Retro Weekend: Super Mario Sunshine
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Retro Weekend: Super Mario Sunshine

Anche in vacanza possono nascere mille avventure

  • Versioni: Retrogames
  • Siamo ormai giunti nel periodo decisivo dell’estate. Domani entriamo nella calda settimana di Ferragosto. Come non omaggiare il più classico dei periodi delle ferie, se non con un gioco squisitamente a tema per questo nuovo ardente appuntamento con la rubrica, Retro Weekend? Signore e signori, mettetevi comodi e andiamo a (ri)scoprire Super Mario Sunshine, il capitolo della saga uscito per GameCube nel 2002 che richiama perfettamente la stagione estiva, grazie ai suoi colori vividi e accesi, ma soprattutto per il motivo dell’avventura: la vacanza.

    Già, perché il buon Mario, dopo varie peripezie, tra un salvataggio e l’altro della principessa Peach e del Regno dei Funghi, decide di godersi il suo meritato riposo (giustamente). Tuttavia, non c’è mai pace per gli eroi! Anche un momento di sano relax può tramutarsi nella caccia ai cattivoni di turno. Giusto così. In fondo… siamo noi a doverci divertire.

    La sfortuna di Super Mario Sunshine è quella di essere arrivato dopo quel capolavoro eterno che porta il nome di Super Mario 64. Pesante il fardello da portare sulle spalle, specie se si è il seguito di una pietra miliare che ha segnato e rivoluzionato l’industria videoludica (RivoluzioMario per il nostro Carlo Ziboni). Aspettative alle stelle, quindi, per il successore e talvolta, quando ci si aspetta troppo, capita di restarne scottati. Il secondo platform 3D del panciuto Mario per il piccolo cubetto è un gioco strepitoso; ingiustamente sottovalutato ed erroneamente ritenuto un semplice more of the same. Ma non è così. Nonostante fosse difficile riuscire a realizzare qualcosa di originale e che potesse dare una svolta al genere, Super Mario Sunshine riesce comunque a spiccare per le sue quaità. Apoteosi del divertimento, della sfida e del platform nella sua forma più pura.

    Super Mario Sunshine Colli Ariosi

    Una perla incompresa

    Ricordo ancora il periodo in cui Super Mario Sunshine esordì nel mondo dei videogiochi. Lo ricordo perfettamente perché per anni ho sbavato sulle immagini delle riviste del settore di quei tempi. All’epoca ero un marmocchio e il GameCube mi era passato tra le mani solamente in prestito, per giocare quella piccola perla di Luigi’s Mansion. Però, un appassionato come me, cresciuto con Super Mario e The Legend of Zelda, voleva cimentarsi sulle loro ultime apparizioni per quella che era l’ultima fiammante console di Nintendo. Ho dovuto attendere anni per esaudire quel desiderio. Una lacuna colmata grazie al Wii, fortunatamente retrocompatibile (nel mentre arrivavano anche Super Mario Galaxy e The Legend of Zelda: Twilight Princess… ma questa è un’altra storia). Il tempo è galantuomo, ristabilisce gli equilibri e quell’eterna sofferenza è stata così sopraffatta.

    Negli anni di Super Mario Sunshine e The Legend of Zelda: The Wind Waker rimembro benissimo come siano stati snobbati e quanto l’avventura di Link, con la riproposizione su Wii U, sia stata poi rivalutata, compresa ed apprezzata per ciò che è. Anche questo episodio di Mario meriterebbe lo stesso, perché ai tempi si era ancora troppo accecati da Super Mario 64, non riuscendo a carpire appieno la bellezza del capitolo per GameCube. Al momento, però, non vi è nulla in programma da parte di Nintendo. In ogni caso, si può sempre recuperare il capitolo originale; non di certo una cattiva idea.

