Retro Weekend: Tenchu 2: Birth of the Stealth Assassins
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Retro Weekend: Tenchu 2: Birth of the Stealth Assassins

La via dei ninja secondo Acquire

  • Versioni: Retrogames
  • Acquire ormai è riconosciuta al mondo per aver realizzato l’ottimo Octopath Traveler, bellissima esclusiva e J-RPG old style per l’ibrido Nintendo Switch. I diversamente giovani (per non definirvi vecchi) sapranno, però, che lo studio in questione aveva realizzato nel 1998 il primo titolo di una saga destinata ad essere ricordata per sempre. Mi riferisco ovviamente a Tenchu: Stealth Assassins, opera che ha di fatto consacrato il genere degli stealth game in 3D, arrivando addirittura alcuni mesi prima del capolavoro di Kojima, Metal Gear Solid (uscito nello stesso anno).

    Il primo Tenchu rimane indubbiamente un piccolo diamante grezzo e sebbene oggi accusi molto gli anni sul groppone, bisogna riconoscergli tutti i meriti del caso, tra cui l’aver dato il via ad una serie che però con il passar del tempo è andata via via peggiorando, ed è un vero peccato visto il potenziale enorme offerto dal primo e, soprattutto, dal secondo capitolo. Per il Retro Weekend di oggi andiamo a riscoprire infatti proprio Tenchu 2: Birth of the Stealth Assassins, cronologicamente ambientato prima del predecessore. Tenchu 2 è più ricco, variegato e migliore sotto tutti i punti di vista e presenta un editor di missioni, introdotto già nella seconda versione giapponese del prequel, intitolato Tenchu: Shinobi Gaisen. Esso presenta tutte le aggiunte  (tra cui due livelli) delle versioni occidentali e alcuni piccoli cambiamenti, ma la novità sostanziale è il suo editor che ha permesso la realizzazione di Tenchu: Shinobi Hyakusen, realizzato con i 100 migliori livelli creati dall’utenza giapponese attraverso un concorso indotto proprio da Acquire. Peccato che tutte queste cose non siano mai approdate qui da noi e per l’editor di missioni abbiamo dovuto aspettare Tenchu 2, uscito nel 2000. Come potete immaginare, qui non vi è stato nessun contest (in America, sì). Peccato.

    Tenchu 2 - Rikimaru

    Agire nell’ombra

    In questo periodo siamo tutti un po’ presi con l’ultima fatica di FromSoftware, Sekiro: Shadows Die Twice e quindi mi sembrava doveroso dedicare il consueto appuntamento domenicale alla perla di Acquire. Dopotutto, Sekiro viene spesso definito come l’erede spirituale di Tenchu. Tuttavia, consentitemelo: non chiamatelo Tenchu. Non bastano un rampino, delle meccaniche stealth e un ninja o shinobi per essere considerato tale. Sekiro è un’esperienza totalmente diversa e va benissimo così (ve lo consigliamo). Per vedere qualcosa che si avvicini a Tenchu, bisogna attendere un vero sequel, mancante ormai da anni nel panorama videoludico; a buon ragione, vista la qualità sempre più fioca delle produzioni.

    Tenchu 2: Birth of the Stealth Assassins, come ribadito poc’anzi, è ambientato diversi anni prima del capitolo di esordio. In questo episodio ritroveremo oltre a Rikimaru e Ayame anche il mitico Tatsumaru, terzo personaggio giocante (ma solo dopo aver portato a termine l’avventura con i due protagonisti principali). I tre ninja appartengono al clan degli Azuma ed hanno il compito di proteggere Lord Godha Matsunoshin dal colpo di stato dello zio, Motohide. L’evento dà vita persino ad una guerra civile e non manca un gruppo di ninja misterioso definito come Burning Dawn (L’Aurora di Fuoco) che vuole dire la sua in merito.

    Il gioco presente una miriade di colpi di scena ed ogni personaggio avrà un ruolo fondamentale nelle vicende, fatte di inganni, tradimenti e fedeltà che vedranno coinvolti un po’ tutti. Io purtroppo ho avuto modo di giocarlo solamente in italiano e il doppiaggio risulta essere abbastanza carente, seppur non così malvagio. Stesso dicasi per i dialoghi che a volte sembrano privi di enfasi. Tralasciando la bontà del doppiaggio nostrano, considerando il periodo storico, bisogna dire che Acquire aveva svolto un bel lavoro narrativo, ricreando un contesto solido e verosimile del giappone feudale, nonché degli ottimi eventi antecedenti al primo Tenchu.

