Retro Weekend: Spyro: A Hero’s Tail
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Retro Weekend: Spyro: A Hero’s Tail

Quando oltre alla trilogia di Insomniac Games qualcosa di buono c’è

  • Versioni: Retrogames
  • Pochi giorni fa è arrivata sul mercato la Reignited Trilogy di Spyro, contenente appunto i tre capitoli classici della serie realizzata da Insomniac Games; ovviamente riveduti e rimodernati per l’occasione, in quanto si tratta di un vero e proprio remake, proprio come la N. Sane Trilogy di Crash Bandicoot, prodotta sempre da Activision. Il publisher statunitense ha sfruttato il fattore nostalgia e dopo il non intelligentissimo marsupiale ecco che hanno ben pensato di optare per la medesima operazione nostalgica anche con il draghetto viola.

    Come saprete, Insomniac Games ha sviluppato solo il trittico appartenente alla trilogia storica approdata su PS1; dopodiché, la proprietà intellettuale è passata da Sony Computer Entertainment a Universal Interactive (stessa sorte toccata a Crash) diventata poi Vivendi. I rispettivi creatori, con la generazione successiva a quella 32 bit, hanno optato per l’ideazione di un nuovo personaggio; stessa cosa che fece anche Naughty Dog. Ed è così che nascono i rispettivi Ratchet & Clank e Jak and Daxter. Due saghe con cui i due team di sviluppo hanno potuto alzare l’asticella qualitativa, dimostrando già in parte la loro maturità.

    Tuttavia, sia Crash Bandicoot che Spyro, ormai icone della prima PlayStation, non potevano di certo restare senza sequel. Dopotutto, i fan li pretendevano ed erano brand che trainavano tantissimo le vendite. Fu così che nella generazione 128 bit arrivarono rispettivamente Crash Bandicoot: Wrath of Cortex e Spyro: Enter the Dragonfly. Il primo, tutto sommato niente male, sebbene perda parte dell’immediatezza tipica della trilogia Naughty Dog e non osi più di tanto, limitandosi a portare avanti la formula di Crash Bandicoot 3: Warped. Il secondo, invece, è un prodotto piuttosto deludente e che, come Wrath of Cortex, si limita a riportare la formula della trilogia Insomniac. Ci penserà Eurocom Entertainment Software (noti per aver sviluppato Crash Bash) a sviluppare un capitolo di Spyro davvero degno di nota, seppur fin troppo sottovalutato ai tempi.

    Spyro A Hero's Tail - Screenshot 3

    Accoglienza di Spyro: A Hero’s Tail

    Uscito nel 2004, Spyro: A Hero’s Tail è l’ultimo vero capitolo delle avventure del draghetto viola che possiamo ritenere davvero valido. Qualche anno dopo, infatti, arriva la trilogia reboot che esordisce con The Legend of Spyro: A New Beginning. Sostanzialmente, titoli che tutto sommato sono abbastanza graziosi (e nulla più), ma non hanno niente a che vedere con la saga e la natura platform-adventure collectathon partorita ai tempi da Insomniac Games.

    Come dicevamo, però, Spyro: A Hero’s Tail venne ai tempi abbastanza stroncato dalla critica ed accolto molto tiepidamente. Il che fa riflettere, in quanto il titolo è davvero delizioso, pur non essendo spettacolare come un Super Mario Sunshine (restando nella stessa generazione). E questo fa pensare ad una considerazione: vuoi vedere che la trilogia classica venne fin troppo osannata mentre, al contrario, i titoli usciti dopo snobbati senza un motivo davvero valido? Non sono tipo da consultare Metacritic, ma piccola conferma di questa riflessione arriva proprio dal sito in questione, dove è possibile intravedere un’accoglienza dell’utenza molto più calorosa. Intendiamoci, A Hero’s Tail non è un capolavoro, ma non lo era nemmeno la trilogia storica. Bei platform, ma stop. Eppure, vengono spesso ricordati da molti come dei veri e propri capolavori (in errore).

    Per molti bestemmierò, ma bisogna far presente che la qualità del gioiellino realizzato da Eurocom raggiunge vette qualitative comparabili a quelle del trittico Insomniac. Anzi, in molte situazioni si dimostra persino più brillante, sebbene perda qualche colpo in altro.

    Spyro A Hero's Tail - Screenshot 2

    Oscurità nel Regno dei Draghi

    Il Regno dei Draghi viene invaso da Red, un drago malvagio che, insieme ai suoi scagnozzi, piazza delle gemme nere intrise di energia negativa, sfruttate per far marcire gli ambienti circostanti e potenziare il malvagio arcinemico. Tra i vari boss, compare anche Gnasty Gnorc (qui tradotto in italiano non come Nasty Norc, bensì come Gnorco Gnorante), il principale antagonista del primo capitolo della saga. Sarà quindi compito di Spyro, ancora una volta, salvare il Regno dei Draghi e il mondo intero dalla minaccia dello spietato drago rosso.

    Il plot narrativo non è di certo la punta di diamante del gioco, come non lo è mai stato in tutta la saga Spyro. L’unica reale differenza è che la trilogia targata Insomniac vantava personaggi meglio caratterizzati e dialoghi veramente spassosi, dall’umorismo pungente. A Hero’s Tail, invece, da questo punto di vista è un tantino più banale ed infantile, anche se qualche battuta simpatica fortunatamente non manca, ma non siamo per nulla ai livelli degli episodi PS1.