    Super Mario Sunshine Manta

    Soli Custodi, palme ed impostori

    Super Mario Sunshine abbandona il Regno dei Funghi per raggiungere il paradiso delle vacanze estive: l’isola Delfinia. Il luogo migliore per godersi un sano e completo relax, lontano dai pericoli di ogni giorno. Mario e la principessa Peach decidono infatti di recarsi in questo posto per passare le vacanze lì, ma qualcosa va subito storto: un impostore spacciatosi per Mario ha imbrattato tutta l’isola, facendo ricadere la colpa sul povero idraulico che viene persino arrestato dalla polizia locale.

    Il compito del baffuto tubista consisterà nel ripulire l’ambiente e trovare tutti i soli custodi (che andranno a sostituire le stelle di Super Mario 64) nascosti in giro per Delfinia e nei vari livelli che compongono il gioco.

    Parlando del comparto tecnico, il titolo è tuttora un immenso e gustoso piacere audiovisivo. Brillante dal punto di vista stilistico e grazioso nel sapiente utilizzo dei colori, i quali richiamano perfettamente l’estate. Straordinariamente meravigliosa la Noki Bay, rilassante Gelato Beach, ma in generale tutte le ambientazioni sono stupefacenti.  Ottima anche la realizzazione dei vari personaggi che incontreremo nell’avventura, nonché dei vari livelli dell’opera che come unico scotto pagano soltanto una varietà inferiore rispetto al fantastico capitolo del Nintendo 64. Una scelta comunque da un lato sensata, in quanto tutto il gioco è ambientato sull’isola Delfinia e ogni livello è una parte che compone la stessa. Per tal motivo, Nintendo ha deciso di sacrificare la varietà in favore dell’omogeneità e della coerenza stilistica.

    Musicalmente, Super Mario Sunshine è davvero un gioiello; prelibato, rilassante e spensierato. Ogni livello è accompagnato da brani piacevoli e perfettamente amalgamati nel contesto dell’opera. Un lavoro delizioso quello realizzato dal maestro, Koji Kondo.

    Super Mario Sunshine è anche il primo (ed unico) titolo della saga che introduce i filmati con personaggi interamente doppiati. Non più i semplici versi o espressioni come “mamma mia” (che non manca), ma veri e propri dialoghi. Ciononostante, in seguito l’idea verrà scartata e tutto ritornerà come prima, compreso l’ultimo Super Mario Odyssey.

    Super Mario Sunshine Montagne Russe

    Gli incredibili approcci dello Splac 3000

    In questo capitolo di Super Mario fa il suo ingresso un particolare accessorio, creato dal matto Professor Strambic di Luigi’s Mansion: lo Splac 3000.  Questo particolare accrocchio spruzza-acqua apre un’infinità di scenari di gameplay. Come sempre, Nintendo, con l’inserimento di un semplice elemento, riesce ad offrire una marea di situazioni di gioco (lo dimostra proprio Odyssey con Cappy).

    I livelli di Super Mario Sunshine se dal punto di vista della pluralità mostrano qualche neo, da quello risolutivo e del level design, risultano stratosferici. Non ritroviamo un numero esagerato di stage, ma quei pochi che bastano utili ad offrire un divertimento sopraffino. Senza contare che le aree sono molto più grandi ed estese di quelle viste nel capitolo del 1996.

    L’esplorazione assume un ruolo ancor più importante e prorompente in questo episodio, ma non pensiate che vengano sacrificate le sezioni platform. Tutt’altro. In Super Mario Sunshine le fasi di puro platforming sono tante ed eccezionali. Inoltre, giusto per arricchire ancor di più l’offerta, sono presenti, sia in Delfinia che nelle varie aree del gioco, dei mini livelli da affrontare senza Splac 3000. Quest’ultimi sono realizzati nel pieno stile di un Super Mario più classico, traendo ispirazione proprio dagli episodi 2D. Non per altro, infatti, essi risultano particolarmente difficili ed impegnativi e regalano un tasso di sfida veramente notevole, quasi da hardcore puro. Il giocatore viene chiamato in causa a non sfruttare le abilità che ha imparato a padroneggiare durante l’avventura. Una volta abituati con le varie caratteristiche dello Splac 3000 diventa più difficile controllare Mario sprovvisto del congegno idrico multifunzione.

