Retro Weekend: Yoshi’s Island
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Retro Weekend: Yoshi’s Island

La colorata avventura degli Yoshi

  • Versioni: Retrogames
  • Era il lontano 1995 e sul fiammeggiante Super Famicom arrivava una delle avventure platform più belle che siano mai state realizzate. Dopo il successo di Super Mario World, la grande N impiegò cinque lunghi anni per realizzare un’opera dedicata alla famiglia del simpatico dinosauro verde: gli Yoshi. Il carisma dei colorati dinosauri convinse il producer, Shigeru Miyamoto, a creare un’avventura tutta dedicata a loro, affidando il compito, ancora una volta, a Takashi Tezuka (già director di World). Ma come sfruttare la figura del baffuto idraulico? Dopotutto, era sempre stato Super Mario l’eterno protagonista e poteva rivelarsi rischioso incentrare un gioco non su di lui, ma sugli Yoshi. Ed Ecco il lampo di genio! Una storia ambientata tempo prima, in cui il nostro eroe panciuto è ancora un piccolo e capriccioso bambino.

    Abbiamo quindi tutti gli elementi per raccontare una fiaba. La storia di come gli Yoshi hanno trovato il piccolo Baby Mario e salvato Baby Luigi. Non ci resta che vivere l’avventura colorata di Super Mario: Yoshi’s Island.

    N.B. In occidente il gioco venne intitolato Super Mario World 2: Yoshi’s Island. Questo sicuramente per cavalcare l’onda del successo del grandissimo titolo di lancio del Super Nintendo.

    Yoshi's Island - Story

    La vecchia e classica storia della cicogna

    Yoshi’s Island si apre come la più classica delle fiabe: tanto, tanto tempo fa una cicogna stava trasportando con sé due pargoletti verso ignota destinazione. Durante il volo, uno dei due cade di sotto a causa dell’attacco di Kamek, intento a rapire entrambi i bimbi: uno è Baby Mario che finisce sull’isola degli Yoshi, proprio sulla testa del dinosauro verde, mentre l’altro, catturato dal perfido Kamek, è Baby Luigi. Il malvagio magikoopa, però, solo arrivato a destinazione si rende conto di non aver rapito entrambi i pargoli, mandando i suoi scagnozzi alla ricerca del bambino mancante (Mario). Yoshi verde, grazie ad una mappa caduta insieme a Baby Mario, decide di rivolgersi al resto dei suoi amici per aiutare il piccolo bimbo smarrito. I simpatici e colorati dinosauri, così, collaborano insieme per portarlo sulla vetta dell’isola, seguendo le istruzioni contenute nella mappa e scoprire quindi le origini di Baby Mario e salvare il fratellino.

    Questa piccola e semplice storia funge da apripista per creare la genesi della rivalità tra Super Mario e Bowser. Un prequel degli eventi narrati nelle varie avventure del baffuto idraulico. Il potenziale di Yoshi’s Island si rivelò tuttavia enorme e questo spinse Nintendo a portare avanti la saga degli Yoshi, proponendo vari sequel in futuro. Il primo è Yoshi’s Story, uscito su Nintendo 64, anche se non arriva ai livelli qualitativi del capolavoro per Super Famicom. La serie, tra l’altro, perde un po’ di colpi, non riuscendo mai a brillare totalmente, finché non arriva Yoshi’s Woolly World su Wii U, platform pazzesco, degno erede e sequel di ciò che fu ai tempi Yoshi’s Island. Non per altro, adesso siamo in fibrillante attesa per l’inedito capitolo in arrivo nel 2019 in esclusiva Nintendo Switch: Yoshi’s Crafted World, il quale sembra veramente una bomba atomica. Un’esplosione di genialità ed estro creativo fuori parametro. Sarà tutto da vedere.

    Yoshi's Island - Screenshot 1

    Tra fiaba e pastelli

    Ciò che ai tempi colpì critica e videogiocatori è lo stile artistico della produzione targata Nintendo. Il gioco vanta un comparto grafico che sembra uscito dalla mente di un bambino, grazie ai colori acquerellati e ai disegni festevoli. Il risultato è una gioia per gli occhi che tutt’oggi lascia ammaliati e increduli dinanzi a questo design così peculiare e brillante, ricreando perfettamente l’atmosfera più adatta per l’avventura, dandogli quel tocco fiabesco senza eguali. La cura è maniacale, infatti anche le animazioni risultano veramente eccellenti e non manca un intelligente utilizzo del chip, Mode 7. Di sicuro, tra i più bei titoli mai realizzati dal punto di vista artistico; dietro probabilmente solo a Cuphead.

