Retro Weekend: TwinBee: Rainbow Bell Adventure
Retrogame

Retro Weekend: TwinBee: Rainbow Bell Adventure

Quando Konami era una realtà dell’industria videoludica

  • Versioni: Retrogames
  • Del passato videoludico abbiamo molto da dover rimpiangere, purtroppo. Su tutto, non ci si può non dispiacere per come si sia ridotta Konami negli ultimi dieci anni. Una compagnia ormai allo sbaraglio, senza un’identità, senza qualità e pure senza più Hideo Kojima. La stessa Konami che un tempo diede vide a brand storici come Akumajou Dorakyura (Castlevania), Contra, Ganbare Goemon, Silent Hill, Genso Suikoden, Gradius, Rocket Knight Adventures e quant’altro, nonché gli stessi progetti di Kojima, quali Zone of the Enders e, appunto, Metal Gear Solid. Konami era tutto questo e poi, solamente poi, Pro Evolution Soccer (che all’epoca era di tutt’altra qualità e caratura rispetto ad oggi). Tutte queste mirabolanti serie sono finite sull’orlo del baratro, segnando ormai la tomba della compagnia giapponese. Eppure, oggi la vogliamo ricordare con una perla di luce smagliante, attraverso questo titolo che possa far riaffiorare nei nostri preziosi ricordi il periodo aureo della cara vecchia Konami. Ma non con Castlevania o con Silent Hill, né tantomeno con Ganbare Goemon (anche se prima o poi ci torneremo), bensì con TwinBee; in particolare, lo strabiliante episodio approdato nel 1994 sul grazioso ed immortale Super Famicom.

    Non lo faremo con un capitolo canonico della serie (nata come shoot’em up a scorrimento verticale, vantando capitoli graziosissimi, tra l’altro), ma con l’esponente platform, TwinBee: Rainbow Bell Adventure. Un gioco spettacolare, caratterizzato da un gameplay strepitoso e intriso da una velocità spiazzante, tanto che anche lo stesso Sonic The Hedgehog ne teme il confronto (e ne esce con tutte le ossa rotte). Questo perché TwinBee, a differenza di Sonic, unisce la velocità ad un sistema di controllo semplicemente perfetto. Il porcospino blu mostra invece il fianco a diversi problemi di giocabilità a favore della frenesia assoluta. Intendiamoci, i vari capitoli di Sonic 2D non sono mica brutti (anzi), ma TwinBee: Rainbow Bell Adventure raggiunge vette invalicabili per chiunque.

    TwinBee: Rainbow Bell Adventure opening

    Gioia audiovisiva zampillante colori vivaci

    TwinBee: Rainbow Bell Adventure è tecnicamente sontuoso e mostrava di cosa fosse capace l’hardware 16 bit di Nintendo. Il primo impatto con il titolo è incredibile: colori vivaci e sgargianti che regalano un’esperienza visiva eccezionale. Dopo l’opening e il main menu veniamo però subito catapultati nella world map del gioco e, scelto il livello, ci si immerge in una spettacolare avventura. Le musiche allegre, la colorazione efficace, trasudante gioia in ogni singolo pixel, personaggi dal design simpaticissimo ed un sistema di controllo immediato (e nemmeno particolarmente complesso) donano al prodotto Konami un fascino ineccepibile, intriso da un glorioso carisma. Per non parlare delle meravigliose animazioni, tutte curatissime e di gran spessore, nonché della colonna sonora preziosissime, fungente da ottimo accompagnamento musicale per tutta la durata dell’avventura. Brani avvincenti e dalle sonorità argute e pimpanti.

    Il level design è cucito tutto intorno alle abilità dei tre protagonisti: TwinBee, WinBee e GwinBee. Il primo è quello equilibrato; la seconda (sì, è una ragazza) è più veloce a caricare il salto (ma di meno col pugno), mentre il terzo è l’opposto della gentil donzella. Soltanto due abilità, ma permettono un’esperienza di gioco incredibilmente ricca di variabili. Ognuno di loro dispone inoltre di un’arma differente. TwinBee: Rainbow Bell Adventure è un platform peculiare, in quanto la concezione dei livelli è diversa rispetto a quella degli altri esponenti del genere. Abbiamo un punto di inizio e talvolta più di un’uscita (anche tre), ma soprattutto, l’inizio dei vari stage non è detto che sia posto, come da tradizione, a sinistra. Spesso è posto al centro o, perché no, anche a destra. Lo scorrimento è sia laterale che verticale, in quanto le uscite sono nascoste; per tal motivo non vi è una reale progressione del livello che va invece totalmente esplorato. Certo, nelle prime battute il tutto risulta comunque più tradizionale, ma proseguendo nell’avventura le cose cominceranno a farsi più serie, proponendo, come dicevamo, più uscite, ubicate anche in posti non sempre semplici da trovare o raggiungere.

