Retro Weekend: MediEvil
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Retro Weekend: MediEvil

La bizzarra avventura dello sdegnato Sir Daniel Fortesque

  • Versioni: Retrogames
  • Anche questa domenica di Retro Weekend restiamo in tema prima PlayStation per parlarvi di un grande classico senza tempo: quell’intramontabile MediEvil, nato dalle menti di Chris Sorrell e Jason Wilson e di cui tanto si attende il remake su PS4 e per il quale ci si aspetta qualche novità a breve, visto che il rifacimento è stato annunciato lo scorso ottobre, ma della data di uscita e ulteriori dettagli ancora nessuna traccia.

    Nel mentre che attendiamo gli sviluppi dediti al remake, perché non andare a riscoprire la perla che era, ed è tutt’oggi, MediEvil? Un action adventure hack ‘n slash carismatico con una natura un po’ platform, divertente, pieno zeppo di cose da fare, molti nemici, qualche sporadico ma semplice rompicapo e tanto altro. Elementi che l’hanno reso uno dei titoli più celebri ed amati della prima PlayStation e, al contempo, anche uno dei più belli usciti sulla console Sony.

    Il successo spinse l’allora SCE Cambridge (attualmente Guerrilla Cambridge, una sussidiaria di Guerrilla Games, sviluppatori di Killzone e Horizon Zero Dawn) a realizzare un seguito, MediEvil 2, il quale non raggiungeva le vette qualitative del primo episodio, e tempo dopo un remake del capostipite re-immaginato su PSP, intitolato MediEvil: Resurrection. Si tratta di una versione che risalta maggiormente il lato comico e grottesco dell’opera, elemento che nell’originale non manca, ma sottolinea comunque di più i tratti gotici, presentando un’ambientazione dai delineamenti più foschi e sepolcrali. Di fatto, il rifacimento per PSP non riesce ad eguagliare l’originale, risultando molto sottotono. Il nuovo remake in HD dovrebbe invece essere il più fedele possibile al MediEvil per PS1, anche se non sappiamo ancora quali aggiunte possa presentare. Confidiamo che questa volta vengano mantenuti i suoi tratti distintivi; nel frattempo, andiamo a riscoprirlo  insieme.

    MediEvil - Screenshot

    La battaglia di Gallowmere

    Cento anni prima degli eventi del gioco, il malvagio stregone, Zarok, consigliere di corte stufo di essere deriso dai più, decide di attaccare il regno di Gallowmere, evocando demoni a più non posso. Il re schiera quindi le sue truppe armate sul posto che verrà ricordato in seguito come il luogo della “Battaglia di Gallowmere”. I demoni vengono tutti sigillati nella Terra Incantata, ma Zarok riesce a fuggire, finché non ritornerà cento anni dopo, sempre più bramoso di potere.

    In seguito alla Battaglia di Gallowmere vengono narrate le gesta eroiche di Sir Daniel Fortesque che pur ferito mortalmente riuscì a sconfiggere il potente stregone e la sua armata di demoni. In realtà, il nostro protagonista non è altro che un parassita, divenuto il braccio destro del re con la menzogna. Infatti, Sir Daniel è il primo a soccombere durante la battaglia, beccandosi una bella freccia in un occhio (il motivo del suo celebre aspetto estetico), ma quando Zarok torna in scena riportando in vita i morti, accidentalmente fa resuscitare pure Sir Daniel. Egli avrà quindi un’ulteriore opportunità per rifarsi e dimostrare le sue doti di guerriero e il coraggio che forse non ha mai avuto. Lo stregone mette in ginocchio il regno di Gallowmere e lancia pure l’incantesimo della notte eterna. Toccherà a Sir Daniel prendersi la rivincita e riportare la pace nel regno, sino al raggiungimento di ben due finali (uno sbloccabile prendendo tutti i calici).

    MediEvil

    Controllare uno scheletro

    Come ribadito nel paragrafo precedente, Sir Daniel Fortesque era deceduto durante la battaglia di Gallowmere e riportato in vita a seguito di un incantesimo del mago Zarok. Essendo passati cent’anni, del protagonista non era rimasto che un cumulo di ossa. Per tal motivo, egli ritorna in vita sotto forma scheletrica. Questa azzeccata scelta del team di sviluppo ha reso, così, celebre il personaggio di Sir Daniel Fortesque, in quanto gli ha donato carisma e personalità, facendo sì che entrasse di prepotenza nell’immaginario collettivo dei videogiocatori. Di fatto, se in un titolo come Zelda: Breath of the Wild si possono equipaggiare i bracci scheletrici dei vari Stalboblin o Stalgrublin, spontaneamente vien da pensar subito a MediEvil e alla peculiarità di poter usare il proprio braccio come arma.

