Retro Weekend: Gungage
Retrogame

Retro Weekend: Gungage

Third person shooter old school made by Konami

  • Versioni: Retrogames
  • Anche quest’oggi torna il consueto appuntamento con Retro Weekend (in quello scorso è stato il turno di Billy Hatcher). Eppure non è una domenica come le altre. Eh no, infatti si tratta di una giornata palindroma e ciò non si verificava da novecento anni. Per cui il gioco di oggi ricade in una data particolare. Ancora una volta verrà presa in esame un’opera della cara vecchia Konami dei bei vecchi tempi che furono. In questa rubrica si è parlato molto spesso dei loro lavori e manca addirittura ancora Akumajou Dorakyura (Castlevania) all’appello. Giusto per farvi capire quante perle sviluppasse la software house nipponica in quegli anni. Per questo 2 febbraio palindromo ho ritenuto giusto ricordare un titolo passato un po’ in sordina della prima mitica PlayStation, ovvero il peculiare Gungage, un third person shooter di spessore e puramente arcade oriented con sprizzi platforming.

    Gungage è uscito il 3 giugno del 1999 in Giappone ed è arrivato nel corso dello stesso anno in Europa. Il titolo Konami non è mai stato rilasciato in territorio americano; per l’Occidente è infatti una sorta di esclusiva europea, il che è alquanto singolare, siccome sono molto rari i casi in cui un titolo venisse rilasciato da noi piuttosto che in America. Tuttavia c’è ben poco da poter “vantare”: la conversione PAL come al solito è vergognosa e rovina in maniera estenuante l’esperienza di gioco. Ergo, fatevi un favore: qualora vi dovesse incuriosire, ripiegate sulla versione JAP; tra le tante ha pure molti menu e scritte in inglese.

    Gungage

    Quattro eroi, un obiettivo comune

    Quella di Gungage è una trama non particolarmente interessante. Un semplice pretesto narrativo per spingerti a giocare, ed è giusto che sia così vista la natura del titolo. All’inizio avremo a disposizione solo uno dei quattro personaggi che andranno sbloccati durante l’avventura a seguito di azioni specifiche. Ognuno di loro avrà armi, abilità e caratteristiche differenti, andando così ad approfondire il gameplay di Gungage. Inizieremo l’avventura con Wakle Skade che risulta essere anche quello più equilibrato per adattarsi agli stili ed esigenze di tutti i giocatori. Ogni protagonista affronta una serie di nove (9) stage fino ad arrivare al finale, differente per ognuno di loro. Sostanzialmente i livelli in cui ci muoveremo sono gli stessi in ogni partita con però la particolarità di doverli affrontare in un ordine diverso e spesso anche da altri segmenti, potendo dunque esplorare punti che in una precedente run non erano raggiungibili. Questo permette così di poter raccogliere anche tutti i 100 fiori Titonia, collezionabile di Gungage utile a sbloccare degli extra specifici.

    La struttura degli stage che compongono la campagna di Gungage è molto solida e variegata, facendosi forte di un level design grazioso e suddiviso in svariate sezioni, passaggi segreti e quant’altro, con tanto di sano platforming riproposto di tanto in tanto per raccogliere solitamente i collezionabili. In linea di massima dovremo raggiungere la fine di un livello e sconfiggere l’apposito boss, ma ve ne sono comunque alcuni più alternativi, giusto per dare un pizzico di pepe in più alla produzione. Dopotutto KCET (Konami Corporation Entertainment Tokyo) cercava sempre di rendere i suoi titoli appaganti sotto tutti i punti di vista e con Gungage ci riuscì, seppur con qualche sbavatura nei controlli e con una programmazione non sempre impeccabile. Non sempre si riesce a prevedere l’offensiva di un nemico e le cose si complicano soprattutto alla massima difficoltà che forse risulta a tratti un po’ unfair (sleale). Giocato in versione PAL tutto diventa molto più penoso a causa della lentezza causata dalle conversioni europee di quei tempi, perdendo dunque tutta la frenesia e i ritmi adrenalinici che caratterizzano l’opera. Gungage, pur avendo alcune meccaniche del sistema di movimento ormai desuete, sfoggia un sistema di lock-on automatico, dandoci inoltre modo di effettuare schivate laterali che rendono comunque il titolo tuttora divertente e piacevole da giocare. Oltre al puntamento vi è anche la possibilità di sfruttare la mira manuale. Il titolo Konami per i tempi era pure fin troppo avveniristico e ancora oggi è difficile ritrovare un prodotto del genere, proprio in virtù del fatto che alla sua natura tipicamente TPS unisce un’esperienza arcade con il level design basato molto anche sull’esplorazione per scovare i vari passaggi nascosti dove trovare i fiori. Aggiungete al tutto la peculiarità di affrontare l’avventura da quattro prospettive differenti che vanno a mutare non solo l’approccio ludico, ma anche negli stage stessi, ed il gioco è fatto.

    Gungage

    Nella sua componente shooting, Gungage è davvero avvincente, immediato da padroneggiare e soprattutto divertente. Come ribadito poc’anzi paga lo scotto per alcune sbavature nei controlli, figli della sua epoca, ma avere quattro protagonisti con armi e abilità speciali diverse da sfruttare in combattimento non ha prezzo. Ottime pure le boss battle che nella maggior parte dei casi risultano davvero spettacolari ed entusiasmanti. Ciliegina sulla torta è poi la colonna sonora composta da Souta Fujimori e Michiru Yamane. Tralasciando che tutti conosciamo il talento della Yamane, in particolare per Castlevania, i due compositori hanno lavorato anche insieme altre volte come ad esempio in alcuni capitoli di Winning Eleven. L’operato svolto per Gungage ha dell’incredibile con tracce di ottimo livello ed alcune decisamente memorabili per le quali risulta difficile non affezionarcisi e portarle nel cuore, associandole subito alla produzione Konami al primo eventuale ascolto slegato dal gioco. Non male anche dal punto di vista tecnico, considerando sì tratti di un prodotto in puro 3D e quindi provvisto di tutti i compromessi del caso (grafica progressiva, pop-up e anti-aliasing a palla), specie considerando le non propriamente incredibili potenzialità dell’hardware 32 bit targato Sony, il quale nella vastità dei mondi 3D e nella draw distance non competeva minimamente col Nintendo 64. Tolto questo, il gioco sfoggia un’estetica piacevolissima e un art direction più che valida. Peccato solo per qualche ambientazione talvolta spoglia, ma ripaga senz’altro il chara design di pregevole fattura dei protagonisti, boss e nemici ordinari.

    Gungage è nel complesso un titolo di spessore, nonché uno dei più interessanti del suo genere per varietà e qualità. Inutile star qui a ricordare quanto ancora io rimpianga l’assenza nel settore di quella Konami che non c’è più, nonché di questa tipologia di prodotti più arcade e old school per concept e gameplay. Per cui non resta che rispolverare le opere remote, ed essendo Gungage passato ormai piuttosto in sordina, una chance oggi più di allora la merita tutta. Divertimento e tasso di sfida vecchia scuola assicurati.

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!