Games Week 2013 – Speciale

Anche quest’anno Games Week si è concluso. Con sole tre edizioni sul “curriculum”, la fiera organizzata da AESVI, che si svolge in quel di Milano, è riuscita a imporsi con successo nel panorama italiano, che finalmente inizia (seppur lentamente) ad aprirsi al mondo videoludico: Games Week ne è una chiara dimostrazione. L’edizione 2013 ha visto ancora una volta la partecipazione di publisher come Nintendo, Activision, EA o Ubisoft, ma anche espositori meno conosciuti, fino ad arrivare agli stand di alcune importanti realtà italiane che si occupano di critica videoludica. E dopo aver passato una giornata a Games Week 2013 siamo pronti per dirvi com’è andata!

Games Week 2013

E Oculus Rift vince!

La terza edizione di Games Week si è riconfermata un evento imperdibile per gli appassionati italiani di videogiochi. Quest’anno, poi, la fiera ha potuto contare su alcuni vantaggi da non sottovalutare: la presenza in anteprima di postazioni PlayStation 4 e Xbox One, con i loro rispettivi titoli di punta, quali Killzone: Shadow Fall o Ryse: Son of Rome. Inutile dire che le file per provare molte delle novità si sono dimostrate “chilometriche”. E una delle novità più importanti, anzi, probabilmente proprio la più importante in assoluto, è stata la possibilità di testare con occhi una periferica che si preannuncia come un’innovazione tale da segnare il futuro dell’industria dei videogiochi: Oculus Rift. Si è senza dubbio trattato del pezzo forte della manifestazione. Quindi? Che dire? Per ora nulla: lo abbiamo provato e presto vi faremo sapere le nostre impressioni con uno speciale dedicato.

Dicevamo, perciò, che Games Week 2013 ha avuto la fortuna di avere dalla sua l’attrattiva delle console di nuova generazione e il fascino di un dispositivo come Oculus Rift, che ha sicuramente destato un certo interesse e una contagiosa curiosità. Possiamo quindi affermare che complessivamente Games Week 2013 ha regalato molti attimi di divertimento, in un euforia percepibile solamente passeggiando tra gli stand presenti, osservando i cosplayer che si aggiravano tra la folla o le esecuzioni canore a Let’s Sing o, ancora, gli improbabili balletti a Just Dance 2014. Il clima “festaiolo” è stato ben riproposto anche stavolta. Tuttavia, l’offerta generale ci è sembrata leggermente inferiore almeno alla prima edizione, quantomeno perché l’”effetto novità” va affievolendosi già dall’anno scorso.

Games Week 2013

Tre è il numero perfetto… o forse no

Non sono mancati consueti eventi, anche piuttosto interessanti. Impossibile non citare l’incontro con Nolan Bushnell, fondato di Atari, che ha presenziato alla fiera. Molto carina, poi, l’area dedicata al retrogame, che ospitava console del calibro del NES e dell’Atari 2600. Ovviamente, c’è stato spazio anche per dei tornei, oltre che ad altre iniziative. L’impressione finale, però, è che (un po’ come con Games Week 2012) si sarebbe potuto fare di più, sia a livello di titoli da provare, sia e SOPRATTUTTO a livello organizzativo. L’organizzazione di quest’anno, infatti, ci è sembrata addirittura inferiore a quella del 2012, che già all’epoca non è che avesse fatto faville. Se alla prima edizione si poteva chiudere un occhio, vedere che nonostante gli anni non sono stati fatti passi in avanti sicuramente non aiuta. Tra gestione delle file pessime e competenza del personale altalenante, vi sono ancora dei punti che andrebbero migliorati in vista della prossima edizione.

Games Week 2013 non si è nemmeno fatto mancare un episodio che ha già girato il globo. In collaborazione con Activision, infatti, ad aspettare i primi cinquecento fortunati che avessero raggiunto lo stand del publisher e provato Call of Duty: Ghosts vi sarebbero state altrettante Prestige Edition del gioco. Inutile dire che tale “concorso” si è concluso in un modo a dir poco infelice. Basta una sola parola per racchiudere l’accaduto: caos. Una ressa di gente pronta a spingere e fare di tutto per raggiungere il prima possibile il premio. Lo stesso stand di Activision è stato danneggiato. In fondo (anche considerando la folta partecipazione e gli spazi ancora troppo piccoli), c’era da aspettarselo. O no?

Andrà meglio l’anno prossimo…