Retro Weekend: International Superstar Soccer Deluxe
Retrogame

Retro Weekend: International Superstar Soccer Deluxe

I bei tempi dei calcistici arcade

  • Versioni: Retrogames
  • Prima che Fifa e PES rubassero la scena a tutti, diventando gli unici punti di riferimento per chi vuole un gioco di calcio, sulle console di vecchia generazione la varietà dei calcistici era molto più corposa. Certo, la qualità non era elevata e solo pochi titoli emergevano, però sapere di poter contare su più esponenti del genere faceva indubbiamente piacere. Quando andavi in negozio potevi imbatterti nel mitico Sensible Soccer, Sensible World of Soccer, Goal!, Super Formation Soccer (ribattezzato qui in Occidente come Super Soccer, serie che vanta pure un’esclusiva giapponese dedicata alla Serie A), Dino Dini Soccer, Kick Off, Actua Soccer oppure ai cabinati come Soccer Superstars, Virtua Striker, Soccer Brawl, Super Sidekicks, The Ultimate 11: SNK Football Championship (tranne Soccer Superstars e Virtua Striker, usciti tutti pure sulla console Neo Geo, piattaforma di “lusso” che poteva contare su conversioni fedelissime a quelle originali dei giochi da sala, definite infatti “arcade perfect”), sino ad arrivare a quelli più “recenti” come Ronaldo V Football (pessimo), David Beckham Soccer (non male), This is Football, gli eterni Fifa e ISS Pro Evolution (divenuto in seguito Pro Evolution/PES) e così via.

    Tra tutti vi è però un titolo in particolare che rimembro con estremo piacere e a cui sono assai legato: sviluppato dalla cara vecchia Konami (eh già, non è la prima volta che parliamo della compagnia giapponese allo sbaraglio), seguito del primo International Superstar Soccer, oggi andiamo a riscoprire International Superstar Soccer Deluxe, intitolato in patria Jikkyou World Soccer 2: Fighting Eleven. Il titolo è uscito nel 1995 per Super Famicom e in seguito su Mega Drive (1996) e PS1 (1997). La differenza con la versione giapponese non sta solo nel titolo, ma anche proprio nel gioco. Le andrò ad illustrare meglio nel corso dell’articolo; vi basti sapere che la versione giapponese è decisamente migliore e che invece di quell’aborto delle password (che per segnarle impiegavi una giornata intera) vanta un semplice sistema di salvataggio. I motivi di questa assurda divergenza? Vorrei capirli anch’io. Non c’erano differenze tra il Super Famicom giapponese e il Super Nintendo come poteva essere invece in precedenza per Famicom Disk System e NES. E niente, se giocate alle versioni occidentali sappiate che per “salvare” e proseguire in una delle modalità di gioco dovrete prima decifrare le criptiche e lunghissime password che manco gli archeologi con i geroglifici hanno a che fare con queste astruse difficoltà.

    International Superstar Soccer Deluxe screenshot

    Passione calcio

    Chi non segue questo sport non può capire la passione che lega tutti gli appassionati. Poter controllare la propria squadra del cuore e farle vincere un trofeo è una sensazione indescrivibile. Per non parlare nel caso di vittoria del Mondiale. Noi che siamo cresciuti con tutti i calcistici menzionati in apertura, abbiamo visto passo passo l’evoluzione del genere. Molti titoli, oggi, farebbero sorridere ma ai tempi erano il nostro massimo divertimento (certo, non tutti; alcuni erano ingiocabili anche allora). Io ho potuto vivere in prima persona il progresso tecnologico. Abituato alle visuali a volo d’uccello e a quegli omini tutti uguali ho visto poi il raggiungimento sempre più totale del realismo, i giocatori realizzati in maniera identica a quelli reali, ma anche il declino intrapreso da questo genere. Sì, perché nonostante un gioco come Fifa faccia sempre il botto e pertanto non si può assolutamente parlare di flop, ludicamente qualcosa l’hanno persa questi giochi. Al di là della caduta di Konami e del suo Pro Evolution Soccer / Winning Eleven che è durata anni e solo adesso la saga sembra si stia riprendendo, i calcistici delle due serie rivali sembrano sempre dei meri copia-incolla spudorati, anno dopo anno. Non c’è più la sorpresa per ogni nuovo capitolo. Non c’è più quella novità incredibile che fa la differenza. Non c’è nemmeno più lo spirito dietro la realizzazione di questi titoli. Sono soltanto macchine da soldi, utili ad incassare ingenti cifre di denaro; e questo lo fanno bene (basti vedere i successi annuali di Fifa).

