Retro Weekend: Toy Story 2: Buzz Lightyear to the Rescue
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Retro Weekend: Toy Story 2: Buzz Lightyear to the Rescue

Verso l’infinito, e oltre

  • Versioni: Retrogames
  • Arrivato nello stesso anno di uscita del film (il 1999), Toy Story 2: Buzz Lightyear to the Rescue è a sua volta anche il seguito del capitolo rilasciato nel 1995 per console a 16 bit. Così come il suo predecessore, Toy Story 2 è un platform uscito però su PS1, Nintendo 64, Dreamcast, PC e Game Boy Color; con questo capitolo la serie giunge nell’allora inesplorato mondo delle tre dimensioni di cui Super Mario 64 di Shigeru Miyamoto ne è stato il pioniere. Alla creatura Nintendo devono molto gli sviluppatori di Traveller’s Tales, gli stessi autori di Mickey Mania che avevamo trattato diverso tempo fa nella nostra rubrica dedicata al passato retroludico. Questo perché – così come vedremo nel corso dell’articolo – l’impostazione e la struttura ludica si rifà molto al capolavoro della grande N.

    Oggi vi parlo di Toy Story 2 in occasione dell’uscita recentissima al cinema del quarto capitolo. Qual miglior modo, quindi, per trattare qualcosa a tema. Perché proprio il 2? Semplice, rispetto al primo si tratta di un’opera meglio rifinita e di gran lunga più curata. Intendiamoci, non che il prequel sia un brutto titolo, ma non è nulla di così trascendentale o significativo. Certo, era comunque il tie-in di un gran successo commerciale targato Disney e Pixar, ma ludicamente non proponeva una formula per la quale valesse la pena parlarne. Discorso diverso per il seguito che, pur con qualche limitazione, si rivelò un prodotto di pregevole fattura e nel complesso interessante.

    Toy Story 2 screenshot

    Da film a videogioco

    Toy Story 2: Buzz Lightyear to the Rescue riprende il contesto e l’ambientazione del film, tanto che prima di un livello o a seguito di una boss fight ci sono degli spezzoni appartenenti alla pellicola, ben riproposti nel gioco. Se nel primo controllavamo Woody, qui vestiremo i panni di Buzz Lightyear e dovremo salvare il proprio amico/rivale portato via dal collezionista di giocattoli, Al. Graficamente si difende piuttosto bene seppur a tratti possa risultare leggermente spoglio o un po’ vuoto in alcuni passaggi, ma ciò è dovuto anche al fatto che controlliamo un personaggio in miniatura – essendo un giocattolo –, quindi gli spostamenti, avvenendo nel mondo umano, necessitano inevitabilmente di qualche punto più vuoto per ricreare la rispettiva coerenza visiva. Nulla da dire invece sui modelli poligonali dei personaggi, riproposti in maniera fedelissima alle controparti del film d’animazione. Inoltre, così come inventato da Ocarina of Time (quindi sempre scuola Nintendo), il buon Buzz può utilizzare il suo raggio laser anche dalla prospettiva in prima persona ed è curioso vedere il riflesso del volto del protagonista nel casco che solitamente indossa (seppur nel 2 in realtà non dovrebbe avere poiché ormai conscio di essere un giocattolo). Ciò ha in parte anticipato quanto visto in Metroid Prime di Retro Studios, sebbene nel titolo dedicato alle avventure di Samus la qualità visiva e tecnica di questo semplice aspetto è di gran lunga maggiore, più dettagliato e rifinito.

    Spostandoci nei luoghi ripresi dal film, Buzz si fa strada in livelli ben variegati tra loro che consacrano un’esperienza di platform 3D davvero di pregevole fattura. Come già ribadito, tecnicamente raggiunge qualche compromesso, ma si tratta di un’opera piacevole da vedere in movimento e l’offerta ludica non è da meno: caratterizzato da sezioni platforming di gran spessore e da una succosa varietà si situazioni di gioco e gameplay, Toy Story 2 garantisce ore di divertimento alla ricerca dei gettoni Pizza Planet. Quest’ultimi sono indispensabili per il proseguimento dell’avventura. In ogni livello ne ritroviamo cinque da raccogliere in circostanze differenti. Trovatone uno ci è concesso uscire dallo stage e proseguire, ma andando avanti ne saranno necessari in numero maggiore per accedere ai livelli successivi, quindi il prodotto di Traveller’s Tales ci spinge ad esplorare in maniera più attenta i livelli e cercare i gettoni mancanti.

    Toy Story 2 screen in prima persona

    Questa formula non può che ricordarci Super Mario 64, come ribadito in precedenza, però è riproposta con le giuste e dovute differenze, facendo sì che non stoni affatto come copia o difetto. Toy Story 2 vanta una buona dose di idee, tutte sapientemente orchestrate con giusto alcune tipologie di gettoni da raccogliere in maniera analoga ad altri (ma è lecito in un platform la riproposizione delle medesime sfide in chiave diversa). Per superare alcuni passaggi dovremo spesso anche spremere le meningi dovendo attivare marchingegni o spostare oggetti, inserendo quindi pure un minimo di puzzle solving che di certo non guasta se ben implementato. Ovviamente non possono mancare i nemici da sconfiggere con la nostra fida arma e la visuale in soggettiva torna spesso utile per colpire avversari posti in altezze diverse rispetto alla nostra o, soprattutto, contro i boss.

    La colonna sonora è di buon livello e in alcuni schemi siamo accompagnati da brani degni di nota, mentre in altri ritroviamo qualche traccia un po’ sottotono. In linea di massima il lavoro musicale è comunque buono, stesso dicasi per il sonoro e per il doppiaggio italiano, il quale dovrebbe vantare le voci dei doppiatori storici di Toy Story, ma non ho trovato nulla che confermi quanto espresso (dal parlato sembrano loro, ma smentiteci senza problemi laddove non sia così). Toy Story 2: Buzz Lightyear to the Rescue è insomma un solido esponente dei platform 3D che a cavallo tra gli anni ’90 e 2000 ha visto una proficua diffusione a macchia d’olio del genere. Dunque, tra le tante opere rivali, la produzione targata Traveller’s Tales sa il fatto suo, consacrando una qualità impressionante dei titoli dedicati alle icone Disney a quei tempi. Un gioco che ci fa rivivere le splendide peripezie di Buzz e compagni, proprio come nel rispettivo film. All’epoca operazioni di questo tipo facevano sognare; bastava poco per renderci felici con un pad tra le mani, ma ancora oggi il ricordo e la nostalgia di quel periodo può davvero farci volare verso l’infinito, e oltre con la fantasia.

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!