nell'appuntamento dedicato a Shounen Ninja Sasuke, un altro titolo di questa brillante software house del passato sarebbe stato preso in esame prima o poi. Quel giorno è arrivato e tra i menzionati vi era pure Journey to Silius, conosciuto in Giappone come Rafu Waurudo (Rough World) ed oggi, in questa grigia domenica de L'Immacolata Concezione, vi parliamo di invasione terroristica, colonie spaziali saltate in aria, sovrappopolazione terrestre, musica adrenalinica ed enfatica e guerra contro robot di ogni tipo, pronti a massacrarci senza pietà alcuna. Un run and gun uscito nel 1990 e che sfoggia tutta la potenza tecnica del Famicom, spingendolo oltre ogni limite (soprattutto dal punto di vista sonoro) come pochi altri titoli hanno saputo fare prima; soltanto dopo sono arrivati infatti titoli stratosferici del calibro di Moon Crystal, realizzato da Hect (autori di quel capolavoro di Ihatovo Monogatari, esclusiva Super Famicom), Summer Carnival '92: Recca di KID, Little Samson, targato Taito e così via. Anni in cui le console dell'allora nuova generazione già si erano imposte sul mercato, ma il Famicom/NES aveva ancora parecchio da dire. La qualità di produzioni del fine ciclo vitale della console Nintendo ha dell'impressionante e ci vorrebbe davvero un Retro Weekend per ogni titolo. Nello stesso anno di Journey to Silius, SNK decise anche di rilasciare God Slayer: Haruka Tenkuu no Sonata, meglio noto in Occidente come Crystalis, presente nella collection dei quarantanni del team nipponico e presto in arrivo proprio nel catalogo NES di Switch Online. Tempo addietro vi avevo promesso che un giorno vi avrei parlato anche di quest'altra grandiosa opera; rimando l'appuntamento dunque alla prossima domenica, ispirato dall'aggiornamento della grande N. Giusto riscoprire queste due piccole perle, ma oggi è il turno di Journey to Silius. Diamo il via alle danze! Journey to Silius screenshot 2

Azione, follia e colonna sonora metal 8 bit

Ho rigiocato Journey to Silius proprio prima di scrivere questo articolo, stamattina. Erano dieci anni ormai (o più) che non toccavo il prodotto Sunsoft, ma lo ricordavo esattamente così come lo avevo lasciato, con la musica che ti subentra potente nelle vene fin dalla sua schermata iniziale, dove prima di avviare la partita con il tasto start devi necessariamente ascoltare tutto il brano. Il bello però arriva proprio quando inizi a giocare, con quell'ulteriore carica metal pura a 8 bit del primo stage che porta all'esaltazione ogni singolo movimento e azione. Journey to Silius è un gioco indubbiamente fantastico a prescindere, ma la possente colonna sonora composta da Naoki Kodaka è il preziosissimo valore aggiunto dell'opera. Un classico run and gun che doveva essere un tie-in del primo Terminator del 1984, ma la licenza persa durante lo sviluppo costrinse il team a cambiare tutto in corso d'opera, riadattando anche il plot. Considerando come siano andate le cose, direi molto meglio così. Volendo essere brevi, la storia vede Jay intento a vendicare la morte del padre, crepato insieme a tutti sulla Silius Solar System, colonia spaziale esplosa per cause sconosciute. Il protagonista viene a conoscenza dei piani dei terroristi trovando un floppy disk (eh, altri tempi) contenente tutti i dati sul progetto e un messaggio personale per metterlo in guardia sull'offensiva nemica. Jay si mette quindi contro tutti per vendicare il padre e i responsabili della distruzione di SSS (la stazione spaziale abbreviata). I livelli sono "solo" cinque, ma tutti sapientemente realizzati con una buona varietà di elementi artistici e una colorazione notevole per donare l'effetto decrepito della zona iniziale e di laboratori e stazioni futuristiche di quelle successive. Curati risultano anche tutti i dettagli tecnici e le varie architetture, nonché il level design di ottima fattura e in qualità sempre crescente, stage dopo stage. Journey to Silius è un gioco dannatamente difficile, ma a differenza di tanti altri ricordati per l'eccessivo tasso di bastardaggine, l'opera Sunsoft non è mai troppo esagerata; soprattutto non fa di scelte artificiose di programmazione la sua sfida come succede invece in altre produzioni del passato. Di conseguenza risulta pure meno invecchiato nel complesso, anche se la scelta di non poter sparare in diagonale o in alto potrebbe renderlo leggermente snervante. Niente paura, però, in quanto Journey to Silius è pensato e concepito per essere proprio così ed è possibile switchare diverse armi tutte diverse (raccattabili avanzando nel gioco) per far fronte a ciò che si palesa dinanzi al nostro cammino. Qualche sezione gestita un pochino male la ritroviamo anche qui, ma sono davvero rarissime e il cambio dell'equipaggiamento obbliga a premere start ogni volta, interrompendo l'azione; tuttavia ci si abitua presto e non comporta un reale problema. Notevole poi che nell'ultimo livello ci sia anche un piccolo cambiamento per enfatizzare maggiormente la fase finale, diventando un po' più frenetico. Consigliabile infatti non giocare troppo spediti finché non si prende la giusta dimestichezza con il titolo e di studiare piuttosto ogni stage, prendendosi il tempo necessario per capire come far fronte a qualsiasi nemico od ostacolo. Journey to Silius è una piccola perla della softeca Nintendo; di sicuro tra i run and gun più riusciti e non solo del suo periodo storico. Accattivante, (sono veramente) euforico (cit.), stilisticamente superbo e grazioso da vedere, il titolo Sunsoft regala un'esperienza meravigliosa, accompagnata da note superlative che pompano l'adrenalina nelle vene, esaltando al meglio l'azione. Onestamente non vedo l'ora di rivivere in portatile sull'ibrido Switch questo viaggio all'inferno... spaziale. https://www.youtube.com/watch?v=5_Ztsa5mzA0" /> Retro Weekend: Journey to Silius - Retrogames - gamesnote.it
Retro Weekend: Journey to Silius
Retrogame

