Retro Wekeend: The Warriors
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Retro Wekeend: The Warriors

La miglior trasposizione videoludica di un film

  • Versioni: Retrogames
  • Prima di essere un videogioco, The Warriors (da noi I Guerrieri Della Notte) è uno dei capolavori del cinema a cavallo tra gli anni ’70 e ’80. Diretto dal regista Walter Hill, il film tratto dall’omonimo romanzo di Sol Yurick è un connubio di generi miscelato da una subcultura underground e condito da una moltitudine di citazioni. Mostra una New York notturna ed oscura, fatta di gang rivali, sana violenza, inseguimenti e scontri, manifestando la potenza delle varie bande, nonché il loro controllo ed imposizione sui vari territori. Nei sessanta giorni per girarlo, infatti, non sono state poche le difficoltà (oltre al budget non particolarmente esoso).

    Il gioco, proprio come la pellicola, inizia con un raduno organizzato da Cyrus, leader della gang più potente, i Riffs, che propone una tregua per unire le proprie forze e sottrarre il controllo dei quartieri alla polizia, sfruttando la loro superiorità numerica. Qualcosa va però storto: lo psicopatico Luther, capofila dei Rogues, non rispetta le condizioni e partecipa armato all’adunata; spara al boss dei Riffs facendo ricadere la colpa su Cleon, leader dei Warriors. Da questo punto in poi, la trasposizione videoludica prende un altro percorso rispetto al film. Quest’ultimo, si fa strada sino allo splendido finale, mentre il gioco – furbamente – sfrutta un escamotage di sceneggiatura, spostando la narrazione a tre mesi prima del raduno.

    In questo modo, The Warriors, uscito nel 2005 e sviluppato da Rockstar Toronto per PlayStation 2 Xbox, ci mostra la vita dei guerrieri, la rivalità tra bande, il controllo sui territori, furti e graffiti e così via, sino ad arrivare al fatidico “giorno del giudizio” e proseguire proprio come nel film. Da questo punto di vista, va fatto assolutamente un plauso al team di sviluppo, poiché  è riuscito a creare una trasposizione videoludica di un grande cult in maniera accuratissima e fedele all’originale in tutti i suoi aspetti, anche nella riproposizione delle scene del film e nella realizzazione di tutti i personaggi (con alti e bassi).

    The Warriors screenshot 1

    Vivere nella notte

    The Warriors è dunque ambientato tre mesi prima dell’adunata organizzata da Cyrus. Inizia mostrandoci come uno dei membri della banda, Rembrandt (chiara citazione al pittore olandese ed infatti è sia nel film che nel gioco colui che si occupa dei graffiti, quindi dell’immagine della gang), ne entra a far parte. Il titolo ci fa prendere subito il suo controllo, il quale nelle prime battute sembra essere il nostro protagonista. Saremo smentiti poco dopo, quando nei livelli successivi utilizzeremo anche Vermin, Cleon e via via tutti i componenti dei Warriors.

    La produzione targata Rockstar Games si suddivide quindi in svariati capitoli dove il giocatore è chiamato a svolgere diversi obiettivi. Ruberemo stereo, faremo a cazzotti con le bande rivali, incideremo il marchio della nostra banda sui muri e quant’altro. I soldi ricavati, possono essere spesi dallo spacciatore per comprare del flash, la droga che serve per recuperare energia vitale, oppure per acquistare bombolette spray per imbrattare i muri dei quartieri. In ogni livello ci saranno infatti anche degli obiettivi extra da rispettare, qualora si voglia portare a termine l’opera al 100%. Prima di iniziare è possibile scegliere il livello di difficoltà e ogni volta potrete decidere se giocare l’avventura da soli o in compagnia di un amico.

