I 20 eroi più 1 dimenticati della storia dei videogiochi
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I 20 eroi più 1 dimenticati della storia dei videogiochi

I protagonisti di cui tutti gradiremmo il ritorno

Il gaming, insegna! Gli eroi non sono solamente quelli che ritroviamo nei numerosissimi fumetti Marvel, DC Comics e affini. Molti personaggi valorosi li impersoniamo proprio noi stessi e lo facciamo tramite un mezzo in particolare, che ci consente di mettere da parte per un attimo i problemi quotidiani e vivere delle splendide avventure: parlo ovviamente dei videogiochi.

Nel panorama videoludico sono tantissimi gli eroi che ci hanno accompagnato in viaggi all’insegna del divertimento e delle emozioni, facendoci vivere in prima persona una miriade di peripezie. Molti di questi hanno fatto la storia, diventando vere e proprie icone leggendarie. Basti pensare al celebre idraulico baffuto di rosso vestito. Super Mario rappresenta un po’ il simbolo del gaming, al di là delle (inutili) bandiere che si sono andate a creare nel corso degli anni. Anche perché, diciamocelo… un’avventura è pur sempre un’avventura! Che venga vissuta attraverso una console piuttosto che un’altra o viceversa che differenza fa? L’importante è divertirsi! La guerra lasciamola alle software house, perché più la loro competizione è agguerrita, più ci guadagna il videogiocatore, poiché avrà un’affluenza maggiore di titoli da giocare.

Ciononostante, se da un lato abbiamo personaggi immortali, iconici e leggendari, dall’altro lato ritroviamo quelli dimenticati (persino dagli autori stessi), finiti ormai nell’oblio e dei quali è rimasta soltanto la vaga speranza che un giorno possano ritornare in azione per farci rivivere le loro avventure. Questo articolo nasce proprio con l’intento di ricordare i più o meno importanti. Quelli amati dal pubblico, ma dimenticati dagli stessi creatori (e di cui gradiremmo un bel ritorno), oppure quelli che ormai non ricorda (quasi) più nessuno.

Eccovi i venti eroi più uno dimenticati della storia dei videogiochi!

N.B.* Il titolo davanti al nome dei personaggi riguarda il gioco  in cui hanno fatto la loro prima apparizione (se si tratta di una saga).

 

Raziel – Legacy of Kain: Soul Reaver

Il primo nome che ricalca la mente di chi vi scrive non poteva che essere uno: Raziel, della saga Legacy of Kain. Pensando agli eroi dimenticati, Raziel anticipa inevitabilmente tutti. In molti ricorderanno l’uscita del capolavoro Legacy of Kain: Soul Reaver, gioco che ha segnato quel lontano 1999, appartenente ad una serie splendida e che si è conclusa forse prematuramente con il capitolo Defiance.
Per anni si è vociferato di un ritorno in auge del brand, ma a seguito dei numerosi insuccessi, come l’esperimento fallimentare di Nosgoth e di un disinteresse sempre maggiore, l’attesa è andata man mano ad affievolirsi. Ormai Raziel e compagni sono sempre più un lontano ricordo. Quasi utopia sperare nel fantomatico seguito, tanto agognato dai fan della saga.  Eppure, mai dire mai!

 

Banjo e Kazooie – Banjo-Kazooie

Il Nintendo 64 ha ospitato tantissime opere di qualità incredibile. Tra tutte, due eroi che di sicuro farebbero la gioia di molti, nel caso ritornassero sotto i riflettori, sono Banjo e Kazooie, i simpaticissimi protagonisti di Banjo-Kazooie, gran platform dei britannici di Rare che da dieci anni hanno ormai lasciato nel dimenticatoio una delle loro IP più portentose. Banjo-Kazooie: Nuts ‘n Bolts  è stato l’ultimo capitolo, uscito su Xbox 360 nel 2008, insieme alle remastered su Xbox Live Arcade dei primi due episodi.
Lo stupido orso e la scaltra pennuta sono rimasti nel cuore di moltissimi appassionati di videogame e sarebbe più che gradito un loro ritorno. Alcuni sviluppatori di Rare affermarono che avrebbero voluto lavorare ad un eventuale Banjo-Fourie ed ampliare la struttura di Nuts ‘n Bolts, spingendola in una direzione ancor più grande. Erano però parole per un fantomatico capitolo per Xbox 360… nel frattempo sono passati dieci lunghi anni e di un ritorno di Banjo e Kazooie non vi è alcuna traccia.