Retro Weekend: Journey to Silius

Uno dei migliori run and gun sci-fi su Famicom/NES

  • Versioni: Switch Retrogames
  • Approfittando che a breve uno dei più bei gioielli realizzati da Sunsoft arrivi nel catalogo NES di Nintendo Switch Online, perché non parlarne in questa sede? Come già accennato nell’appuntamento dedicato a Shounen Ninja Sasuke, un altro titolo di questa brillante software house del passato sarebbe stato preso in esame prima o poi. Quel giorno è arrivato e tra i menzionati vi era pure Journey to Silius, conosciuto in Giappone come Rafu Waurudo (Rough World) ed oggi, in questa grigia domenica de L’Immacolata Concezione, vi parliamo di invasione terroristica, colonie spaziali saltate in aria, sovrappopolazione terrestre, musica adrenalinica ed enfatica e guerra contro robot di ogni tipo, pronti a massacrarci senza pietà alcuna.

    Un run and gun uscito nel 1990 e che sfoggia tutta la potenza tecnica del Famicom, spingendolo oltre ogni limite (soprattutto dal punto di vista sonoro) come pochi altri titoli hanno saputo fare prima; soltanto dopo sono arrivati infatti titoli stratosferici del calibro di Moon Crystal, realizzato da Hect (autori di quel capolavoro di Ihatovo Monogatari, esclusiva Super Famicom), Summer Carnival ’92: Recca di KID, Little Samson, targato Taito e così via. Anni in cui le console dell’allora nuova generazione già si erano imposte sul mercato, ma il Famicom/NES aveva ancora parecchio da dire. La qualità di produzioni del fine ciclo vitale della console Nintendo ha dell’impressionante e ci vorrebbe davvero un Retro Weekend per ogni titolo. Nello stesso anno di Journey to Silius, SNK decise anche di rilasciare God Slayer: Haruka Tenkuu no Sonata, meglio noto in Occidente come Crystalis, presente nella collection dei quarantanni del team nipponico e presto in arrivo proprio nel catalogo NES di Switch Online. Tempo addietro vi avevo promesso che un giorno vi avrei parlato anche di quest’altra grandiosa opera; rimando l’appuntamento dunque alla prossima domenica, ispirato dall’aggiornamento della grande N. Giusto riscoprire queste due piccole perle, ma oggi è il turno di Journey to Silius. Diamo il via alle danze!

