Retro Weekend: Rendering Ranger R²
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Retro Weekend: Rendering Ranger R²

Un gioiello dal creatore di Turrican

  • Versioni: Retrogames
  • Terminato il Ferragosto con il buon Super Mario Sunshine, non manca il nuovo appuntamento con la rubrica dedicata al passato videoludico. Per il Retro Weekend di oggi mi è venuta proprio voglia di parlarvi di un titolo piuttosto raro (prodotto, infatti, in sole cinquemila copie) e non particolarmente conosciuto. Rilasciato in esclusiva per Super Famicom nel 1995, Rendering Ranger R² è un gioiello che prende vita grazie al talento del creatore della serie Turrican, Manfred Trenz.

    Il titolo originariamente doveva chiamarsi Targa ed era completamente disegnato a mano. In seguito al successo di Donkey Kong Country di Rare e del loro motore grafico, però, si decise di adoperare uno stile simile con fondali pre-renderizzati. Da qui anche la modifica del titolo, per la’appunto Rendering Ranger R², la cui parola Rendering richiama proprio il pre-render.

    Nonostante le buone intenzioni del titolo sviluppato dal team tedesco Rainbow Arts e Manfred TrenzRendering, Ranger R² accolse solamente l’interesse della sussidiaria giapponese di Virgin Interactive Entertainment e da qui la distribuzione in pochissime copie e nel solo territorio nipponico. Tuttavia, è probabile che il gioco fosse previsto anche per il mercato occidentale in quanto è comunque tutto in inglese.

    Ciò in ogni caso importa relativamente; andiamo quindi a (ri)scoprire la bontà e i tratti caratteristici di questa piccola perla targata Trenz.

    Rendering Ranger R² Run and Gun

    Turrican incontra Contra e Gradius

    La peculiarità di Rendering Ranger R² sta senza alcun dubbio nel suo alternare sezioni a terra e in volo, richiamando proprio le saghe di Contra e Gradius di Konami; oltre ovviamente alla creatura di Trenz, quale Turrican stesso. Il prodotto in questione, infatti, miscela perfettamente stage in stile run and gun con altri prettamente in salsa shoot’em up che risultano, di fatto, anche quelli più ispirati e di spessore. Non che i livelli standard non lo siano, intendiamoci.

    Saremo chiamati in causa per salvare il pianeta Terra dall’immancabile invasione aliena (non c’era molta fantasia, ai tempi), prendendo il controllo di un ranger delle forze speciali. L’obiettivo è la distruzione di massa; infatti, oltre a dover difendere il proprio pianeta, il ranger dovrà raggiungere il corpo celeste alieno, il cuore della loro fortezza e… far esplodere tutto!

    Che sia in volo o sulla terra ferma, le meccaniche di base del gioco non cambiano: il giocatore può contare su un vasto arsenale di armi alternabili e rispettivi power up. Ogni arma ha inoltre il proprio attacco speciale; valore aggiuntivo della produzione di Trenz. Questo comporta quindi non solo sparare senza sosta ed avere riflessi (soprattutto nelle sezioni SHMUPS), ma anche adottare scelte strategiche. Tutte le armi hanno caratteristiche peculiari ed uniche, con raggio d’azione e potenza differenti. Bisogna quindi saperle alternare a dovere, sfruttando gli attacchi speciali di ognuna nei momenti più opportuni. Importante soprattutto se si gioca al livello di difficoltà massimo che è hard. La sfida è davvero estrema in questo specifico caso ed è adatta sicuramente ai giocatori veterani che da un videogioco cercano proprio questo. Nei livelli a bordo della navetta spaziale, i colpi arrivano davvero da qualsiasi direzione e i nemici sono molteplici, quindi l’adrenalina sale senza sosta e pietà alcuna. Per tutti gli altri, va bene selezionare normal o al limite easy. Il gioco, non per altro, dà filo da torcere anche in difficoltà standard.

    Oltre al livello di difficoltà, il videogiocatore ha la possibilità di selezionare anche il colore del proprio ranger, quante vite extra avere a disposizione e settare i comandi. Rendering Ranger R² vanta inoltre un sistema di password per “salvare” i progressi. Il gioco è suddiviso in stage, nella maggior parte dei casi lineari e con un boss di fine livello. Nel caso si perdessero tutte le vite, bisognerà ricominciare da capo o dal livello raggiunto, utilizzando la password apposita. Per cui, per proseguire è necessario finire ogni volta uno stage al primo colpo, poiché non ci sono checkpoint.

    GLi stage, sia quelli run and gun che shoot’em up, sono davvero molto vari e caratteristici. Il level design si mantiene sempre su standard elevati ed ognuno di essi presenta le proprie particolarità; alcuni sono veramente particolari. Una menzione d’onore va sicuramente allo Stage 7, il quale risulta uno dei migliori del gioco, nonché un livello fantastico dal punto di vista realizzativo; uno dei più belli in assoluto tra quelli dei vari e più importanti SHMUPS, con un accompagnamento musicale degno di nota. Azione, adrenalina, frenesia. Tutti elementi che rendono questo stage veramente eccezionale, ma soprattutto di una difficoltà incredibilmente alta, per la felicità dei virtuosi.

    Giocando si ottengono punti che vanno ad accrescere il proprio punteggio e non manca una classifica con gli high score, tipico dell’epoca. Giusto per dare un pizzico di natura arcade alla produzione.

    Rendering Ranger R² SHUMPS

    Classe e stile by Manfred Trenz

    Rendering Ranger R² propone un’ambientazione a tema post-apocalittico e presenta molteplici tipologie di nemici, sia nei livelli a piedi che in quelli a bordo della navetta spaziale. Lo stile è pregevole e particolarmente curato; sul piano tecnico l’opera risulta davvero all’avanguardia, per i tempi. Grandiose le animazioni e di pregevole fattura i modelli 3D. Ottimo l’utilizzo e la scelta dei colori. La produzione di Trenz è molto piacevole da giocare così come da guardare. Ancora oggi riesce a garantire il suo colpo d’occhio. Gli stage, inoltre, a volte richiamano un pochino livelli di altri giochi, quasi a mo’ di omaggio o citazione. Ad esempio, il terzo ricorda moltissimo, all’inizio, il pianeta Gorgon (magnifico il brano, Venus Fire) dello splendido Thunder Force III.

    La colonna sonora del gioco è notevole e presenta tracce che sanno come creare adrenalina ed anche un po’ di tensione in alcuni casi. I compositori sono Stefan KramerJørgen T. Ørberg e Jesper Olsen; quest’ultimo si è occupato principalmente anche degli effetti sonori del gioco. Si tratta di musicisti che hanno fatto molto poco nel panorama videoludico e per tutti e tre è stato il primo lavoro musicale dedicato ai videogiochi (per Kramer anche l’ultimo). Ciononostante, hanno realizzato brani meravigliosi, come il già citato Stage 7 oppure l’ending, davvero bellissima.

    Insomma, Rendering Ranger R² è sicuramente un prodotto da provare. L’unico (e grosso) ostacolo è il prezzo proibitivo, data la sua rarità, nonché appunto l’esclusiva giapponese (diffidate da copie presunte PAL, sono delle repro). Ad ogni modo, si tratta di un’opera che presenta tutta la classe e lo stile del suo creatore. Non di  certo un capolavoro, ma un vero e proprio gioiello, firmato Manfred Trenz.

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma al momento restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!