Non resta che confidare in Rare, sperando non abbiano dimenticato le potenzialità di quello che forse è il loro franchise più importante e le speranze non sono vane, poiché proprio ultimamente hanno annunciato  che non avrebbero problemi ad affidare in mano ad altri lo sviluppo delle loro IP. Chiaramente, un privilegio esclusivamente per i team giusti, sotto la loro supervisione. Non resta che sperare vada tutto per il verso giusto.

 

Jak e Daxter – Jak and Daxter: The Precursor Legacy

Da quando Naughty Dog ha cominciato a perseguire il trend cinematografico con Uncharted prima e The Last of Us poi, pare abbiano dimenticato le loro origini, fatte di personaggi bizzarri e dal sano umorismo. Sebbene Crash Bandicoot sia finito subito in pasto ad altri (che hanno rischiato di distruggere l’immortale IP) ed è comunque ritornato con il remake N. Sane Trilogy, stesso non si può dire per la simpatica coppia Jak e Daxter.

La trilogia uscita su PlayStation 2 ha saputo regalare divertimento, umorismo e anche ottima qualità videoludica. Tuttavia, a differenza di un altro affabile duo (Ratchet e Clank) i due eroi Naughty Dog potevano avere ancora qualcosa da raccontare, anche se il capitolo sembra purtroppo chiuso dagli autori stessi, concentrati oramai su tutt’altro. La speranza, come si suol dire, è l’ultima a morire; per cui un nuovo capitolo di Jak and Daxter sulle console di ultima generazione chissà non diventi realtà un giorno.

 

NiGHTS – NiGHTS Into Dreams

NiGHTS è sicuramente un personaggio di spicco dell’epoca in cui SEGA dettava legge con I suoi hardware, proponendo di continuo produzioni di alto livello qualitativo. NiGHTS Into Dreams è un’opera prodotta dal padre di Sonic, Yuji Naka e realizzata dal vecchio e brillante Sonic Team. Protagonista il buon NiGHTS, intento a salvare la città dei sogni, Nightopia, dal perfido Wizeman che  vuole sfruttare per l’appunto il potere dei sogni per espandere il mondo fantastico nella realtà. Il gioco è un platform particolarissimo, graziato da un peculiare gameplay e che dal 1996 ha visto un sequel dopo ben undici anni (nonostante non fosse previsto così tardi il rilascio nei piani iniziali). Nel 2007, infatti, arriva il seguito per Nintendo Wii, il quale non riesce però a raggiungere le vette qualitative raggiunte dal suo predecessore a discapito di alcuni difetti e scelte non del tutto avvincenti.

Un eroe la cui avventura vive tra sogno e realtà e che ancora oggi affascina chiunque gli si avvicini.  Peccato che l’arrivo su Nintendo Wii non sia bastato per far esplodere il brand; il carismatico nightopian rimane con gran rimpianto un personaggio negletto nel panorama videoludico. In ogni caso, se ci son voluti undici anni per tornare in azione, non è da escludere che la storia possa ripetersi (o almeno lo si spera)!

 

Klonoa – Klonoa: Door to Phantomile

Tra orsi e pennuti, peramele, coccodrilli, scoiattoli e gorilla, quella di Klonoa è sicuramente una figura che riesce a spiccare tra i suoi rivali per un stile efficace ed accattivante. Altrettanto carismatico ed affascinante, il kemono dalle sembianze feline del gatto è protagonista di due avventure prelibate. Platform ingegnosi e conditi da idee avvincenti e da un level design sempre fresco e frizzante, ma soprattutto da uno stile grafico ineffabile.

Nonostante questo, Klonoa è apparso solo in due capitoli principali e in svariati manga e spin-off, tornando sotto i riflettori con un valido remake per Nintendo Wii per poi finire nuovamente obliato dal pubblico. Eppure, quanto potrebbe ancora offrire in termini videoludici un eventuale capitolo inedito della saga, viste le enormi potenzialità di cui si avvale.

