Retro Weekend: Palamedes
Retrogame

Retro Weekend: Palamedes

Il brillante puzzle game targato Taito

  • Versioni: Retrogames
  • Una delle software house più longeve nel panorama videoludico è sicuramente Taito. Questi signori qui sviluppano videogame sin dal 1973 ed hanno deliziato milioni di videogiocatori con i loro mitici arcade. Il titolo di maggior successo è stato sicuramente Space Invaders, ma sarebbe altamente sbagliato non riconoscere tutti gli altri grandi prodotti realizzati durante la loro storica carriera. Una carriera che ha permesso a questo brillante team di avere ancora oggi delle location a tema: sono stato infatti in Giappone più di due anni fa e lì è possibile trovare enormi strutture dedicate ai capisaldi Taito, piene zeppe di cabinati in cui perdersi tra una moltitudine di produzioni tipiche degli anni ’80 e ’90, ma non solo. Tra i tanti lavori realizzati dallo studio con sede a Shinjuku ritroviamo Bubble Bobble, Rainbow Islands, KiKi KaiKai, Arkanoid (ispirato al grande classico Atari, Breakout), Rastan, Qix, Puzznic, Twin Cobra, Darius, Puzzle Bobble, Elevator Action, eccetera, eccetera. Davvero, finisco domani di menzionarli tutti; ne sono un’infinità e per la maggior parte grandi titoloni. Tra l’altro, quelli che ho appena citato sarebbero tutti un perfetto appuntamento da Retro Weekend. Ognuno ha la sua storia e prometto che in futuro cercherò di parlarvene. Oggi, però, voglio porre particolare attenzione sul bellissimo Palamedes.

    Uscito in Giappone nel 1990 e convertito per Famicom da Natsume, Palamedes è un puzzle game che prende l’idea delle linee da rimuovere come in Tetris, ma creando tutto un altro gioco con le sue fantastiche peculiarità. L’opera di Taito ha un gameplay estremamente semplice ma al contempo efficace; padroneggiare tutte le strategie possibili ed una buona velocità di esecuzione, necessita di non poco allenamento. Presa la dovuta dimestichezza, arrivano tante soddisfazioni. Si tratta di un titolo misconosciuto dai più, ma è senza dubbio uno dei lavori più interessanti partoriti dal team giapponese.

    Palamedes screenshot

    A colpi di dadi

    Se in Tetris scendono tetramini dall’alto che noi dobbiamo sistemare per creare delle precise linee e fare così dei punti, in Palamedes arriveranno mura di dadi, numerati da 1 a 6 (ovviamente). Lo scopo del giocatore, posto in basso nella schermata, è colpire le figure con lo stesso numero ed essere veloce nel farlo perché le linee verranno giù sempre più rapidamente mano a mano che si sale di livello. Tutto qui? Beh, non proprio. I dadi non vanno colpiti senza un senso logico, in quanto la vera natura di Palamedes non risiede solo nella velocità, ma anche nel ragionamento. Formando due o tre coppie di numeri si ha la possibilità di rimuovere alcune linee. Ad esempio, due coppie di tre figure, eliminano due linee. Colpendo dadi in ordine numerico da 1 a 6, è possibile rimuoverne cinque. Sei figure uguali permettono di eliminarne quattro. Le combo possibili sono svariate, ma solo colpendo tutti i dadi in ordine numerico permette di togliere cinque linee. La versione arcade di Palamedes viene in nostro aiuto in quanto ottenendo una combo, la barra posta in basso che mostra i dadi colpiti comincia a brillare con tanto di icona della leva del cabinato da spingere verso il basso, la quale indica pure quante linee è possibile rimuovere con la combinazione appena assestata. Discorso diverso nella conversione Famicom/NES dove, purtroppo, questa semplice quanto efficace feature è assente.

    Palamedes presenta tre modalità: una in cui giocare da soli cercando di ottenere il punteggio più alto possibile, il torneo in cui sfidare la CPU in una fase a eliminazione diretta e una versus mode, dove è possibile confrontarsi con un amico. La versione Famicom introduce nel torneo la scelta dei set da giocare, caratteristica assente in quella arcade dove le dispute si risolvono con una sola partita giocata. Dentro o fuori. In ogni caso, tralasciando la succitata grave mancanza, Palamedes su console Nintendo si comporta più che bene, anche se la versione da sala giochi risulta comunque migliore nel complesso. Complice anche l’incremento di velocità ogni volta che vengono rimosse 15 linee nella modalità torneo. Ovvio che qualora voleste giocarci oggi, dovreste innanzitutto munirvi del MAME, il famoso emulatore che permette di giocare tutti i grandi classici arcade. E ne varrebbe veramente la pena. Non so se in Giappone il cabinato di Palamedes sia presente in uno dei templi sacri di Taito. Ne avevo trovati due, uno a Shinjuku ed un altro ad Akihabara e forse c’era pure a Osaka, ma purtroppo non avevo intravisto il cabinato in questione. Gran peccato.

    Il brillante puzzle game targato Taito regala ore ed ore di divertimento, una sfida piacevole e se giocato in compagnia potrebbe diventare ancor più infinito di quello che già è. Sulle prime è difficile che riusciate a conquistare la coppa nella modalità Tournament, quindi la standard mode tornerà utile non solo per superare ogni volta un proprio record (o quello dei propri amici), ma anche per allenarsi e comprendere al meglio le meccaniche e le strategie che Palamedes offre. Dal punto di vista tecnico, non ci troviamo dinanzi a nulla di miracoloso, ma lo stile adottato tanto basta per risultare piacevole ai propri occhi e i motivetti della colonna sonora sono più che validi. Insomma, Palamedes è un vero spesso e conferma il talento di Taito; difficilmente ne sbaglia una, qualsiasi sia il genere che decidono di prendere in esame. Elemento importante è infatti la varietà delle sue produzioni e la qualità è quasi sempre molto alta, consacrando un sinonimo di garanzia appartenente solo ai team più importanti e prestigiosi. Non indugiate ulteriormente e sfidate i vostri amici o la CPU a colpi di dadi. Non ve ne pentirete.

    Palamedes screenshot 2

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!