    Perché questo discorso? Non staro qui di certo a dire che i videogiochi di una volta erano meglio, prima si sviluppava col cuore e a fare il nostalgico. No, perché anche in passato l’obiettivo da centrare era sempre e solo l’incasso. Certo, alcuni studio erano maggiormente galvanizzati ed avevano più entusiasmo, ma forse perché in pieno boom creativo, più giovani. Sono di sicuro tanti i fattori. Però, cavolo… quanto era bella la modalità Scenario? Sì, proprio quella del brand International Superstar Soccer. Non sarebbe interessante riproporre qualcosa di simile, oggi? A mio avviso sì, anche perché avevano un fascino unico e rivederle oggi con i calcistici odierni sarebbe il massimo. Ed invece non vengono che riproposti i soliti, triti e ritriti, contenuti. Lo Scenario di International Superstar Soccer Deluxe è di una bellezza pazzesca. In cosa consiste? Molto semplice: come suggerisce il nome della modalità, ci sono diversi scenari con svariate squadre protagoniste in cui bisogna in genere ribaltare le sorti del rispettivo incontro e, naturalmente, vincere. Alcuni sono più facili, poiché si ha abbastanza tempo a disposizione e magari si parte da un pareggio. Altri, invece, sono un vero e proprio inferno; a pochi minuti dalla fine potrebbe venir richiesto di recuperare un 1-2 e non è facile. Nella versione giapponese vi è addirittura uno in cui bisogna rimontare un 0-3 con il Giappone contro l’Argentina. Qui veniamo anche alla prima differenza: gli scenari della versione originale giapponese sono completamente diversi rispetto a quelli delle altre. Il motivo? Anche qui, difficile poterlo ipotizzare. Sta di fatto che anche gli scenari della controparte occidentale sono comunque di buon livello. Dopotutto, si tratta di un concetto così semplice, eppure così dannatamente avvincente. Il divertimento è assicurato.

    International Superstar Soccer Deluxe oggi è sicuramente invecchiato in alcuni aspetti. Ad esempio, giocare con la CPU non è così soddisfacente nemmeno nelle difficoltà più elevate, perché purtroppo l’IA degli avversari, eccetto per alcuni sporadici casi, non si impegna nel fare chissà quante azioni, proponendo il solito gioco. Ovvio che alle prime armi anche il computer mette in difficoltà, ma una volta padroneggiato a dovere il gameplay è difficile subire. Quindi, le soddisfazioni maggiori arrivano perlopiù dal multiplayer. Giocato con amici è pura droga e nonostante i portieri impossibile di livello 5 e i tiri in scivolata, International Superstar Soccer Deluxe diverte, eccome se diverte. Puro calcistico arcade che però risultava all’avanguardia e per certi versi persino realistico, ai tempi.