    Non da meno la colonna sonora composta dal grande Koji Kondo, autore dei brani più famosi della saga di Super Mario. In Yoshi’s Island, dimostra le sue grandi capacità, componendo musiche eccezionali che si sposano in maniera esemplare con il comparto stilistico dell’opera. Alcuni brani sono veramente bellissimi e quasi sicuramente potrebbero rimanere impressi nella vostra memoria; magari sarete lì a fischiettarli di tanto in tanto. Cosa indubbia, è che sono altamente adatti per il capolavoro Super Famicom, dunque solo l’ascolto delle prime note lasciano la facile associazione a Kondo e al gioco.

    Yoshi's Island - Screenshot 2

    Un game design delizioso

    L’elemento più potente di Yoshi’s Island è senza dubbio il gameplay. Grazie a scelte di game design originali e di grande impatto, il gioco elargisce un divertimento sonante. Virtuoso e cosciente delle sue qualità, Yoshi’s Island ti sbatte in faccia la sua brillantezza e le sue idee geniali, portando al contempo anche il platform in territori inesplorati. Non per altro, il genere è sempre stato molto incentrato sulle capacità motorie, sui riflessi e sulle abilità col pad. Yoshi sacrifica in parte questi elementi, proponendo un’esperienza più ragionata ed introducendo una marea di collezionabili e caratteristiche riprese persino dai platform in 3D come Super Mario 64, uscito un anno dopo.

    Non per altro, la famosa sederata dell’eroe baffuto è qui introdotta, insieme alle monete rosse. Va precisato che Yoshi’s Island non è comunque facile e proseguendo nell’avventura non mancheranno sezioni classiche di puro platforming, riflessi ed abilità (con tante piccole chicche); ma al contempo arricchisce il tutto con un alto tasso di esplorazione e segreti da scoprire. Infatti, se in tutti i Super Mario Bros. c’è sempre stato un limite di tempo per portare a termine i livelli, in questo capitolo non è presente. Potrete perdervi nei livelli per tutto il tempo che vi pare, anche perché oltre a dover trovare passaggi segreti e collezionabili, ci ritroviamo dinanzi a scenari di gran lunga più estesi e complessi.

    L’evoluzione non la si trova comunque solo nella struttura del gioco e in un level design più corpulento, ma anche nella realizzazione delle boss battle. Alcune di esse veramente originali e stratosferiche, una delle quali anticipa persino l’idea della gravità di Super Mario Galaxy, arrivato un decennio dopo. Se con Super Mario Bros. 3 il platform ha visto una crescita delle meccaniche di gioco e delle idee, con Yoshi’s Island il genere si arricchisce con una rifinitura totale della componente videoludica. Per questo motivo si tratta dei due massimi esponenti del platform, che hanno reso possibile l’introduzione perfetta del genere nei mondi poligonali con Super Mario 64, pietra miliare per antonomasia e quindi il terzo massimo esponente del platform. Tra 2D e 3D, dopotutto, sono i tre capolavori da tenere sempre in considerazione, in quanto essenza pura del genere ed assoluta scuola di game design.

    Il capolavoro uscito nel 1995 è un gioiello di prelibata squisitezza ludica. Sopraffino nel level design e nelle idee geniali che attorniano ogni suo elemento. Tra lo stare attenti a non farsi rapire Baby Mario e tra una sezione platforming e l’altra, in Yoshi’s Island troviamo anche piccoli e brillanti rompicapi da risolvere per poter proseguire o trovare il collezionabile mancante. Non solo; i simpatici dinosauri trasformano anche in uova quasi ogni cosa che digeriscono, in modo da poterle lanciare e sconfiggere così nemici o attivare vari meccanismi. Il titolo diventa poi un crescendo di idee; un’esplosione di divertimento contemplata da un game design che raggiunge vette invalicabili, grazie anche alle splendide trasformazioni, utili per superare svariate ed indimenticabili sezioni di gioco. Sicuramente, uno dei più grandi platform che l’industria videoludica abbia mai ospitato in tanti anni di storia del gaming. Sarebbe un enorme reato non giocarlo.

    Yoshi's Island - Screenshot 3

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!