    La mancanza di mandibola, la possibilità di staccarsi il braccio ed utilizzarlo come arma o boomerang e la perdita di un occhio, nonché il fattore stesso di controllare uno scheletro, ai tempi fu una figata pazzesca come concept e questo aspetto colpì i videogiocatori. Ancora oggi è comunque difficile trovare dei personaggi dai tratti così distintivi e peculiari e spesso per voler realizzare qualcosa di più atipico molti team hanno commesso veri e propri disastri. Il character design di Sir Daniel Fortesque non solo si sposa perfettamente con l’atmosfera cupa e grottesca dalle tinte horror di MediEvil che richiama moltissimo l’immaginario e lo stile artistico di Tim Burton, ma risulta pure avvincente in termini ludici.

    Tecnicamente, il titolo non spingerà all’inverosimile l’hardware della prima PlayStation, tuttavia si tratta comunque di un più che valido 3D, brillante sotto molti punti di vista. La caratterizzazione delle ambientazioni e dei vari personaggi o nemici presenti nell’avventura è solida e di buon livello. Stesso dicasi per i modelli poligonali e la maggior parte delle texture. Niente di trascendentale, ma tutto omogeneo e mai realmente fuori posto. La direzione artistica e la colonna sonora fanno poi il resto, rendendo più che piacevole l’avventura grazie alla loro buona varietà audiovisiva.

    Level Design MediEvil

    Un classico senza tempo

    MediEvil, come accennato in precedenza, è un action adventure hack ‘n slash ispirato un po’ a Zelda (per stessa ammissione di Chris Sorrell che è un grande fan della serie Nintendo) con elementi platform. Il titolo è infatti suddiviso in livelli che però possiamo affrontare nuovamente una volta portati a termine e questo risulta fondamentale non solo nel caso non avessimo trovato il calice nascosto (che possiamo raccogliere soltanto dopo aver sconfitto un certo numero di nemici), ma anche per raggiungere luoghi in precedenza invalicabili. In MediEvil troviamo infatti un notevole arsenale di armi e oggetti utili durante la nostra ascesa per sconfiggere il male. Questo leggero ma comunque presente e approfondito backtracking dona quasi una natura tipica da metroidvania all’opera, non risultando però mai ridondante o particolarmente complesso. Le varie armi di Sir Daniel non tornano solamente utili in battaglia, ma anche e soprattutto nell’esplorazione.

    Come se non bastasse, in MediEvil ritroviamo un level design ben pensato e costruito, intriso di piccole e sporadiche sezioni puzzle solving, di esplorazione, ricerca di oggetti chiave e del puro e sano platforming, fatto di spietati ostacoli e trabocchetti. Ultimi, ma non per ultimi, i combattimenti; di sicuro abbastanza semplici, però al tempo stesso mai banali o poco approfonditi. Il bestiario di nemici risulta variopinto e ben caratterizzato, presentando una folta schiera di non morti sempre più potenti, pronti a polverizzare il nostro cumulo di ossa. Ah, attenzione all’acqua. Di Sir Daniel non è rimasto che uno scheletro corrucciato; ergo, non può nuotare.

    Insomma, MediEvil è un gran bel gioco, sotto tutti i punti di vista. Ed è bello constatare che risulti davvero invecchiato poco, anche graficamente parlando. In genere i titoli in puro 3D della prima PlayStation pur essendo belli da vedere ai tempi, oggi risultano alquanto bruttini. Ci sono però delle eccezioni e MediEvil è una di queste. Chiaro che senta comunque un po’ il peso degli anni (e Sir Daniel  ne ha tanti alle spalle), ma il suo tratto stilistico lo rende ancora piacevole da guardare, oltre che da giocare. Farebbe immensamente piacere se oltre al remake arrivasse il tanto agognato MediEvil 3 che di certo non è atteso come un Half-Life 3 o Shenmue III, ma comunque là fuori ce ne sono migliaia come me che lo desiderano da una vita (ok, lasciate perdere la citazione di Bruce Lee). Lo stesso autore, avrebbe in mente tantissime idee per un sequel, stando a quanto dichiarato in un’intervista, ma non lavorando più in Sony ed essendo cambiato non poco il mondo dei videogiochi, la vede dura realizzarlo. Forse è utopia sperarci, ma voglio ancora crederci.

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!