    Lo Splac 3000, infatti, come ribadito poc’anzi, apre sensazionali scenari di gameplay. Principalmente utilizzato per ripulire tutto quello che è ricoperto dalla melma, esso torna utile per tante altre azioni, come ad esempio sconfiggere particolari nemici o boss. Con la funzione base dello Splac 3000 però è possibile anche eseguire robe rocambolesche e spassose, tipo spruzzare l’acqua e terra e lanciarcisi sopra a mo’ di scivolo. Tanto per dirne una. Tutte piccolezze che è possibile scoprire semplicemente giocando e curiosando; soprattutto con un pizzico di fantasia. L’accessorio, però, ha anche tre funzioni variabili che sono: spruzzoplano, spruzzorazzo e spruzzoturbo. Ognuna di queste, utile per differenti approcci.

    Super Mario Sunshine Vs Mario Ombra

    Con lo spruzzoplano è possibile sfruttare i getti dell’acqua per far sì che Mario possa planare e raggiungere quindi piattaforme più lontane (o come salvataggio per evitare tristi cadute in alcuni precipizi). Lo spruzzorazzo permette invece di effettuare salti altissimi, poiché il getto dell’acqua funge proprio da razzo. Infine, lo spruzzoturbo (forse la più bella delle funzioni dello Splac 3000) permette di usare il getto propulsore dell’acqua per far correre velocissimo il nostro idraulico. Questo gli consente di correre persino sull’acqua. Sicuramente il più difficile da controllare, ma se padroneggiato garantisce azioni spettacolari ed uniche, salti strabilianti e solo l’inventiva sa quante cose siano possibili con lo spruzzoturbo. Vi è persino un mini livello a tema ad esso dedicato. Peccato sia solamente uno. Altri non avrebbero affatto guastato. Ogni funzione è ovviamente anche utile nel gioco per svariate situazioni.

    Super Mario Sunshine risulta il capitolo della saga 3D più dinamico in assoluto, per quanto riguarda la padronanza dell’idraulico. Sebbene questo comporti, al contempo, un controllo più tedioso del buon Mario, garantisce comunque l’azione più dinamica in assoluto mai vista nella serie, con cui si ha la totale gestione e calibrazione del salto. Sicuramente andava meglio rifinito, ma le possibilità offerte dal sistema di controllo non sono state più riproposte in tal modo, nemmeno nell’ultimo capitolo della saga.

    Un’avventura fantastica che non si limita solo ad evolvere quanto già di buono si era visto in Super Mario 64, ma anche a proporre una formula sensazionale. In questo episodio fa la sua comparsa anche Yoshi, questa volta non solo come presenza inutile a fine gioco, ma proprio utilitario per la raccolta dei vari soli custodi o di alcune monete blu. Ebbene sì, oltre alle classiche monete gialle e alle 8 rosse, vi sono sparpagliate in giro per il mondo di Super Mario Sunshine una folta dose di monete blu. Ogni dieci di queste ci fanno ottenere un sole custode. Queste particolari monete sono nascoste ovunque e talvolta bisogna anche eseguire alcune richieste specifiche per ottenerle o superare dei piccoli “minigiochi” nei livelli.

    Super Mario Sunshine è un platform favoloso, condito da tantissime situazioni di gioco e caratterizzato da un gameplay da capogiro. Propone divertimento e sfida amalgamati con maestria, garantendo un’esperienza stupenda pad alla mano ed un feeling incredibile. Molteplici sono le cose da fare e ancor di più i modi per farle. Solo giocando si possono scoprire tutte le chicche che Nintendo, con eleganza, ha saputo introdurre in questo capolavoro. Non all’altezza del divino Super Mario 64, ma nemmeno l’episodio sottotono che in molti vogliono far passare. Super Mario Sunshine è un gioiello che brilla di luce smagliante e ricorda come i platform 3D dovrebbero venir sempre realizzati.

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!