Retro Weekend: Super Mario Bros. 3
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Retro Weekend: Super Mario Bros. 3

  • Versioni: Retrogames
  • Mentre mi accingo ad andare al Comicon di Napoli, vi lascio con questa (si spera) piacevole lettura, immersa negli splendidi e deliziosi ricordi di anni ormai lontani, ma che ancora sanno farsi sentire. La scorsa Domenica abbiamo parlato del brillante e pioneristico H.E.R.O., il quale ha avuto anche delle importanze storiche all’interno del medium videoludico. Quest’oggi, dunque, ne andiamo a riscoprire un altro, ancor più importante e fondamentale nella storia dei videogiochi, nonché di maggior successo. Stiamo parlando del sempiterno e mitico Super Mario Bros. 3.
    Qualcuno potrebbe chiedersi come mai il terzo capitolo e non il primo –  immortale – episodio. C’è un motivo dietro a questa mia scelta: il primissimo Super Mario Bros., pur essendo stato un titolo di altissima qualità e di gran rilevanza, è più o meno noto a tutti. Il successo mediatico, i meriti, l’importanza storica; elementi piuttosto conosciuti dai più. Chiaro non significhi che non ci siano comunque pretesti per scriverci un pezzo (anzi), né tantomeno che Super Mario Bros. 3 sia sconosciuto (tutt’altro). Però, dovendo comunque scegliere tra i tanti esponenti della saga del baffuto idraulico, il terzo capitolo della serie Bros. è sembrato quello più adatto; una perla smagliante di cui forse non si parla mai abbastanza. Produzioni di tal calibro meriterebbero pagine e pagine di storia e menzioni d’onore. Stiamo parlando di un titolo stratosferico, quello che  personalmente riconosco come il mero King of Platform. Il motivo è presto detto.

    Super Mario Bros. 3

    Onore al Re

    Super Mario Bros. 3 è uscito in origine per Famicom, nel 1988.  Arriva qualche anno dopo per NES, in America nel 1990 e solamente nel 1991 nel vecchio continente. Il mio approccio con questo capitolo nasce, però, con Super Mario All Stars per Super Famicom/SNES. Si tratta di una raccolta contenente i primi tre Super Mario Bros. nonché una chicca:  Super Mario Bros.: The Lost Levels. Quest’ultimo, altro non è che il Super Mario Bros. 2 originale giapponese, quello che da noi non è mai arrivato in maniera ufficiale. Per il mercato occidentale si decise di tramutare Doki Doki Panic nel nostro Bros. 2 e quest’ultimo, invece, arrivò nel Sol Levante come Super Mario USA.
    Piccola digressione storica a parte, con All Stars mi sono divertito da matti. Venivo da Super Mario World che adoravo alla follia ai tempi (tuttora pure,  con delle riserve), ma quando ebbi modo di mettere le mie mani impiastricciate di Nutella sulla cartuccia della raccolta Mariesca l’impatto fu devastante. Già solo il poter giocare quattro giochi in uno, per un marmocchio di a malapena cinque anni, era qualcosa di fantascientifico. Come se non bastasse, si trattava di ottimi titoli, riadattati efficacemente in stile 16 bit. Tra tutti, spiccava quella gemma fulgente di salubre beltà, impregnata di pura passione e che porta il nome di Super Mario Bros. 3. Un fulmine a ciel sereno che ha segnato irriducibilmente il mio essere gamer.

    Ho adorato quella raccolta. Ci giocavo come un forsennato, senza sosta! Il terzo capitolo del brand concepito da Shigeru Miyamoto ha poi elargito in me una sorta di subordinazione con il platform dell’ammiraglia Nintendo, facendo nascere la passione totale per il genere. Muliebre opera che soavemente ho più rigiocato durante la mia lunga carriera di videogiocatore appassionato. Terminato oltre centosettanta volte (minimo); dimostrazione di quanto nutrisca superba divinizzazione per quello che a conti fatti è “solo” un mero e semplice videogioco.