    International Superstar Soccer Deluxe - Rigore

    Abituati a quei piccoli omini poco carismatici, il titolo Konami, grazie alla sua visuale ravvicinata e a giocatori sì tutti uguali, ma comunque differenziati nell’aspetto grazie alle capigliature diverse, era un notevole passo in avanti per l’epoca. Per noi bambocci sembravano veri quei giocatori. Questo ovviamente valeva già con il predecessore. Ad arricchire il tutto ci pensavano le condizioni climatiche, l’0rario delle partite, l’offside (introdotto comunque in qualche titolo precedente), la possibilità di eseguire diversi dribbling, scatti, giocate, palleggi e quant’altro, nonché la strategia e la tattica, oltre alla formazione completamente personalizzabile. Insomma, per essere di base un calcistico arcade, International Superstar Soccer Deluxe offriva sul piatto una marea di meccaniche da far invidia a tutti gli altri esponenti del genere ed oltre allo Scenario vi erano anche tante modalità.

    Parlando delle altre differenze, ovviamente ritroviamo la telecronaca giapponese nella versione del Sol Levante, decisamente migliore di quella inglese (comunque non malvagia). Le restanti son comunque lievi sottigliezze, come piccoli cambiamenti nei colori e nei menu, il sistema di salvataggio che però avevo già sottolineato e la possibilità di poter cambiare i nomi dei calciatori, caratteristica non presente nella versione nostrana. Per quanto possa sembrare una cosa da poco conto, questo potrebbe far fronte alla questione licenze, permettendo al videogiocatore di modificarli con quelli reali perché sì, i nomi sono riportati tutti in giapponese, ma vi è anche il nostro alfabeto. Ovviamente lo scrivo giusto per allungare i caratteri totali di questo articolo e farvi leggere un po’ di più, perché chi GAZ vogliate si metta a modificare i nomi dei giocatori in un titolo calcistico del millenovecentonovantacinqu… ehm, ok (sì, lo faccio io; problems?).

    In campo, il gioco non sente troppo il peso degli anni. Pad alla mano ci si immerge completamente nel genuino divertimento. Non si bada tanto al fatto che il giocatore in corsa esegue tiri in scivolata o che per segnare al livello 5 sia necessario quasi imparare le posizioni da cui tirare, poiché altrimenti il portiere para di tutto (però potete sempre beffarlo con una finta in area). Talvolta è più probabile che vada in rete un’esecuzione impossibile che non un tiro ravvicinato. Ai tempi non ci badavamo molto, anzi era sfida nella sfida, ma sicuramente oggi una meccanica del genere potrebbe lasciar straniti coloro che non sono abituati a tutto ciò, così come la gestione molto strana dei falli (magari prendete in pieno l’avversario e non è fallo, ma dipende pure dall’arbitro scelto dei tre disponibili). Eppure, posso assicurarvi che International Superstar Soccer Deluxe vi trascina nel suo universo come un buco nero. Travolgente e pimpante, carica di adrenalina il videogiocatore, spronandolo a fare sempre meglio. Resta ancora oggi uno dei migliori soccer game mai realizzati.

    Io stesso ci ho giocato questa notte proprio perché volevo rivederlo un po’ in azione prima di scriverci il pezzo (ci ho passato le ore in passato e non ne avevo quindi bisogno per parlarne, però sapete com’è… la nostalgia). E niente, mi son ritrovato che erano le 5:00 del mattino quando avevo terminato indovinate un po’? Sì, proprio lo Scenario. Qualcuno potrebbe dire “ma come, invece di stare in discoteca a sballarti e divertiti sei rimasto a casa a giocare ad un cavolo di retrogame?” E la mia risposta sarebbe sì, in primis perché la discoteca comunque non mi piace e in secondo luogo non trovo che per divertirsi debbano venir rispettati dei parametri imposti da un non so chi. Ognuno si diverta come vuole e se non vi piace una cosa non fatela solo perché la fanno gli altri. Nel mio caso, passerò per il nerd sfigato perché sto il sabato sera con un controller tra le mani anziché a ballare? Beh, non me ne può fregar di meno. Sarà forte, ma la vita sociale ce l’ho anch’io. E il prossimo sabato lo passerò a guardare la finale di Champions League tra Liverpool e Tottenham. Perché sì, sono un appassionato di calcio.

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!