    Tecnicamente, però, l’opera di Eurocom risulta davvero graziosa e non particolarmente invecchiata. Le ambientazioni sono tutte variegate ed originali. Tra foreste, deserti ghiacciati, terre perdute e isole vulcaniche, ce n’è davvero per tutti i gusti. Gli effetti di luce e le animazioni risultano nel complesso di pregevole fattura; raramente il gioco incappa in cali vistosi, mantenendo un frame rate in linea di massima sempre solido. Stesso discorso per la colonna sonora, condita da brani musicali degni di nota, alcuni dei quali anche più memorabili dei capitoli passati. Chiaro che non ci troviamo dinanzi ad una soundtrack epocale, ma che esegue comunque bene il suo dovere, proponendo sound raffinati e un bel po’ di variazioni musicali. Il doppiaggio in italiano non è male, in certi frangenti molto buono, anche se alcune voci sono proprio odiose e poco accattivanti.

    Spyro A Hero's Tail - Screenshot

    Nuove abilità per Spyro

    Veniamo dunque al sodo e andiamo a vedere nel dettaglio cosa offre questo A Hero’s Tail. A differenza della trilogia storica, il titolo è strutturato in ambientazioni molto più ampie ed estese, non presentando dei veri e propri livelli, bensì differenti aeree, quasi tutte grossomodo collegate tra loro (senza dover quindi attendere caricamenti di sorta). Come se non bastasse, introduce, oltre alle classiche uova di drago, nuovi collezionabili da scovare: le gemme nere e di luce. Le prime, fondamentali per il proseguimento dell’avventura, mentre le altre utili per sbloccare potenziamenti, marchingegni o zone segrete; indispensabili in più occasioni.

    Rimosse, però, le classiche gemme come collezionabile puro. Esse sono presenti, ma fungono semplicemente come valuta del gioco, da spendere nel negozio di quel tiranno di Riccone. Una scelta un po’ discutibile, anche se comunque il feeling di scovarle in lungo e in largo rimane. Dopotutto, la maggior parte sono uniche e non ricompaiono come quelle che invece Spyro riceve sconfiggendo i nemici. Quindi, pur mancando un totale, è comunque importante trovarle tutte (e forse potrebbe influire anche con il 100%, ma non so purtroppo dirvelo con certezza).

    Sul versante delle abilità, Spyro: A Hero’s Tail introduce importanti novità. Il draghetto oltre a sputare fuoco, nuotare, planare e scalare determinate pareti, così come faceva in Spyro 2 e 3, adesso può anche eseguire un doppio salto (abilità che nel 3 aveva Sheila il canguro) ed arrampicarsi. Come se non bastasse, vi sono pure ulteriori abilità, ma, soprattutto, oltre a sputare fuoco, il draghetto viola può sfruttare gli elementi come ghiaccio, tuono e acqua che può far fuoriuscire sempre dalla sua bocca. Interagire con più elementi, permette di attivare marchingegni vari per superare piccole sezioni sporadicamente puzzle solving.

    Il tutto coadiuvato ad un gameplay di buon livello, fatto di sezioni platforming di pregevole spessore, che fanno scuola persino alla trilogia di Insomniac Games, e da un tasso di esplorazione ben marcato. Inoltre, prendendo spunto dall’idea di Spyro: Year of the Dragon, anche qui è possibile controllare altri personaggi oltre al draghetto viola. In minor numero rispetto al terzo capitolo della serie, i compagni di avventura garantiscono sezioni di gioco più avvincenti. In Spyro: Year of the Dragon, la maggior parte dei personaggi di cui era possibile prendere il controllo risultavano piuttosto goffi e un po’ farraginosi. Questo spezzava in parte la qualità generale del gameplay, in quanto Spyro risultava un personaggio agile e scattante e non si poteva dire lo stesso dei suoi compagni di avventura.

    In A Hero’s Tail, il piccolo draghetto non vanta l’immediatezza e il feedback garantiti dalla trilogia Insomniac, infatti il tutto risulta un po’ più lento, pad alla mano. Al contempo, però, controllare gli altri personaggi è un vero piacere. Il Sergente Byrd (introdotto in Year of the Dragon) qui vanta un sistema di controllo molto più curato ed esteso e sarà lui ad occuparsi dei circuiti di volo tipici della saga. Blinky la talpa, ricorda in parte Sheila il canguro, ma dispone di abilità di gran lunga più interessanti. Anche qui è possibile controllare Sparx, ma in simpatiche sezioni tipiche da shoot’em up 3D. Infine, il giocatore può utilizzare anche il ghepardo, Hunter, personaggio apparso per la prima volta in Spyro 2: Ripto’s Rage! e controllabile nel terzo episodio, ma non in maniera del tutto diretta. Nel capitolo in questione, invece, Hunter è un personaggio giocante a tutti gli effetti e nelle sezioni di gioco a lui dedicate risulta un vero piacere controllarlo, grazie alle sue peculiari abilità che donano maggior linfa al gameplay. Colpire i nemici con frecce normali e far saltare forzieri di metallo lontani e pareti con quelle esplosive è davvero appagante.

    Insomma, qualsiasi cosa si dica, è innegabile che Spyro: A Hero’s Tail sia un buon platform che nulla ha da invidiare alla trilogia storica, anzi. Perde qualche colpo in alcune meccaniche che risultano meno immediate rispetto al passato, nonché nei dialoghi, ma ne guadagna in platforming puro e in varietà di situazioni che esplodono nel controllo degli altri personaggi; in particolare con Hunter. Gli effetti sonori sono di minor intensità, stesso dicasi per il feedback della carica. Per tutto il resto, però, Eurocom ha saputo confezionare un platform certosino. Un degno erede e successore del trittico realizzato da Insomniac Games, prima del declino totale della serie.

    Spyro A Hero's Tail - Screenshot 4

     

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!