 

Croc – Croc: Legend of the Gobbos

Triste storia quella di Croc. Il coccodrillo dell’ormai defunta Argonaut Software ha visto solamente due episodi per la prima PlayStation: l’ottimo Croc: Legend of the Gobbos e il discutibile sequel, Croc 2. Si tratta di un personaggio che non è riuscito a far particolarmente breccia nel cuore del pubblico a causa di una concorrenza agguerrita, fatta di nomi come Super Mario 64, Banjo-Kazooie, Donkey Kong 64, Crash Bandicoot, Spyro the Dragon e chi più ne ha più ne metta. Per tal motivo, pur con degli ottimi propositi ed una qualità generale assolutamente interessante, Croc si ferma col secondo capitolo, chiudendo il sipario anche in maniera poco brillante, siccome Croc 2 fu un brutto passo indietro per la saga.

La voglia di portare il grazioso coccodrillo alla generazione 128 bit rimase solo un intento. Argonaut Software fallì e la loro IP è defunta insieme a loro, vedendo solamente dei piccoli spiragli con degli spin-off realizzati per dispositivi mobile.
Gran peccato, perché si tratta indubbiamente di un platform con delle ottime potenzialità e che oggi potrebbe veramente dire molto in questa generazione fatta ormai di opere che cercano di perseguire il fotorealismo e la potenza bruta ad ogni costo. Croc potrebbe essere una vera e propria ventata di freschezza, ma sappiamo tutti benissimo che il suo ritorno non è solo impossibile. Di più! Molti di voi lo ricorderete con nostalgia, ma per altrettanti altri sicuramente si parla di un personaggio più che sconosciuto. Davvero triste che il brand sia giunto alla sua fine così precocemente.

 

Gex – Gex

Come non parlare del carismatico Gex? Il geco antropomorfo di casa Crystal Dynamics, amante degli show televisivi e del cinema, fu ai tempi un notevole successo per il team. La saga, nella sua breve durata di vita, riuscì a piazzare qualcosa come ben quindici milioni di copie vendute sulle varie piattaforme in cui i titoli vennero rilasciati. Nato come platform 2D con il primissimo capitolo omonimo, Gex, per poi approdare al 3D con Gex: Enter in the Gecko.
Riferimenti alle pellicole cinematografiche e le battute ricercate sono il tratto caratteristico della saga che, nonostante le ottime premesse, all’improvviso è sparita dalla circolazione.

Sicuramente, il buon geco  potrebbe ancora dire la sua, come fece a suo tempo ed un nuovo capitolo non dispiacerebbe affatto. Purtroppo, però, la triste realtà è che ormai il folle Gex oltre ad essere sparito, quasi nessuno lo ricorda più e Crystal Dynamics non sembra intenzionata a far ritornare in auge quella che stava diventando la sua mascotte. Nemmeno con operazioni nostalgia quali remastered. E questo la dice lunga…

 

Tombi – Tombi!

Che grazioso platform che era, Tombi!. E il protagonista, lo ricordate? Con addosso solo un paio di pantaloni corti e avvolto dalla folta chioma di color rosa accesso, fulgente. Tombi è sicuramente un personaggio che sa colpire con il suo stile semplice e distinto. Se poi a tutto questo viene affiancato un gioco in 2D di ottimo livello, ecco il risultato perfetto per far sì che rimanga impresso nella mente e nel cuore di ogni videogiocatore.
Il seguito non fu della stessa caratura, ma rimane in ogni caso un esperimento in parte riuscito di portare il buon Tombi nell’allora inedito ed inesplorato mondo del 3D. Dopotutto, rimane anch’esso un bel titolo ed è stato un gran peccato che Whoopee Camp abbia chiuso i battenti. Nell’intento del fondatore del team e producer della serie Tombi!, Tokuro Fujiwara, i presupposti per realizzare un terzo capitolo vi erano tutti. Il fallimento, però, ha cambiato tutte le carte in tavola e da allora Tombi è sparito, purtroppo, dalla circolazione, lasciando l’amaro in bocca di molti suoi sostenitori.

