Retro Weekend: Super Metroid
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Retro Weekend: Super Metroid

Il ritorno di Samus

  • Versioni: Retrogames
  • Quella di Metroid è una delle saghe più belle ed importanti create da Nintendo. Concepito e prodotto nel 1986 dal geniale e prematuramente scomparso Gunpei Yokoi, il primo capitolo di Metroid dimostrò già ai tempi il suo essere incredibilmente all’avanguardia, proponendo qualcosa di nuovo. Qualcosa che da lì a poco avrebbe fatto nascere il genere metroidvania, tornato in auge negli ultimi anni grazie alla scena indie, e del quale il capostipite del brand è antesignano del genere, seppur oggi risulti invecchiato un bel po’.

    In questa uggiosa domenica non vogliamo però parlarvi del primo episodio, bensì del capitolo entrato di diritto nella storia dei videogiochi come una delle opere più belle, brillanti e mastodontiche mai create, nonché pietra miliare del medium. Mettetevi comodi poiché dopo i mondi colorati di Super Mario Bros. 3, decolleremo per superare l’orbita terrestre, raggiungendo così l’ostile pianeta Zebes, dimora dei Pirati Spaziali, nemici giurati della bella cacciatrice di taglie, Samus Aran. Signore e signori ecco a voi Super Metroid, uscito nel 1994 per Super Famicom/SNES.

    Super Metroid

    Il ritorno su Zebes

    Il capolavoro Nintendo è posto cronologicamente subito dopo il bellissimo Metroid II: Return of Samus, uscito per Game Boy (del quale è stato realizzato anche un ottimo fan remake, nonché un rifacimento ufficiale per Nintendo 3DS). Dopo aver fatto piazza pulita di tutti i Metroid sul loro pianeta d’origine, SR-388, la cacciatrice decide di risparmiare il cucciolo superstite, lasciandolo in custodia su una colonia spaziale per studi ed esami di natura scientifica. Le cose non si mettono tuttavia bene: Ridley, il nemico giurato di Samus, fa il suo ritorno per ostacolare – ancora una volta – la cacciatrice spaziale. Il drago alieno mette a soqquadro la colonia in cui era custodito il cucciolo di Metroid, portandolo con sé nella base dei Pirati Spaziali sul pianeta Zebes. La protagonista partirà quindi per raggiungere la dimora del suo arcinemico, nonché luogo in cui si sono svolte le vicende del primo capitolo. Proprio qui inizierà una delle avventure più incredibili che si siano mai viste nel panorama videoludico.

    Arrivati sul pianeta alieno prenderemo subito il controllo della bionda cacciatrice. Muoveremo i primi passi in un mondo minaccioso, mutato drasticamente rispetto a come avevamo imparato a conoscerlo in passato. Super Metroid basa tutta la sua esperienza sull’esplorazione delle varie aree di Zebes, condita da una progressione in crescendo, caratterizzata da un backtracking ben studiato ed amalgamato. Il giocatore si farà strada grazie ad upgrade ed equipaggiamenti che troverà mano a mano nel corso dell’avventura, potendo così raggiungere punti e sezioni prima irraggiungibili od inaccessibili. Il tutto funziona in una maniera estremamente efficace, senza mai presentare dei punti morti o di pura ridondanza. Merito (questo) di un map e level design cucito a puntino, offrendo ambientazioni tutte diverse e peculiari in cui troveremo nemici e segreti sempre diversi. Grazie a svariate scelte impeccabili di game design si è sempre stimolati dalla curiosità, nella ricerca attenta e minuziosa di ogni tassello che confeziona questa splendida produzione. Nessun punto indicato sulla mappa né suggerimenti vari per darci supporto. La libertà è totale proprio per garantire un maggior coinvolgimento del giocatore. Nelle prime battute di gioco ci sentiremo impotenti dinanzi a tutti gli ostacoli che troveremo sul nostro cammino e l’ispezione prende il sopravvento, chiamata in causa per la ricerca quasi ossessiva di nuovi potenziamenti che ci permetteranno di superare le barriere imposte dal game design.

