecchia Capcom?

    Il gioco venne convertito per alcune console e retro computer dell’epoca qualche anno dopo, come il Famicom/NES e l’MSX. Nell’articolo, però, prenderemo in esame la versione da sala. il titolo Capcom, tra l’altro, prende il nome dalla serie televisiva, Gunsmoke, ma in maniera non ufficiale, presentando, probabilmente non per caso, il punto in mezzo.

    Gun.Smoke Screenshot 1

    Shoot’em up e spaghetti western

    Gun.Smoke è un mero shoot’em up a scorrimento verticale, seppur caratterizzato da un’ambientazione western e da personaggi sulla terraferma piuttosto che in volo. Infatti, la maggior parte dei titoli di questo genere vede protagoniste navicelle spaziali e quindi l’universo come ambientazione o comunque il pianeta Terra, ma con veicoli quali elicotteri o aerei militari. Alcune volte ci sono stati casi di giochi in cui il personaggio giocabile poteva essere una sorta di divinità, quindi munito di ali.

    In sostanza, Gun.Smoke è quindi leggermente diverso; più atipico per il genere. Sembrerebbe un gioco con visuale a volo d’uccello, ma in realtà è semplicemente a scorrimento verticale, come tutti gli altri esponenti SHMUPS. Tuttavia, svolgendosi sulla terraferma, ci saranno più ostacoli dinanzi al cammino, in quanto troveremo le case, i binari della ferrovia, fiumi o laghetti oppure dei pozzi. Le case non sono poi solamente estetiche; da queste si affacciano anche dei nemici, pronti a fare fuoco sul protagonista, senza alcuna pietà.

    Stilisticamente, Gun.Smoke, considerando il periodo della sua uscita, rappresenta in maniera brillante l’ambientazione western, proponendo una buona varietà di livelli che delinea i vari luoghi caratteristici dell’epoca. Si passa dalla città alla riva del fiume, fino ai sontuosi canyon o all’immancabile città fantasma. Insomma, ogni livello regala un impatto visivo gradevole, proprio grazie agli scenari utilizzati e ai colori leggermente più smorti, per dare il tocco tipico del genere.

    Le musiche, invece, pur adattandosi al tipo di gioco e al contesto, non sono comunque quelle che ci si aspetterebbe da uno shoot’em up in salsa western. Gran peccato, perché se è pur vero che ai tempi ci fossero dei limiti, si poteva ugualmente osare un pochino di più da questo punto di vista. Ci sono giochi del periodo 8 e 16 bit con colonne sonore da capogiro. In Gun.Smoke il compositore ha svolto semplicemente un contentino, pur ricreando in ogni caso brani di discreto livello. Un altro problema è proprio il fatto che molte tracce si ripetano nel corso dell’avventura, per cui non saranno presenti musiche che ricorderete per quel livello specifico o per quel momento unico.

    Cacciatore di taglie

    Nel gioco impersoniamo lo sceriffo, Billy (beh, grande originalità). Il compito è scacciare una banda di fuorilegge che sta mettendo su un bel casino sul territorio. Quindi, lo sceriffo si munisce delle taglie degli uomini più importanti della banda, intento a sconfiggerli uno ad uno. Dieci sono gli stage del gioco. Vedremo nome e taglia del boss da sconfiggere, presentato poco prima che il livello cominci. Arrivato alla fine di quest’ultimo, affronteremo per l’appunto il boss. Ognuno di essi ha un valore monetario diverso, ma in termini videoludici i soldi guadagnati facendoli fuori non servono a nulla. Poteva essere interessante sfruttare i verdoni per acquistare dei potenziamenti, anziché trovarli solo in giro per gli stage.

    Chiaramente non manca il classico punteggio e le classifiche, caratteristica tipica di quegli anni e degli arcade. Non sarà certamente facile raggiungere la vetta, specie perché molto importante è non fare game over, ma in Gun.Smoke non si muore poche volte. Il giocatore prende il controllo di Billy che va avanti tramite lo scorrimento verticale. Quindi, noi possiamo solo spostarci nelle varie direzioni, ma il proseguimento dello stage è dettato dallo scrolling. Spostarsi serve ovviamente per schivare i colpi dei nemici o avvicinarsi a loro per farli fuori oppure per spostarsi in un’altra direzione a seguito di qualche ostacolo. Il nostro sceriffo può inoltre sparare in tre direzioni differenti, grazie al comando apposito suddiviso in tre tasti. Quindi è possibile sparare al centro e in diagonale, sia a destra che a sinistra. Molto utile per colpire più fuorilegge anche se in posizioni scomode, come ad esempio quelli che si affacciano dalla finestra.

    Nei vari livelli sono inoltre sparsi dei barili da sparare e al suo interno possono fuoriuscire svariate cose. Gli stivaloni, incrementano la velocità del protagonista. Più ne vengono presi, maggiore sarà lo speed. Il fucile aumenta invece la gittata del colpo, mentre il cavallo ci permette di andare a galoppo. Il nobile animale non aggiunge alcuna meccanica particolare al titolo, anche perché la velocità è stabilita appunto dagli stivali. Semplicemente, stando a cavallo, Billy avrà maggior resistenza. Se senza basta un colpo per morire, con il puledro ci vorranno solo due colpi per stenderlo (povero corsiero…), dopodiché torneremo a piedi. In sostanza, Capcom è stata un bel po’ sadica con l’inserimento del destriero, in quanto poteva avere ben altre funzioni all’interno del gioco. Invece, funge da mera protezione per difenderci nelle situazioni più concitate.

    La morte non comporta la perdita di tutti i power up come invece spesso succede in altre opere. Per esempio, se raccogliamo due fucili e due stivali, con la morte (anche in caso di game over) perderemo solo un potenziamento per parametro. Questo rende quindi il gioco anche un pochino più accessibile e non troppo proibitivo.

    Gun.Smoke è una valida alternativa ai classici shoot’em up grazie non solo all’ambientazione western (non di certo frequente per il genere) e alle scelte stilistiche, ma anche per le meccaniche di gameplay. Non un prodotto superbo, ma comunque molto divertente ed appagante, che sa regalare gradite soddisfazioni, pur considerando potesse osare un po’ di più in certi aspetti; in particolar modo in quello musicale. Per gli appassionati del Far West e del retrogaming, specie durante la fibrillante attesa di Red Dead Redemption 2, potrebbe essere una valida e piacevole riscoperta. Non per altro, come specificato nell’introduzione, la scelta è ricaduta su Gun.Smoke proprio per ricordare un titolo del passato appartenente al genere in questione, ben prima che si evolvesse con l’epopea di Red Dead Redemption.

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma al momento restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!