Curioso notare che sia nella versione originale giapponese che in quella statunitense il protagonista si chiami Tomba (da non leggerlo, però, come il termine italiano). Evidentemente in Italia il nome è stato traslitterato come Tombi per dissociarlo dalla parola tomba. In tal caso, il nostro eroe, Tombi, è finito, ormai, proprio in una tomba…

 

Conker – Conker’s Bad Fur Day

Forse non proprio un eroe. Più un antieroe. Quanto era politicamente scorretto il buon Conker? L’eccentrico scoiattolo di casa Rare ha fatto della sua forza la totale demenzialità con ricche e fantastiche citazioni cinematografiche, riproposte in chiave videoludica e parodistica in maniera dannatamente efficace. Per non parlare di alcuni boss semplicemente assurdi, concepiti probabilmente durante serate di whisky e coca. Tra tutti, spicca senza alcuna difficoltà la cacca gigante da colpire a suon di rotoli di carta igienica.

L’umorismo di Conker è sì demenziale, ma anche fine, pungente e scurrile. Le caricature dei celebri film dell’epoca sono il piatto forte di Conker’s Bad Fur Day, un platform non perfetto dal punto di vista delle meccaniche, ma che fa di quanto descritto i suoi tratti caratteristici e peculiari. Il folle scoiattolo farebbe proprio faville in questa nuova generazione, ma a quanto pare il team britannico l’ha lasciato in qualche bar del Caracas ad ubriacarsi come non ci fosse un domani, dimenticando di fargli passare la sbornia e farlo tornare ad esibirsi sul palco.

 

Ristar – Ristar: The Shooting Star

Realizzato sempre dal mitico Sonic Team, Ristar: The Shooting Star è un platform 2D veramente incredibile, uscito per SEGA Mega Drive nel 1995. Evento più unico che raro fu l’arrivo del gioco quasi in contemporanea in tutti i mercati. Sebbene oggi questo sia un po’ la norma, ai tempi non era affatto così. Potevano volerci anche anni per mettere le mani sui prodotti del Sol Levante. Ciò non bastò a decretare la buona riuscita della stella antropomorfa di nome Ristar. Il successo di Sonic The Hedgehog, il porcospino blu creato da Yuji Naka, fu elevatissimo e per tal motivo il Sonic Team si concentrò quasi esclusivamente sulla saga dell’istrice, con alcune parentesi come NiGHTS (di cui abbiamo parlato poc’anzi) o appunto Ristar, nonché alcuni altri, ma senza andare quasi mai oltre un episodio.

Pur creando personaggi altrettanto validi (se non di più), sono stati presto dimenticati proprio dal team stesso. Il potenziale per creare una vera e propria saga vi erano tutti. Le cose sono però andate diversamente e a noi non resta che il ricordo di un titolo delizioso, condito da trovate di gameplay eccezionali, un level design di spessore, musiche fantastiche ed un comparto tecnico e stilistico da capogiro, che potremmo definire per l’occasione… stellare!

 

Alex Kidd – Alex Kidd in Miracle World

Nato inizialmente come mascotte SEGA, prima dell’avvento del porcospino blu, Alex Kidd è probabilmente un altro eroe sfortunato. Il primo capitolo per SEGA Master System, Alex Kidd in Miracle World doveva essere la nemesi di Super Mario Bros., ma i risultati non furono quelli sperati . Sebbene la qualità fosse molto alta e nonostante l’arrivo di svariati capitoli successivi a questo, la sorte del ragazzo dalle grandi orecchie e lunghe basette non è stata delle migliori, finendo ben presto nell’oblio dei dimenticati.

 

Pulseman – Pulseman

Prima che Junichi Masuda, Ken Sugimori ed il team Geam Freak si dedicassero quasi esclusivamente a realizzare videogiochi dedicati ai Pokémon, questi diedero la luce ad un eroe intrigante, protagonista dell’opera omonima, Pulseman. Un titolo intriso da un fascino artistico prelibato e tecnicamente molto solido, ma soprattutto caratterizzato da un’esperienza ludica di ottimo livello.

Pulseman è il tipico protagonista sfortunato e di cui nessuno (se non in pochi) ricorda la sua esistenza. Triste che non sia riuscito a spiccare con le sue indiscutibili doti, nonostante un character design accattivante, uno stile delizioso ed una qualità generale del prodotto di gran spessore.

 

Rash, Zitz e Pimple – Battletoads

Di un capitolo di Battletoads ne abbiamo parlato proprio nel nostro consueto appuntamento con la rubrica Retro Weekend, ma a chi non farebbe piacere un ritorno in grande stile dei tre rospi protagonisti della saga in questione? Rash, Zitz e Pimple mancano ormai all’appello da un paio di decenni con giusto l’apparizione di Rash nel roster dell’ultimo Killer Instinct.

