Retro Weekend: Silent Bomber
Retrogame

Retro Weekend: Silent Bomber

Un eroe privo di emozioni

  • Versioni: Retrogames
  • Domenica è ormai sinonimo di Retro Weekend. Siamo sempre qui, puntuali ad ogni appuntamento con l’obiettivo di ricordare i bei titoli del passato; dalle pietre miliari sino ad arrivare a videogiochi meno noti, ma non per questo da non considerare. Sono tanti i titoli che non hanno riscontrato il successo meritato, rivelandosi però prodotti di tutto rispetto. Un esempio è proprio il gioco di cui parliamo oggi.
    Dopo lo scorso appuntamento dedicato al capolavoro assoluto, Chrono Trigger, adesso concentriamo l’attenzione su un’opera non proprio conosciutissima, prodotta da Bandai (ben prima che si unisse con Namco). Trattasi di Silent Bomber, secondo titolo sviluppato dall’allora sconosciuto team, CyberConnect – in futuro si occuperanno della saga .hack e dei vari picchiaduro dedicati a Naruto –, uscito nel 1999 per la prima PlayStation.

    Un action arcade oriented dal concept semplice, ma dannatamente efficace, nonché piuttosto peculiare. Chiaro esempio di appartenenza ad un vecchio modo di sviluppare i videogiochi; caratteristica che oggi risulta un po’ assente nel panorama videoludico odierno (ciò non significa che non ci siano prodotti di alta qualità). In questo action non useremo armi qualunque, ma bombe. È possibile piazzarle semplicemente a terra oppure spararle tramite una sorta di sistema lock-on. Tutto ruota su questa precisa meccanica: dal sistema di punteggio alle possibili strategie adottabili per superare le svariate situazioni di gioco.

    Silent Bomber

    Obiettivo, distruggere l’astronave Dante

    Protagonista delle vicende è Jutah Fate, afflitto dal suo oscuro passato che l’ha portato a diventare un tipo particolarmente chiuso e privo di emozioni. Ciò che l’ha trasformato in una mera macchina da guerra lo vedremo nel tutorial iniziale, in cui impareremo i comandi del gioco. Egli prenderà parte in un’operazione estremamente complicata: distruggere l’incrociatore spaziale, Dante, poiché sta minacciando il pianeta. La missione è guidata da Annri Ohara che si scontra col cuore di ghiaccio di Jutah, restando meravigliata dai suoi comportamenti. Per il protagonista conta solo l’obiettivo ed eseguire gli ordini; null’altro. Tuttavia, proseguendo nel gioco, ci sarà una crescita del personaggio e il rapporto tra Jutah e Annri si intensificherà sempre più. Silent Bomber non dispone di una storia particolarmente complessa, ma sicuramente coinvolgente, con personaggi ben caratterizzati ed una narrazione comunque avvincente. Unica pecca è il doppiaggio in italiano che purtroppo rovina l’esperienza. Escluso Claudio Moneta che dà la voce al protagonista e tutto sommato ha svolto un pregevole lavoro, gli altri personaggi sono purtroppo doppiati abbastanza male. Fortunatamente non è così disastroso come in altri titoli.