    Per un lungo periodo di tempo ci ho unicamente giocato sul mio fido ed amabile Super Nintendo, una delle console più prodigiose e di prelibato spessore mai create dalla Grande N. Col passare degli anni, son riuscito poi a metter finalmente mano sull’originale 8 bit. In un primo momento, continuavo a preferire la “remastered”, quella graficamente più piacevole. Dopodiché, riuscii a comprendere quanto fosse molto più cool la versione originale per Famicom/NES. A livello dinamico è molto più fluida ed accattivante, garantendo un sistema di controllo di gran lunga più fresco e movimenti maggiormente lesti. Anche dal punto di vista visivo, l’originale fa ancora la sua splendida figura e, paradossalmente (grazie anche alle meccaniche più raffinate), risulta di gran lunga meno invecchiata rispetto alla versione tecnicamente avanti di una generazione. Dopotutto, anche sulla console di origine, Super Mario Bros. 3 faceva faville, mostrando i muscoli e la forza bruta dell’8 bit Nintendo, tanto da sembrare anni luce avanti, tecnologicamente parlando, rispetto al primo capitolo.  Quest’ultimo, quasi sfigura in confronto (e di non poco), dando la sensazione di un gioco che pare assurdo possa girare sulla stessa macchina. Eppur è così!

    Il lavoro musicale del supremo Koji Kondo risulta poi superbamente efficace. Brani fantastici e motivetti che conquistano e catturano con semplicità il giocatore, grazie ad ammalianti note di nutrito splendore. La colonna sonora trasmette una genuinità esponenziale che si fonde perfettamente nelle componente videoludica del platform di Nintendo. Connubio perfetto per garantire un’esperienza intrisa di divertimento totale. I riarrangiamenti per la versione All Stars sono validi, ma non si dimostrano all’altezza rispetto a quelli dell’originale. In Pipe Maze, settimo mondo del gioco, ad esempio, il compositore nipponico aveva realizzato per la world map un affabile piccolo brano, intriso da un deelay ardito. Effetto che, senza motivo, è stato rimosso in All Stars.

    Super Mario Bros. 3

    The King of Platform in action!

    Super Mario Bros. 3 è un titolo che va giocato rigorosamente in modalità NTSC a 60Hz. Purtroppo, giochi come i platform, nelle versioni PAL 50Hz dei bei tempi che furono, non erano poi così belli. Conversioni rallentate, goffe e con bande nere che distruggevano in maniera spietata l’esperienza complessiva. La morte del gaming del quale noi europei siamo stati vittime per molti anni, finché non è arrivato il Dreamcast, console su cui cominciarono ad arrivare i primi titoli PAL convertiti perfettamente e a 60Hz come le versioni NTSC.

    Differenze ci sono anche tra la versione originale JAP e quella USA. I giochi girano egualmente e le diversità stanno proprio nella componente ludica dell’opera. Quella giapponese risulta più difficile per una mirata scelta di game design, alterata nelle versioni occidentali. Infatti, viene abbassata l’asticella della difficoltà per una semplice modifica: nell’originale, se il panciuto idraulico vien colpito, qualsiasi sia il power up superiore al fungo di cui è in possesso, tornerà sempre e comunque Mario piccolo (o nano che dir si voglia). In quella nostrana ed americana, invece, se il nostro baffone vien colpito e dispone dei vari power up, perderà prima il potere acquisito e poi solo se colpito ulteriormente torna piccolo.
    Altre modifiche sono presenti pure nel level design vero e proprio di alcuni (ma pochissimi) livelli. Si tratta tutto sommato di piccolissimi e lievi cambiamenti; un occhio meno attento manco li noterebbe subito.