Ultimamente gira proprio un rumor riguardo un nuovo capitolo di Battletoads; questo perché sul sito ufficiale del celebre compositore, David Wise, era apparsa nel suo profilo la dicitura Battletoads 20/20. Ovviamente si parla di supposizioni, ma al momento non ci è dato sapere. Cosa certa è che i tre rospi avrebbero tutte le carte in regola per tornare sotto i riflettori e dare sonore mazzate come solo loro sanno fare, richiamando i bei vecchi tempi che furono.

 

Captain Commando – Captain Commando

Nell’intento, doveva essere la mascotte di Capcom. Nella realtà, a causa dello scarso successo, questo ruolo toccò a Rockman (meglio noto in Occidente come Mega Man). Captain Commando è un titolo arcade di pregevole fattura, la cui particolarità sta proprio nel titolo: le iniziali del protagonista, CAPtain COMmando, formano il nome della software house giapponese, Capcom. Segno evidente dei piani iniziali del team di fare di Captain Commando la loro mascotte.

Nonostante le buone qualità (perlomeno della versione arcade, poiché su SNES censure e conversione per niente impeccabile lo hanno distrutto), il gioco non ha visto seguiti e il publisher giapponese non ha mai voluto riprendere in mano il personaggio.
Il giustiziere del Commando Team, purtroppo, è ormai tra gli eroi dimenticati da tutti, vantando il sostegno di pochi propugnatori. Eppure, il buon Captain Commando non sfigurerebbe affatto in una nuova produzione ad egli dedicata.

Al momento, il nostro capitano è apparso solo come personaggio giocabile in Project X Zone 2, un Tactical RPG per Nintendo 3DS, sviluppato da Monolith Soft.

 

Guybrush Threepwood – The Secret of Monkey Island

Sicuramente tra gli eroi segnanti della storia dei videogiochi. Il pupillo creato da Ron Gilbert con l’aiuto di Tim Schafer e Dave Grossman, apparso per la prima volta in un’avventura grafica entrata di diritto nel cuore di tutti coloro che hanno avuto il piacere di giocarla: The Secret of Monkey Island, titolo targato LucasArtsGuybrush Threepwood è un aspirante pirata, protagonista di un’avventura ricca di umorismo e citazioni ed intrisa da battute comiche e situazioni surreali. Il gioco riscosse un notevole successo, spingendo i creatori a lavorare su un seguito.

Col passar del tempo sono arrivati numerosi capitoli, concludendosi definitivamente nel 2009 con Tales of Monkey Island, realizzato da Telltale. I più giovani, però, hanno solamente sentito parlare dell’opera di Ron Gilbert e in pochi l’avranno approcciata con l’ultimo episodio rilasciato. Sicuramente, si tratta di un personaggio di spicco del panorama videoludico; il classico eroe che meriterebbe una seconda ascesa nel gaming, pur con tutti i rischi del caso. Un Monkey Island in chiave moderna non dispiacerebbe agli amatori del brand e sarebbe un bel modo per riscattare la figura di Threepwood.

 

Regina – Dino Crisis

Shinji Mikami lo conosciamo tutti. Ha creato Biohazard (Resident Evil), PsychoBreak (The Evil Within), God Hand ed ha lavorato a titoli come Goof Troop, Aladdin per Super Nintendo (c’è anche per Mega Drive, ma sviluppato da Virgin), Vanquish, Shadows of the Damned con Suda51 e l’italiano Massimo Guarini e per tante altre opere. Fresco del successo di Biohazard ai tempi ideò un altro titolo sulla falsariga della saga zombie di Capcom, proponendo un survival horror con i dinosauri, richiamando in parte un po’ Jurassic Park. Ecco a voi Dino Crisis, erroneamente definito come il Resident Evil con i dinosauri. Le similitudini con il brand di successo ci son tutte, ciononostante Dino Crisis vanta comunque una sua identità ben definita e col sequel, diretto da Shu Takumi, creatore di Ace Attorney e Ghost Trick, il cambio di rotta è ancor più marcato, diventando più un action survival e non più del tutto horror.