    Silent Bomber è suddiviso in stage e in ognuno di essi bisogna superare degli obiettivi specifici, distruggendo tutto quello che capita davanti e facendo fuori la moltitudine di nemici che ostacoleranno il proprio cammino. Come dicevamo poc’anzi, tutto ruota attorno alla meccanica delle bombe che potranno essere posizionate a terra o sparate con un sistema di lock-on automatico. Fatto questo, sempre al giocatore toccherà detonarle per farle esplodere. Proprio da questa precisa azione nasce la natura strategica del titolo in quanto è fondamentale piazzare bombe facendole esplodere nel momento giusto. Il punteggio ottenuto sarà infatti più alto se si riesce a far saltare in aria più nemici e oggetti contemporaneamente, concatenando così i punti a mo’ di combo, accrescendo così la natura arcade del gioco. Portando a termine un livello, infatti, verrà assegnato un grado, dal più alto che è S, sino a quello minore, ossia D. Sono disponibili anche bombe speciali come quelle al napalm, le paralizzanti e gli esplosivi nova che creano dei mini buchi neri. La distruttibilità degli ambienti della Dante è molto elevata e sarà quindi possibile far esplodere una marea di elementi dello scenario (a volte di più, a volte meno) creando quasi una sorta di dipendenza di far saltare tutto in aria. Ogni missione avrà degli obiettivi specifici come eliminare tutti i nemici della zona, distruggere dei macchinari e altri leggermente diversi come trovare qualcuno o difendere un veicolo di un compagno di squadra. Apparentemente, questo potrebbe portare a pensare che il titolo Bandai sia piuttosto ridondante alla lunga, basandosi su azioni ripetitive. In realtà non è così. Questo perché comunque ogni livello è caratterizzato da molteplici differenze, prima su tutte la visuale che assomiglia molto a quella del primo Metal Gear Solid. Di base è a volo di uccello, ma a seconda delle situazioni di gioco essa muterà, in modo tale da poter permettere altre azioni. Ad esempio ci sono pure delle sezioni platform in cui sfruttare il salto a parete e il razzo propulsore dell’arma di Jutah e in questi casi la telecamera può spostarsi lateralmente. Alta è quindi la varietà offerta dal gioco e questo garantisce un’esperienza mai ripetitiva; senza contare che comunque il gameplay è così frenetico, semplice ed immediato da non creare assuefazione, bensì la voglia di distruggere sempre tutto quello che capita a tiro. Non mancheranno alcuni boss di fine livello che daranno comunque un pizzico di pepe all’offerta ludica. Insomma, un titolo genuino, condito da una storia piacevole e da meccaniche di gioco frizzanti.

    Il level design dei vari segmenti della Dante è ben realizzato e stilisticamente il lavoro svolto dai ragazzi di CyberConnect è di pregevole fattura. Il feeling spaziale è notevole grazie ad ambienti ben costruiti e che fanno sentire il videogiocatore veramente piccolo in un intercettatore enorme quanto un continente. I modelli poligonali, tenendo in considerazione il periodo di uscita e la console ospitante, sono davvero solidi. Il gioco è inoltre molto fluido, nonostante l’azione frenetica e le continue esplosioni. Ancora oggi piacevole da vedere, nonostante i dovuti limiti del caso, ma grazie al suo stile delizioso, risulta invecchiato di meno rispetto ai numerosi titoli di quel periodo. Ad arricchire il quadro vi sono infine dei filmati FMV, tipici di quegli anni, ben fatti e caratterizzati da una solida regia, ma non particolarmente impeccabile.

    Ottimo anche musicalmente. La colonna sonora di Silent Bomber si adatta totalmente al contesto del gioco ed ogni stage è accompagnato da brani di buon livello. Pieno zeppo di sonorità di musica elettronica, ma ritroviamo pure altri svariati generi che donano nel complesso un bel mix musicale e tanta adrenalina durante il gioco.

    Insomma, Silent Bomber è un titolo coraggioso e che avrebbe meritato senza dubbio qualcosa in più. Il prodotto di CyberConnect vanta sicuramente un gameplay peculiare che ancora oggi ha la sua da dire, condito da meccaniche difficilmente riscontrabili nel panorama videoludico odierno. Peccato non abbia avuto dei seguiti, in quanto il potenziale per creare una vera e propria saga c’era tutto. A volte vengono richiesti a gran voce sequel per titoli come Crash Bandicoot, Spyro the Dragon, Legacy of Kain (che prima il sottoscritto vorrebbe), MediEvil e molti altri. Un titolo come Silent Bomber, però, non farebbe affatto dispiacere oggi; se realizzato accuratamente, potrebbe rivelarsi una bella sorpresa. Tuttavia, sappiamo benissimo che ciò non accadrà. Per tal motivo, se vi capitasse mai tra le mani questo titolo, non esitate a giocarlo. Potreste rimanerne assai soddisfatti.

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma al momento restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!