Retro Weekend: OutRun
Retrogame

Retro Weekend: OutRun

A tutto gas con Ferrari Testa Rossa, musica a palla e bionda al proprio fianco

  • Versioni: Retrogames
  • Approfittando dell’uscita di Shenmue III mi sembrava giusto ripercorrere il percorso del suo celebre autore, Yu Suzuki. Tante le sue opere; c’è l’imbarazzo della scelta, ma alla fine ho optato per una in particolare: OutRun. Si tratta di un grandissimo titolo, a cui sono pure particolarmente legato, uscito in sala giochi nel 1986 e convertito per Mega Drive diversi anni dopo con un porting niente male, nonché versione che mi ha permesso di scoprire il brand. Dulcis in fundo il gioco è presente anche nella sala giochi di Shenmue II (qui la recensione della remastered) in quel di Hong Kong, riproposto nella sua magnifica veste arcade, garantendo tutto il divertimento tipico di chi l’ha vissuto attraverso il cabinato, ai tempi. Sfrecciare a tutta velocità a bordo della Ferrari Testa Rossa decappottabile schivando una moltitudine di veicoli e facendo attenzione alle varie curve non ha prezzo.

    OutRun è un’opera di un’immediatezza tale che risulta impossibile possa invecchiare. Questo perché tecnicamente è sempre una gioia per gli occhi e la formula di gameplay si dimostra tanto semplice quanto straordinariamente efficace. Aggiungiamo poi una soundtrack di tutto rispetto e il gioco è fatto.

    OutRun

    Passing Breeze

    Ricordo ancora gli anni in cui mi dilettavo con Nintendo 64 e PlayStation, Super Nintendo e Mega Drive. Come potete ben vedere, sono sempre stato restio dalle futili rivalità da console war, godendo quanto più possibile il gaming a trecentosessanta gradi sin dagli albori, non rinnegando certo la mia chiara preferenza verso la casa di Kyoto. Preferenza che comunque non equivale certo a chiusura mentale. Basti pensare che moltissimi giochi che porto nel cuore non sono sviluppati dalla grande N. E ricordo bene quando a casa mia arrivò la console nera targata SEGA con Sonic the Hedgehog, Dino Dini Soccer (calcistico abbastanza bruttino), Disney’s Aladdin (affrontato in uno scorso Retro Weekend) e ultimo, ma non per ultimo, OutRun. La mia curiosità era riversata tutta sul porcospino blu; curioso di vedere in azione l’eterno rivale del baffuto idraulico. Inutile dirvi che mi ci sono divertito un sacco, pur giocando all’orrida versione PAL che de facto distruggeva un bel po’ l’esperienza, specie in un platform come Sonic dove la velocità è tutto.

    Giunse poi il momento di OutRun. Inserii la cartuccia nella console e amore fu. Bastarono le note di Passing Breeze a farmi calare nella piena atmosfera dell’opera firmata Yu Suzuki. Non per altro, uno dei fattori di punta del titolo è proprio la sua colonna sonora, capace di travolgerti e caricarti al massimo, inducendoti a spingere a tutto gas sull’acceleratore. Hiroshi Kawaguchi ha dato vita a tre brani memorabili e che una volta sparati dentro diventa difficile dimenticarli: oltre la meravigliosa Passing Breeze ritroviamo l’adrenalinica Splash Wave e Magical Sound Shower, forse la più celebre tra le tre, nonché la più amata. Se devo dirvi la mia, trovo la composizione musicale della prima migliore delle altre, ma in realtà è difficile affermarlo con certezza. Non è facile trattandosi di tre musiche molto diverse tra loro e, proprio come quando si va in macchina nella vita reale, uno ascolta ciò che si sposa meglio in quel preciso momento intimo e personale. Qualcuno potrebbe obiettare sulla pochezza di tracce audio da ascoltare durante la guida, però posso garantirvi che non ne sentirete affatto il peso. Da sole riescono a fare la differenza, ma se forte è la necessità di almeno un altro brano, dovete sapere che su Mega Drive vi è pure Step on Beat. Niente male pure questa.

    OutRun

    Magical Sound Shower

    Immagino qualcuno ora si stia chiedendo: “ok tutto, ma alla fine cosa si fa in OutRun?”. Quesito più che lecito, e la risposta è piuttosto semplice: si guida. O meglio, si corre a tutta velocità cercando di raggiungere i vari checkpoint prima che scada il tempo, arrivando ad uno dei cinque traguardi posti alla fine dei vari percorsi. Detta così potrebbe apparire fin troppo semplice, ma posso garantirvi non lo sia affatto. Portare a termine OutRun, quantomeno la versione arcade, è un’impresa assai ardua che richiede una forte dose di abilità e riflessi. Andare a tutta velocità mentre un camion vi sbarra la strada in curva dovendo in quell’istante anche decelerare un pochino per non finire fuoristrada è tutto fuorché un gioco da ragazzi. Cinque i traguardi, di conseguenza i percorsi totali sono venti, ognuno diverso dall’altro, sia dal punto di vista estetico che di design. Per essere un racing arcade “lineare” la varietà è molto buona, ma Yu Suzuki aveva dimostrato capacità e talento già con Hang-On (anch’esso giocabile, nel primo Shenmue). OutRun alla fin fine non è altro che l’evoluzione di quest’ultimo, arricchito all’ennesima potenza.

    Raggiungere tutte le mete non è solo un capriccio da completisti, il gioco propone infatti cinque differenti finali, i quali altro non sono che dei simpaticissimi siparietti comici che vedono come protagonisti la coppia in macchina. Correre a tutta velocità è anche una gioia per gli occhi, sia per i suggestivi tramonti di alcuni scenari, sia per come bene si comporta il titolo dal punto di vista tecnico. Semplicità, immediatezza e freschezza rendono il gameplay dannatamente efficace, riuscendo a divertire persino i più scettici. La chiave di OutRun sta appunto nel divertimento; anche dopo averlo giocato e rigiocato più e più volte, solerte sarà la voglia di inserire ancora un gettone (virtuale o meno che sia), rimettere in moto quel bolide rosso fiammante e sfrecciare a quasi 300 km/h per i percorsi offerti dalla mirabile opera di Suzuki-san.

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!