Nei primi due capitoli vi è come protagonista Regina, la rossa agente dell’unita speciale S.O.R.T.  che nel sequel affiancherà un altro protagonista, Dylan Morton, militare della T.R.A.T. . Entrambi i personaggi sono legati da una storia che, soprattutto nel secondo capitolo, esplode con ricchi colpi di scena. Per coloro che hanno giocato al titolo sapranno di cosa si sta parlando. Regina, ma anche Dylan, sono bellissimi personaggi; eroi che purtroppo la minoranza dei videogiocatori ricorderà e che si spera un giorno possano ritornare, dimenticando la triste parentesi di Dino Crisis 3.

 

Gabriel “Gabe” Logan – Syphon Filter

Era il periodo in cui andavano di moda gli agenti speciali e Gabriel (per gli amici, Gabe) Logan è sicuramente uno di quelli più interessanti, seppur meno blasonato di altri. Protagonista dell’ormai in parte dimenticato Syphon Filter, una saga che dal 1999 al 2007 ci ha accompagnati con ben sei episodi (di cui uno senza Logan, ma con un protagonista creato dal videogiocatore).

Di recente, Sony ha registrato il marchio Syphon Filter e farebbe molto piacere un gran ritorno del buon Gabe su PlayStation 4, ma non è da escludere che possa trattarsi di una semplice raccolta. Anche una collector, però, sarebbe meglio di niente per far tornare in auge un eroe interessante e che ai tempi ci ha accompagnati con valide produzioni il cui concept, oggi, avrebbe un elevato potenziale, tutto da sfruttare.

 

Joanna Dark – Perfect Dark

Sicuramente tra le eroine più carismatiche ed affascinanti della storia dei videogiochi. Joanna Dark, protagonista di Perfect Dark della mitica Rare, FPS che ha fatto la storia; uscito per Nintendo 64, evolvendo quanto di buono fatto con GoldenEye 007, di cui Perfect Dark è il chiaro seguito spirituale.

Joanna ha fatto la sua apparizione anche in Perfect Dark Zero, l’esclusiva di lancio di Xbox 360; non rivoluzionario quanto il capitolo Nintendo 64, ma forse fin troppo bistrattato e criticato. Indubbiamente limitante in alcune situazioni di gioco e non sempre efficace nel level design, potendo offrire anche di più dal punto di vista narrativo. Tuttavia, il gioco proponeva un’ottima varietà delle armi e alcune piccole chicche ad esse legate, nonché valide e simpatiche modalità online ed un multiplayer cooperativo ben strutturato.

La bella eroina di Rare non sfigurerebbe affatto oggi, magari con un bel nuovo capitolo che possa rinnovare il genere d’appartenenza, proprio come fece nel 2000 il primo episodio per il fantastico Nintendone. Così come Banjo e Kazooie, non costa nulla sperare in un suo ritorno!

 

Gordon Freeman – Half-Life

Probabilmente, uno dei personaggi che più rappresenta l’articolo di oggi. Gordon Freeman, il protagonista della serie Half-Life è il tipico eroe che tutti vorrebbero rivedere in azione, ma Valve non vuole proprio decidersi a sviluppare il tanto agognato Half-Life 3, atteso praticamente dall’intero globo, da ormai più di dieci anni a questa parte. Eppure, si spera vivamente che un giorno il fisico teorico scenda di nuovo in pista.

Citando la rivista statunitense Empire, che tratta principalmente di cinema: “il personaggio è la quintessenza della fantasia geek. È diventato un’icona dei videogiochi, anche grazie all’apoteosi degli sparatutto in prima persona”. Facci un piacere, Valve, realizza questo dannato terzo capitolo!

 

Joshua Fireseed – Turok 2: Seeds of Evil

Prima di cominciare, meglio far presente che per i più pignoli la descrizione di questo personaggio potrebbe contenere un piccolo ed insignificante spoiler. Si tratta di un qualcosa che si potrebbe pure conoscere tranquillamente, ma sapendo che per molti ogni informazione in più possa rivelarsi uno spoiler, non continuate la lettura nel caso apparteniate a questa categoria di persone e passate direttamente al prossimo (ed ultimo) personaggio.