    Journey to Silius screenshot 2

    Azione, follia e colonna sonora metal 8 bit

    Ho rigiocato Journey to Silius proprio prima di scrivere questo articolo, stamattina. Erano dieci anni ormai (o più) che non toccavo il prodotto Sunsoft, ma lo ricordavo esattamente così come lo avevo lasciato, con la musica che ti subentra potente nelle vene fin dalla sua schermata iniziale, dove prima di avviare la partita con il tasto start devi necessariamente ascoltare tutto il brano. Il bello però arriva proprio quando inizi a giocare, con quell’ulteriore carica metal pura a 8 bit del primo stage che porta all’esaltazione ogni singolo movimento e azione. Journey to Silius è un gioco indubbiamente fantastico a prescindere, ma la possente colonna sonora composta da Naoki Kodaka è il preziosissimo valore aggiunto dell’opera.

    Un classico run and gun che doveva essere un tie-in del primo Terminator del 1984, ma la licenza persa durante lo sviluppo costrinse il team a cambiare tutto in corso d’opera, riadattando anche il plot. Considerando come siano andate le cose, direi molto meglio così. Volendo essere brevi, la storia vede Jay intento a vendicare la morte del padre, crepato insieme a tutti sulla Silius Solar System, colonia spaziale esplosa per cause sconosciute. Il protagonista viene a conoscenza dei piani dei terroristi trovando un floppy disk (eh, altri tempi) contenente tutti i dati sul progetto e un messaggio personale per metterlo in guardia sull’offensiva nemica. Jay si mette quindi contro tutti per vendicare il padre e i responsabili della distruzione di SSS (la stazione spaziale abbreviata).

    I livelli sono “solo” cinque, ma tutti sapientemente realizzati con una buona varietà di elementi artistici e una colorazione notevole per donare l’effetto decrepito della zona iniziale e di laboratori e stazioni futuristiche di quelle successive. Curati risultano anche tutti i dettagli tecnici e le varie architetture, nonché il level design di ottima fattura e in qualità sempre crescente, stage dopo stage. Journey to Silius è un gioco dannatamente difficile, ma a differenza di tanti altri ricordati per l’eccessivo tasso di bastardaggine, l’opera Sunsoft non è mai troppo esagerata; soprattutto non fa di scelte artificiose di programmazione la sua sfida come succede invece in altre produzioni del passato. Di conseguenza risulta pure meno invecchiato nel complesso, anche se la scelta di non poter sparare in diagonale o in alto potrebbe renderlo leggermente snervante. Niente paura, però, in quanto Journey to Silius è pensato e concepito per essere proprio così ed è possibile switchare diverse armi tutte diverse (raccattabili avanzando nel gioco) per far fronte a ciò che si palesa dinanzi al nostro cammino. Qualche sezione gestita un pochino male la ritroviamo anche qui, ma sono davvero rarissime e il cambio dell’equipaggiamento obbliga a premere start ogni volta, interrompendo l’azione; tuttavia ci si abitua presto e non comporta un reale problema. Notevole poi che nell’ultimo livello ci sia anche un piccolo cambiamento per enfatizzare maggiormente la fase finale, diventando un po’ più frenetico. Consigliabile infatti non giocare troppo spediti finché non si prende la giusta dimestichezza con il titolo e di studiare piuttosto ogni stage, prendendosi il tempo necessario per capire come far fronte a qualsiasi nemico od ostacolo.

    Journey to Silius è una piccola perla della softeca Nintendo; di sicuro tra i run and gun più riusciti e non solo del suo periodo storico. Accattivante, (sono veramente) euforico (cit.), stilisticamente superbo e grazioso da vedere, il titolo Sunsoft regala un’esperienza meravigliosa, accompagnata da note superlative che pompano l’adrenalina nelle vene, esaltando al meglio l’azione. Onestamente non vedo l’ora di rivivere in portatile sull’ibrido Switch questo viaggio all’inferno… spaziale.

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!