    Ad arricchire l’esperienza ci pensa la colonna sonora impeccabile di Kenji Yamamoto che riesce a donare un’atmosfera esageratamente di impatto alla produzione fantascientifica di Nintendo, grazie a composizioni stellari che enfatizzano ogni momento dell’avventura. Che siano brani ritmati, angoscianti o calmi e rilassanti, funzionano sempre alla perfezione, garantendo al giocatore un’immersione unica e senza precedenti, in un mondo che impareremo a sentire sempre più nostro, dopo un senso di impotenza iniziale, dovuto alla padronanza reattiva delle meccaniche e degli elementi di gioco.

    Dal punto di vista tecnico non si può che fare un plauso a quest’opera sontuosa; ancora oggi risulta attuale ed affascinante. Ogni area di Super Metroid è ricreata con gran classe e talento, con una cura immensa in ogni minimo particolare. La scelta dei colori per caratterizzare al meglio tutte le location non è mai banale o scontata e rende riconoscibile ed intuibile ogni singolo aspetto del titolo. Il level design è di una qualità fuori parametro; impeccabile sotto tutti i punti di vista, spingendo sempre il giocatore ad esaminare tutto quello che si troverà davanti, proponendo persino aree claustrofobiche di grande impatto. Le animazioni sono fantastiche e il l’opera è di una fluidità eccezionale. Oggi come allora Super Metroid è semplicemente maestoso. Un vero capolavoro!

    Super Metroid

    Il mio nome è Samus Aran

    Quello che rende Super Metroid una gioia videoludica è il suo stile semplicemente efficace, unito ad un gameplay raffinato ed unico nel suo genere. Controllare Samus Aran è un piacere, merito delle possibilità offerte dal gioco. Sebbene all’inizio non potremo far molto se non saltare o sparare, proseguendo nel nostro cammino sbloccheremo nuovi raggi per il nostro braccio cannone, tute, missili ed abilità di vario tipo. Il tutto evolverà l’esperienza in maniera perpetua, poiché l’esplorazione sarà sempre diversa (e più profonda) grazie alle svariate possibilità incrementanti mano a mano che avanzeremo nel viaggio.

    Tra le abilità di spicco ritroviamo senza alcun dubbio la morfosfera, ossia la possibilità di Samus di accovacciarsi e assumere la forma per l’appunto di una sfera, permettendoci di passare in cunicoli stretti ed altrimenti inaccessibili. Non mancheranno dei potenziamenti per arricchire le funzionalità in questa specifica forma, come ad esempio piazzare delle bombe o saltare. Due semplici azioni che apriranno molteplici scenari dal punto di vista del gameplay e dell’esplorazione e, pad alla mano, le sensazioni sono semplicemente stupende. Se con la morfosfera pensiate che le sorprese siano finite qui, beh… vi sbagliate di grosso! Ci sono ancora una marea di power up, ad esempio il rampino: permette di agganciarci ad una parete ed oscillare per eseguire un salto più lungo. Tra i più belli ritroviamo la supercinesi, ovvero la possibilità di correre a super velocità permettendoci di uccidere i nemici dinanzi al nostro cammino, ma anche e soprattutto distruggere particolari tipi di pareti per il proseguimento dell’avventura. Durante la supercinesi è possibile anche eseguire il super salto cinetico, il quale permette elevazioni esponenziali, sacrificando però energia vitale.

    Per aprire le porte non ci saranno chiavi o altre “diavolerie” simili. Basteranno il semplice raggio del braccio cannone e i missili. Ogni porta dispone di un colore differente che indica il missile da utilizzare per aprirla. Il tutto è funzionale dal punto di vista del game design, poiché il colore della porta combacia con quello delle icone dei missili rendendo immediata l’associazione e quindi quali utilizzare in ogni specifico caso. Infine, come non citare il salto a parete, precursore di quello visto in seguito, precisamente due anni dopo, in Super Mario 64. Il modo in cui impariamo l’abilità, o meglio, apprendiamo di averla, è strepitoso. Lascio però il piacere della scoperta a coloro che non l’hanno ancora giocato. Durante il cammino è inoltre possibile trovare degli upgrade che incrementano gli slot di energia vitale e la quantità massima di missili e gigabombe.

    Super Metroid è un titolo assolutamente epocale e di gran spessore. Qualora non l’abbiate giocato, non dovreste esitare oltre e rimediare quanto prima.

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!