Basato sulle avventure a fumetti degli anni ’50, Turok approdò nel mondo dei videogiochi nel 1997, su Nintendo 64 prima e in seguito per PC, con l’omonimo titolo Turok: Dinosaur Hunter. Si tratta di un FPS stuzzicante ed accurato in maniera avveduta che nel primo capitolo ha visto il protagonista Tal’Set e solamente nel seguito, Joshua Fireseed in Turok 2: Seeds of Evil. Joshua è probabilmente il più rappresentativo dei vari Turok apparsi negli altri episodi ed infatti è presente anche in più capitoli. Compare sia nello spin-off arena, Turok: Rage Wars come personaggio giocante e fa un’apparizione pure in Turok 3: Shadow of Oblivion. A causa di un cliffhanger, presente proprio in quest’ultimo, il destino di Joshua Fireseed è rimasto sconosciuto. Per tal motivo, non dispiacerebbe affatto un nuovo capitolo che vedrebbe lui protagonista, in modo da farci conoscere l’esito della sua storia, dopo ben diciotto anni a questa parte. E forse anche per dimenticare i mezzi passi falsi di Turok: Evolution e di Turok (2008).

 

Prima di concludere, non possiamo non ricordare l’ultimo personaggio. Il “più 1” del titolo dell’articolo! A gran richiesta…

 

Duke “Il Duca” Nukem – Duke Nukem

E chi non lo ricorda Il Duca? Un personaggio iper-stereotipato ed egocentrico all’ennesima potenza, apparso nel panorama videoludico nel lontano 1991, con il primo capitolo omonimo: Duke Nukem per MS-DOS. All’epoca era ben diverso rispetto a come lo ricordano in molti in Duke Nukem 3D (uno degli FPS più amati della storia). Duke Nukem è stato protagonista di soli tre episodi principali (lo so, lo so  che in realtà sono quattro…) e di svariati spin-off tutti in terza persona (tranne Duke Nukem 64 che mantiene l’impostazione FPS di Duke Nukem 3D).

Antieroe, totalmente politically incorrect, ma che ci piace proprio così. Attesissimo fu il sequel del terzo capitolo principale che, a seguito di uno sviluppo travagliato ed assurdo, giunse finalmente nel 2011, ma appunto è meglio stenderci un velo pietoso, facendo finta piuttosto che non sia mai esistito. Attendiamo il ritorno del Duca ancora dal lontano 2000, in realtà. Ciononostante, Duke sembrerebbe ormai solo un lontano ricordo, ma si spera non per molto. Il gaming ha ancora bisogno di lui!

 

Avremmo citato anche Spyro dell’omonima serie e Sir Daniel “Dan” Fortesque di MediEvil, ma poiché uno ritornerà col remake proprio come Crash Bandicoot e dell’altro sembra sia ormai confermato il suo ritorno, seppur sempre con le operazioni nostalgia quali remastered, abbiamo preferito non inserirli in questo articolo.

La lista ovviamente è lunga e all’appello mancano tanti eroi che avrebbero ancora qualcosa da dire nel panorama videoludico, come ad esempio Kameo di Kameo: Elements of Power oppure Sam Fisher della serie Splinter Cell, Pac-Man (che però avrebbe meritato una menzione più che altro per la saga platform Pac-Man World), Ryu Hayabusa di Ninja Gaiden, Rikimaru di Tenchu o ancora Wakle Skade di Gungage (cavolo, pagherei oro per vedere un seguito – ndr). Tuttavia, abbiamo voluto elencare quelli più rappresentativi e anche maggiormente meno noti dal pubblico odierno. Da almeno cinque, sette ed infine dieci di cui il sottoscritto voleva parlare, siamo arrivati a ben venti (più uno). Nonostante tutto, mancano tanti eroi all’appello. E voi, quali avreste inserito?

Chissà se alcuni di questi non li andremo poi a riscoprire meglio, nel dettaglio, tramite la rubrica, Retro Weekend.

Articoli Scritto da Ismaele

Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età di 3 anni, scrive per il settore dal 2010 e da allora non si è più fermato. Nutre amore profondo per Nintendo ed i suoi brand, in particolare per quello di The Legend of Zelda. Col tempo, però, ha conosciuto e scoperto tante nuove produzioni, sia odierne che del passato, affinando i suoi gusti e la sua cultura videoludica. Nel tempo perso, ambisce a diventare un game designer ed un compositore-musicista, ma al momento restano sogni chiusi nel cassetto... almeno per ora!