Retro Weekend: Zero the Kamikaze Squirrel
Retrogame

Retro Weekend: Zero the Kamikaze Squirrel

Uno dei platform più belli degli anni ’90

  • Versioni: Retrogames
  • Esattamente tra due giorni arriva Mega Man Zero/ZX Legacy Collection e per l’occasione ho voluto dedicare l’appuntamento Retro Weekend di oggi ad un altro Zero, ovvero il protagonista di un’avventura platform straordinaria, realizzata da Iguana Entertainment, i medesimi autori dei due Aero the Acro-Bat (in cui appare lo stesso Zero) e della serie Turok. Iguana Entertainment divenne poi Acclaim Studios Austin nel 1999, ma dopo diversi lavori, tra cui Vexx, nel 2004 chiude purtroppo i battenti. Tuttavia oggi non siamo qui per parlare del triste destino di questo talentuoso team di sviluppo, bensì di una loro grande opera: Zero the Kamikaze Squirrel, uscito nel 1994 su Mega Drive e Super Nintendo, non arrivando mai nelle terre del Sol Levante (pur essendo SunSoft il publisher). Ironia della sorte vuole che proprio la scorsa settimana vi parlavo di un altro protagonista scoiattolo, ovvero Conker. E anche in questo caso si parla di un titolo eccezionale. Zero the Kamikaze Squirrel è un prodotto sopraffino; uno di quei platform che non può mancare nel bagaglio culturale degli appassionati del genere.

    Zero the Kamikaze Squirrel

    Un conglomerato di azione e velocità danno vita ad un gameplay spettacolare

    Zero the Kamikaze Squirrel ci mette nei panni dell’omonimo scoiattolo protagonista che deve salvare la sua vecchia fidanzata, Amy, dopo che quest’ultima lo mette in guardia su un problema nella propria terra natia: un malvagio boscaiolo sta disboscando la foresta per produrre denaro contraffatto e il padre di Amy è sparito per cause sconosciute. Nel tentativo di salvarlo, anche la vecchia fiamma dello scoiattolo svanisce nel nulla. Il nostro eroe deve quindi capire cosa sia successo, trovare i due scoiattoli scomparsi e sventare la minaccia del cattivone di turno. Un plot piuttosto semplice che serve giusto come pretesto narrativo per darci in pasto un platform gustosissimo e ricco di situazioni di gioco meravigliose. Zero the Kamikaze Squirrel inizia con uno stage grossomodo basilare, utile a farci prendere dimestichezza con le meccaniche di gameplay e capire fin da subito che tra le mani non ci ritroveremo un platform qualunque. Mano a mano che si avanza nell’avventura tal sensazione diventa certezza e ci si imbatte in aree incredibili, caratterizzate da un level design meticoloso, cucito a puntino per permettere al giocatore di sfruttare tutte le abilità di Zero che può esibirsi in flic flac e super dive utili per superare particolari passaggi o semplicemente per raggiungere qualche punto altrimenti irraggiungibile in cui trovare energia e vite extra, nonché shuriken e cibo che va ad incrementare il punteggio.

    Il titolo di Iguana Entertainment è incredibilmente fresco e veloce; tra salti rocamboleschi e lanci in volo in svariate direzioni garantisce una frenesia stupefacente. I ritmi del gioco sono fantastici e il sistema di controllo risulta fluidissimo e senza intoppi. Non subito si prende dimestichezza con le possibilità offerte da Zero the Kamikaze Squirrel, ma una volta padroneggiato al meglio verrà proprio spontaneo provare tutte le soluzioni possibili ed eseguire azioni a tutta birra. Durante l’avventura affronteremo persino livelli a bordo di una moto d’acqua e di un piccolo motoscafo e anche qui l’opera ci dà la possibilità di approcciarci in svariati modi, andando ad una velocità pazzesca oppure con più calma per fare maggior attenzione agli ostacoli. Il divertimento è semplicemente totale e ogni peculiare trovata si tramuta in un genuino tocco di classe, lasciandoci sempre con quella piacevole sensazione di entusiasmo e prelibata soddisfazione quando si supera un segmento specifico di gioco. Più si prosegue, più il platforming diventa intensivo e complesso, ma la qualità rimane sempre eccelsa.

    Zero the Kamikaze Squirrel

    La curva di apprendimento e la difficoltà risultano ottime; forse una spiacevole impennata, non propriamente gestita al meglio, c’è verso le battute finali, ma niente che possa minare l’esperienza complessiva, la quale rimane gustosamente esagerata. La colonna sonora composta da Rick Fox è inoltre superlativa e rende l’esperienza decisamente più appetibile. Quantomeno su Super Nintendo, in quanto su Mega Drive il buon Zero the Kamikaze Squirrel si mostra di gran lunga inferiore sia dal punto di vista prettamente estetico che sonoro. La versione della console SEGA vanta però le cutscene assenti in quella del 16 bit Nintendo; bisogna inoltre ammettere che un livello in particolare dispone di una marcia in più su Mega Drive grazie ad una palette cromatica che rende molto di più sull’hardware della vecchia grande S. Tuttavia rimane una versione carente in tutto il resto, sprovvista di molteplici effetti grafici notevoli di cui si fa forza la controparte SNES. Eppure su MD il gioco mi è parso leggermente più fluido e reattivo; questo potrebbe proprio dipendere dal comparto tecnico meno rifinito. Questo non significa che sulla piattaforma Nintendo il titolo non sfoggi tutta la sua brutale essenza, però sulla console rivale il feeling del gameplay è lievemente più efficace.

    In definitiva non vale però la pena giocare Zero the Kamikaze Squirrel su Mega Drive, se non per l’eventuale curiosità di vedere come si comporti sul 16 bit targato SEGA (e per le cutscene) dopo aver vissuto l’esperienza migliore. Quantomeno non mi sentirei di consigliarlo, ma è chiaro che alla fin fine conti in primis giocarlo e il divertimento rimane tutto sommato immutato. L’opera di Iguana Entertainment è un piccolo grande gioiello del genere platform; ancora oggi dimostra quanto siano infinite le possibilità che questa tipologia di prodotti può offrire. Non lasciatevi sfuggire un’avventura sensazionale come questa. Tra le più belle mai apparse durante la quarta generazione.

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!