    Acquire sottolinea l’importanza di agire nell’ombra tipico di un ninja ed infatti le meccaniche stealth assumono un ruolo fondamentale per la buona riuscita delle varie missioni. Il combat system è infatti piuttosto farraginoso ed un po’ invecchiato, ma lo era comunque già ai tempi. Tuttavia, nella sua componente stealth, Tenchu 2 dà il meglio di sé, pur non riscontrando un’IA nemica così sviluppata, ma su questo si può chiudere un’occhio tenendo in considerazione che si tratti di un gioco che ha quasi diciannove anni alle spalle. Oltre all’utilizzo delle armi primarie dei personaggi, il giocatore ha a disposizione una marea di oggetti e gadget differenti, quasi tutti facoltativi ma ognuno più che utile in svariate circostanze. Ritroviamo i pugnali kunai (sostituiti dagli shuriken in altre versioni; non chiedetemi i motivi) per colpire i nemici a distanza, pozioni per curarci, riso colorato per tracciare il percorso, bombe fumogene, dardi avvelenati, mine, polvere accecante, granate e quant’altro. In missione potremo portare solo un numero limitato di oggetti e molti tra questi vanno scovati nel corso dei livelli (in genere ben nascosti). Ritroviamo poi il formidabile rampino, accessorio che tornerà utile spesso e volentieri per proseguire nei livelli o per raggiungere punti altrimenti irraggiungibili come torri di avvistamento (in cui talvolta si trovano dei nemici), tetti di abitazioni e quant’altro.

    Tenchu 2 - Tatsumaru

    Tenchu 2 va affrontato sia con Rikimaru che con Ayame per sbloccare le missioni di Tatsumaru. Sebbene ce ne siano alcune con lo stesso nome, esse vengono affrontare comunque da una prospettiva diversa e quindi con obiettivi totalmente differenti. Vi sono inoltre dei livelli unici dedicati a ciascun personaggio. La presenza degli stessi stage ma da un altro punto di vista ha permesso ad Acquire di riciclare un po’ di elementi e asset vari, in modo da velocizzare lo sviluppo. Il titolo è in puro 3D e mostra tutti i limiti tecnici della prima PlayStation. Draw distance pressoché minima e grafica progressiva: purtroppo questo è un problema non da poco in un gioco dove agire nell’ombra è fondamentale. Spesso non è infatti possibile vedere la posizione di un nemico soltanto perché si è leggermente più lontani dall’area che il gioco riesce a caricare e mostrare, tanto che i titoli 3D del Nintendo 64 come Zelda: Ocarina of Time, Majora’s Mask, Banjo-Kazooie, Super Mario 64 e compagni ai tempi sembravano fantascienza in confronto. Lo stesso problema lo aveva anche Legacy of Kain: Soul Reaver, ma leggermente meno marcato e soprattutto non così problematico visto che nel capolavoro di Crystal Dynamics non bisogna muoversi stealth. Anche Silent Hill non era da meno, ma Konami fece del limite un punto di forza, inserendo così la nebbia che si è rivelata una scelta più che azzeccata nel contesto del loro horror psicotico.

    Tenchu 2 rimane comunque molto solido tecnicamente parlando, considerando soprattutto l’hardware. Questo ha fatto sì che non solo però si optasse per la grafica 3D progressiva, ma anche per una realizzazione delle ambientazioni piuttosto spoglia (evidentemente per evitare cali di frame rate, comunque talvolta presenti durante l’avventura). Alcuni luoghi sono molto ispirati, altri un po’ meno. Una qualità altalenante, ma nel complesso valida, anche perché il level design resta ugualmente ottimo ed accattivante. Avremo persino una mappa per ambientarci, oltre che l’utilizzo del riso colorato per tracciare le vie già percorse (e torna utile pure con un oggetto particolare che permette di resuscitare). Gli approcci possibili son quindi molti, dando una vasta varietà di scelta al giocatore ed affrontare i livelli nel modo che più gli aggrada. La struttura delle missioni è notevole e permette un piacevole senso di esplorazione e scoperta. Spesso troveremo infatti passaggi nascosti sott’acqua o ostruiti da qualcosa da distruggere con la spada, oppure da raggiungere con il rampino.

    Proseguendo nella storia si ha pure modo di sbloccare elementi e scenari per il superbo editor di missioni, il quale risulta veramente articolato e complesso, offrendo così la possibilità di non realizzare veri e propri stage come nella “main quest”, ma comunque degli ottimi livelli.

    Il secondo capitolo di Acquire migliora quanto di buono fatto dal predecessore. Probabilmente non un capolavoro, ma comunque un gioiello di ottima caratura, prelibato sotto il profilo ludico, nonostante alcuni difetti e piccole mancanze dettate pure da un hardware che non poteva fare comunque più di così. Tenchu 2: Birth of the Stealth Assassins ci ricorda quanto oggi avremmo bisogno di produzioni come questa o, perché no, di un vero e proprio nuovo episodio della serie. Che torni però a risplendere di quella luce ormai sopita, latente nell’oscurità più recondita del sentiero dei ninja.

    Tenchu 2 - Ayame

     

     

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!