Retro Weekend: Il Re Leone (The Lion King)
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Retro Weekend: Il Re Leone (The Lion King)

Il tie-in di uno dei film d’animazioni più belli di Walt Disney

  • Versioni: Retrogames
  • In attesa che arrivi il remake nelle sale cinematografiche per celebrare il venticinquesimo anniversario, precisamente il 19 luglio negli Stati Uniti (da noi arriverà il 21 agosto) e soprattutto in mancanza dei bei vecchi platform Disney, ho pensato di dedicare questo appuntamento domenicale al bellissimo Il Re Leone, uscito nel 1994 per Super Nintendo e Mega Drive, arrivando in seguito anche su Amiga, NES, Game Boy e Game Gear. Giusto per allettare un po’ l’attesa della conferenza Microsoft che si terrà questa sera alle 22:00. Eh sì, siamo ormai in pieno E3 2019 e speriamo di vederne delle belle (l’EA Play di Electronic Arts è stato un disastro). Di opere targate Disney ne avevamo parlato in alcuni precedenti appuntamenti, con Disney’s Aladdin, prima e Mickey Mania, dopo. Sicuramente, ne parleremo ancora.

    The Lion King ricalca le avventure del leone, Simba, percorrendo gli eventi di quando è un cucciolo sino all’età adulta per vendicare la morte del padre, Mufasa e fermare suo zio, Scar che vuole impadronirsi del trono delle vaste Terre del Branco, proprio come nel film d’animazione omonimo. Il titolo, pubblicato dalle defunte Virgin Interactive e Disney Interactive Studios (all’epoca ancora sotto il nome di Disney Software) e sviluppato dall’altrettanto compianta Westwood Studios, è un platform 2D diretto dal designer, Louis Castle. Un’opera affascinante, tra i prodotti videoludici più belli sotto etichetta Disney. Salvo alcune sbavature di qualche sezione eccessivamente difficile per scelte discutibili di programmazione, Il Re Leone è pura gioia per gli occhi e ai tempi riuscì a portare tutta la meraviglia del film di animazione su console, con i dovuti limiti. In quel periodo arrivavano trasposizioni videoludiche di questi grandi classici proprio come il pane, cosa che non possiamo affermare purtroppo oggi. Eppure, sarebbe bello rivivere un’epoca florida come quella, ma è difficile (quasi utopia) possano tornare in auge platform simili. Per questo motivo, non ci resta che ricordarli. In fin dei conti, il Retro Weekend serve anche a questo. Nasce con tal scopo.

    Il Re Leone (The Lion King) screenshot

    Ricordati chi sei

    Preso il controllo di Simba sin da quando è un leoncino, attraverseremo una serie di livelli che ripropongono i momenti più importanti del film di animazione. Tutti rappresentati in maniera deliziosa, gli stage di The Lion King presentano una forte varietà di situazioni di gioco: non solo puro platforming, ma talvolta anche esplorazione, combattimenti, fuga e quant’altro. L’idea concettuale alla base del secondo scenario in cui bisogna saltare sulle teste delle giraffe e farsi lanciare dalle scimmie è straordinaria e ludicamente ben realizzata, soprattutto considerando che ad accompagnarci c’è quello che senza mezze misure è il miglior brano del’intera opera. Il comparto tecnico, inoltre, rende il tutto più gustoso; le animazioni de Il Re Leone sono infatti di ottima fattura e su Super Nintendo risultano leggermente più fluide. Tuttavia, nella versione Mega Drive la maggior parte dei brani musicali ha una marcia in più, sebbene alcune sonorità rendano meglio sulla console Nintendo, stesso dicasi per la grafica. I colori smorti dell’hardware SEGA però esaltano maggiormente le location più tetre e cupe come ad esempio il cimitero degli elefanti. Insomma, The Lion King è un videogioco che eccelle su entrambi i sistemi delle grandi N e S, seppur attraverso caratteristiche differenti e talvolta opposte. Vale la pena quindi giocare entrambe le versioni (laddove se ne abbia la possibilità, è chiaro).

    Il viaggio di Simba da cucciolo ad adulto come nella trasposizione animata non serve solo per seguire il corso degli eventi: quando il protagonista diventa un forte e nobile leone dispone di un’abilità in più, ossia attaccare a suon di zampate. Ciononostante, non potrà più rotolare come da piccolo; un giusto compromesso ludico. Nella seconda fase dell’opera non per altro diminuiscono le sezioni di puro platforming (comunque sempre ostiche) a favore di più combattimenti contro le iene e i vari animali sotto il cospetto di Scar. La progressione in ogni caso funziona; Il Re Leone riesce a caratterizzare tutti i momenti migliori tratti dal film d’animazione, senza mai far accusare ripetitività. Dopotutto, dura un’oretta o poco più (in base alle abilità di chi gioca) e regala una bella dose di sfida, seppur con alcune lievissime problematiche legate alla programmazione, come già accennato in precedenza. Un gran peccato, in quanto si tratta dell’unico neo in un titolo altrimenti quasi impeccabile. Oltre ad una direzione artistica ispirata, una colonna sonora di spessore e un level design ben strutturato, ritroviamo anche alcuni potenziamenti nel corso dei livelli, utili per incrementare l’energia vitale o la barra del ruggito (che serve per stordire alcuni nemici o per alcune sequenze “rompicapo”).

    Ad arricchire il piatto ci pensano poi i bonus stage con gli inseparabili amici di Simba, ovvero Timon e Pumbaa che lo aiuteranno proprio come nel cartone animato, seppur in maniera diversa. In questi livelli bonus controlleremo uno dei due personaggi e dovremo raccogliere più insetti possibili. Gli sforzi comporteranno l’ottenimento di qualche vita extra o, addirittura, dei continue. Occhi sempre ben aperti siccome potete ritrovarli sparsi anche in passaggi segreti presenti nei vari scenari. In Il Re Leone è possibile settare anche la difficoltà, ma è molto più artificiosa anziché un incremento vero e proprio. Tralasciando qualche piccola modifica alla forza o resistenza di alcuni nemici in particolare, principalmente settando su Difficult il gioco inizia senza vite e continue extra che quindi dovrete ottenere nel corso dell’avventura, cercando di non perire prima (altrimenti è Game Over).

    The Lion King resta un deliziosissimo platform 2D degli anni ’90 e alcune idee di gameplay lasciano ancora oggi a bocca aperta, stesso dicasi per la colonna sonora. Se volete un assaggio dello stage 2 (musica e game design), basta cliccare qui. Il livello più bello del gioco, non solo per il brano musicale, ma anche per la costruzione e per le meravigliose trovate di cui si avvale (e pare sia stato tagliato nella versione Amiga, ma ne ignoro i motivi). Non invecchiato poi tanto e godibilissimo tutt’oggi, si tratta di un prodotto avvincente sotto ogni punto di vista con giusto qualche sbavatura tipica del suo periodo, ma che comunque poteva essere senza dubbio evitata. Una tra le tante opere videoludiche tratte dai mitici classici Disney. Se amate l’universo Walt Disney, allora non potete lasciarvi assolutamente scappare le produzioni ad esso dedicate. Come già detto, è utopia… eppure non smetterò di sperare in un loro ritorno, un giorno.

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!