    Oltre a doversi fare strada tra ostacoli, nemici e quant’altro, in TwinBee: Rainbow Bell Adventure vi è anche un grosso numero di sonagli giapponesi da raccogliere come collezionabile, ovviamente a discrezione del giocatore. Inoltre, vi sonopure delle piccole campane (quelle che danno il Bell al titolo) che vengono rilasciate dai nemici in svariati colori ed ognuna rappresenta un power up specifico. Ad esempio, quella blu ci fa ottenere una pistola, mentre la rosa ci rende invincibili per una manciata di secondi. In caso il giocatore venga colpito, perde tutte le campane raccolte (che può comunque cercare di recuperare nel momento che subisce il colpo). Raccogliere tutti i sonagli (che possono essere anche oltre 700 in un solo livello) non è un’impresa facile; viene però quasi naturale il voler scovarli tutti, proprio perché le caratteristiche del gameplay ed il level design, pieno di passaggi nascosti da pareti distruttibili o altro, spronano il giocatore ad esplorare ogni metro quadro dello scenario.

    Il gioco permette di fare qualsiasi cosa passi per la testa grazie al dash del salto. Tenendo premuto semplicemente il tasto dedito a quest’azione e caricata l’apposita barra, Jump, TwinBee e compagni possono eseguire un piccolo scatto che gli permette anche di volare per alcuni secondi. La bellezza sta proprio nel controllo di questa abilità, perché è possibile caricare il salto in continuazione, anche mentre si è in aria. Di conseguenza, si può volare; il tutto ad una velocità pazzesca. Ovviamente, non crediate mica che volando in alto nei cieli risolva tutti i problemi e vi conduca al traguardo. Come dicevamo, essi stanno ben nascosti ed inoltre non tutti i livelli sono completamente all’aperto. Curioso notare che in questa tipologia di stage sia possibile, semplicemente volando, raggiungere altezze elevatissime, tanto da poter lasciare pure l’atmosfera terrestre. In ogni caso, il gioco permette di fare cose veramente assurde, se calcolate al millimetro, tipo sfruttare le pareti (e soprattutto gli angoli) come piattaforma di rimbalzo. I personaggi, inoltre, possono volare in tutte e otto le direzioni, garantendo quindi una libertà di controllo quasi paradisiaca. Senza contare che il titolo sia giocabile anche in multiplayer.

    Oltre a proseguire in una world map aperta in cui è possibile raggiungere vari stage a seconda delle uscite raggiunte, vi sono anche bizzarre e divertentissime boss battle, una più spassosa e piacevole dell’altra. TwinBee: Rainbow Bell Adventure va però giocato rigorosamente in versione giapponese, in quanto quelle occidentali hanno rovinato buona parte della formula appartenente all’opera Konami.

    TwinBee: Rainbow Bell Adventure screenshot

    Differenze con la versione giapponese

    Le versioni NTSC USA e PAL sono identiche e l’unica vera differenza sta nel fatto che da noi il titolo sia castrato dai 50Hz. In un’opera di questo calibro, dove la fluidità delle azioni, la frenesia e la velocità sono il cuore pulsante della produzione, si tratta di un limite non da poco conto. Tuttavia, il problema di entrambe le versioni rispetto all’originale giapponese sta tutto nella struttura dei livelli e della world map. Tralasciando il taglio di alcune campionature vocali (che non ha comunque senso), troviamo una progressione lineare degli stage. Quindi, scordatevi le doppie e triple uscite e la possibilità di “esplorare” la mappa a piacimento. Quest’ultima è rimasta, ma perde tutta la sua logica di gameplay, siccome si può andare soltanto in “avanti”. Per tal motivo, ci ritroviamo anche un unico finale rispetto ai molteplici della versione originale giapponese. Un vero e proprio disastro.

    Inoltre, va segnalato che il gioco sia arrivato in occidente come Pop’n TwinBee: Rainbow Bell Adventures, ma in realtà il Pop’n è assente nell’originale, in quanto è un prefisso appartenente ai titoli sparatutto della serie. Mentre per quanto riguarda Adventures, in realtà in giapponese è riportato con l’alfabeto katakana come Adventure, mancando la “su” finale che avrebbe indicato la “S” del plurale in inglese. Quindi il gioco non è Pop’n TwinBee: Rainbow Bell Adventures, bensì TwinBee: Rainbow Bell Adventure, così come riportato sino ad ora in questo articolo.

    Per tal motivo, è assolutamente consigliabile reperirlo in versione originale. Non per altro, la trama è solo un piccolo pretesto per divertirsi; di conseguenza, la lingua non è assolutamente un ostacolo per la fruizione dell’opera. Tralasciando lo scempio (tipico, soprattutto ai tempi) riservato al prodotto in Occidente, TwinBee: Rainbow Bell Adventure (giapponese) è un capolavoro assoluto. Uno dei migliori platform non solo del Super Famicom, ma dell’intera industria videoludica. Un’opera senza tempo che ancora oggi ha tanto da insegnare.

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!