    Il platform della grande N è dimostrazione di creatività stellare, passione pura e fragorosa maestria. Opera d’arte in movimento costellata da un’inventiva fuori parametro. C’è un prima e dopo Super Mario Bros. 3. Nonostante gli anni sul groppone, il capolavoro Nintendo, curato da geni come Shigeru Miyamoto e Takashi Tezuka, riesce ancora a far le scarpe a molti prodotti odierni. Questo è dovuto al fatto che il grazioso platform risulti, ancor oggi, più attuale che mai, di un’immediatezza che lascia esterrefatti, regalando un tasso di divertimento preziosissimo.
    Un gioco dove il fruitore può eseguire azioni di ogni tipo. Se col primo Bros. i platform hanno visto uno scorrimento laterale e non più le classiche schermate fisse, con Bros. 3 vien superato qualsiasi schema. Stupefacente ritrovarsi per la prima volta a raccogliere la foglia Tanooki è comprendere che tramite quest’ultima sia possibile volare! Tanti altri sono i power up, come ad esempio la Frog Suit che ci permette di nuotare nelle profondità marine con l’agilità di una rana, aprendo ulteriori scenari di gameplay. Il tutto è realizzato con cura impeccabile ed eleganza magistrale, facendo ruotare ogni tassello in maniera perfettamente funzionale nella totalità dell’opera. Perché in Super Mario Bros. 3 c’è tutto! Troviamo una sfida sempre crescente, idee amalgamate con classe e varietà straordinaria, garantendo originalità continua, livello dopo livello. Un platform che fa vera e propria scuola di game design e su come si debba sempre realizzare un titolo appartenente a questo genere. Non per l’altro, non mancano mai le sorprese, dal mondo dei giganti al mondo dei cieli fino ad arrivare alla fortezza inespugnabile del re dei Koopa, Bowser! L’obiettivo? Sempre il solito: salvare la principessa Peach. In compenso, però, dobbiamo liberare pure i sette regni e i rispettivi sovrani, colpiti dal tiranno arcinemico, brutale e trentennale antagonista del nostro baffuto idraulico. Tra le tante novità, troviamo proprio l’immensa molteplicità delle tipologie dei livelli, tra cui l’introduzione dello scorrimento laterale automatico. Una ricchezza mastodontica che regala sconfinata soddisfazione. Flotte volanti, piramidi, passaggi innevati, caverne di ghiaccio e persino un livello in cui Mario è inseguito da un sole, strambo e cattivo. Oltre ad essere caratterizzato da una freschezza delle meccaniche di gioco, il titolo è condito da una geniale interazione all’interno dei livelli stessi. Ognuno di essi vanta elementi di game design originalissimi, tra divertimento e ragionamento. Un Fiore di Fuoco non servirà più solo per sconfiggere i nemici; potrebbe essere utile anche per delle vere e proprie situazioni di gioco, come ad esempio sciogliere dei blocchi di ghiaccio perché potrebbero ostruire il cammino. Essendoci la possibilità di volare, i livelli hanno spesso moltissime vie alternative o comunque facoltative, giusto per trovare vite extra, bonus e mille altre cose. In tutto questo, il gioco brilla e raggiunge l’apoteosi grazie a fasi platformiche costruite con una classe di level design unica. Fa quasi spavento come, nel genere in questione, Super Mario Bros. 3 appartenga proprio ad un’altra categoria, asfaltando tutto il resto. Impossibile descrivere la qualità assoluta di questo titolo, siccome l’offerta è così ampia e vasta che è praticamente impensabile poter catalogare e spiegare tutto. Non si può!

    Persino le world map dei vari regni sono strepitose. Ci troviamo Hammer Bros. o altri piccoli nemici ad ostacolarci il cammino. Case dei Toad in cui rifornirci di power up da utilizzare nei livelli oppure veri e propri item, utili per l’esplorazione dei regni. Sarà possibile addirittura salire a bordo di una barca per perlustrare il mare del terzo mondo, Sea Side. Non mancano poi passaggi segreti, alcuni dei quali nascosti nei posti più disparati e talvolta anche assurdi. Come se non bastasse, sono celati dei bonus e quant’altro, sbloccabili tramite interazione con dei livelli specifici. Ad esempio, potrebbe essere necessario raccogliere un certo numero di monete per farli apparire sulla mappa. Il bello è che non è affatto facile scoprirli, poiché non ci sono indicazioni di nessun tipo. Un segreto, dopotutto, è un segreto! Persino nei livelli ritroviamo passaggi nascosti che possono indurci in sezioni alternative, in genere per recuperare il flauto che ci conduce nella Warp Zone. Lo stesso flauto presente nel primissimo The Legend of Zelda appare come cameo (però utilizzabile) in Super Mario Bros. 3 e serve per raggiungere i vari mondi di gioco prendendo scorciatoie apposite.

    Sento proprio di non poter andare oltre. Sarebbe inutile. Superfluo. Chi ha giocato, sa. Chi non l’ha fatto, beh… non indugi ulteriormente e si fiondi su una delle opere più belle mai create e scopra quanto questa perla assoluta abbia da offrire, senza cincischiar oltre. Pietra miliare dell’industria videoludica e Re del platform indiscusso. Non c’è nessun altro Super Mario che tenga. Super Mario Bros. 3 è immortale! Intramontabile! Divino!

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma al momento restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!