    Ogni membro dei Warriors dispone di abilità specifiche: Rembrandt è il più abile a realizzare graffiti, Vermin a rubare stereo, Ajax il più forte, Cleon il più agile e così via. Piccola pecca è l’impossibilità di scegliere chi utilizzare non tanto nei livelli, poiché pensati per sfruttare un personaggio specifico, ma nelle sezioni free roaming. In pratica, al termine di una serie di capitoli, ci ritroviamo nel covo dei guerrieri e dunque possiamo utilizzare il personaggio del momento. Nelle sezioni free possiamo andare a zonzo nel quartiere di appartenenza della banda e svolgere missioni secondarie, trovare dei collezionabili tra cui varie pareti da imbrattare e quant’altro. Ad un certo punto, inoltre, è possibile accedere a dei capitoli speciali all’interno del covo, ambientati ancor prima; ci fanno vedere come Cleon e Vermin hanno fondato i Warriors. Un po’ storia nella storia, insomma; tra l’altro ben realizzata e molto interessante.

    Mano a mano che proseguiamo nell’avventura, i giorni che precedono il raduno diventano sempre più pochi, finché non arriveremo nel momento clou di The Warriors. Possiamo quindi dire che tutta la fase iniziale e free del titolo sia un corposo antipasto per poter poi vivere al meglio i capitoli finali che introdurranno il prodotto alla pellicola cinematografica. Come già ribadito in apertura, il lavoro svolto è fedele all’opera originale, riproponendo tutte le scene ed i momenti migliori del film, in gioco. Ludicamente si permette qualche passaggio in più, ma solo per ricreare uno scopo di gameplay in alcuni intermezzi.

    Portando a termine The Warriors vengono sbloccate anche alcune modalità aggiuntive, tra cui una in salsa retro in pieno stile Double Dragon (con tanto di citazione iniziale). Oltre alla campagna è inoltre possibile giocare a varie modalità in multiplayer con arene, personaggi e quant’altro che si sbloccano progredendo nell’avventura (proprio come oggi con i DLC, eh…).

    The Warriors screenshot 2

    Warriors… come out to play!?

    La frase che vedete qui sopra è una delle più famose del film. Essa, però, è puramente improvvisata, in quanto è l’interprete di Luther, David Patrick Kelly, a suggerirla (perché gli era rimasta impressa da piccolo a causa di un tizio che lo terrorizzava con queste parole). Egli voleva anche che il personaggio impugnasse due piccioni morti, ma il regista e la produzione si opposero, decidendo di utilizzare le tre bottiglie vuote.

    Questa scena, così come tutte le altre entrate nell’immaginario collettivo e divenute ormai storiche, sono fedelmente riproposte all’interno del gioco. In The Warriors il comparto tecnico è inoltre piuttosto solido, considerando anche l’hardware di PlayStation 2, ricreando con gran stile le ambientazioni notturne, grazie anche all’atmosfera garantita dalla colonna sonora che calza a pennello nell’opera videoludica. Senza contare che molte dei brani riproposti sono gli stessi del film. Graficamente non arriva comunque ai livelli di eccellenza, ma il lavoro svolto è indubbiamente certosino, soprattutto per dare un tocco registico che richiamasse a piene mani il film. I danni subiti sono inoltre ben riprodotti, donando maggior feeling alle scazzottate.

    Al netto di alcuni difetti e qualche sezione di gioco meno ispirata rispetto ad altre, The Warriors è probabilmente la miglior trasposizione videoludica tratta da un’opera cinematografica, nonché la più fedele. In genere questi esperimenti finiscono quasi sempre male (sia da un lato che dall’altro). Il piccolo gioiello di Rockstar Toronto, invece, garantisce un’esperienza gradevolissima e piacevole che sa come deliziare sia i fan del film (che coglieranno tutte le chicche dell’opera originale e le piccole differenze con essa), sia i neofiti della pellicola. Grazie al prodotto targato Rockstar Games potrebbero venir spinti pure a recuperarla (come successo nel mio caso).

    The Warriors - Swan

    Articoli Scritto da Ismaele

    Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!