Inside Gaming: Il Pubblico Sovrano – Rubrica

Il Pubblico Sovrano

Benvenuti in un altro viaggio nel malsano mondo videoludico. Era da tempo che volevo scrivere qualcosa riguardante l'elemento più importante del nostro settore, ovvero l'utenza, quella che ogni volta che esce un nuovo giuoco rompe il proprio porcellino grasso di monetine e banconote varie, messi da parte con parsimoniosa cura, per accaparrarsi l'ultima uscita. Questo articolo l'ho pensato, rimandato, ripensato e ancora una volta rimandato, ma il fattaccio di THQ mi ha finalmente dato il coraggio di scriverlo. Tranquilli, non starò qui a raccontare tutta la vicenda, ma indico solamente i colpevoli, o meglio, il colpevole: il Pubblico. Niente errori, la colpa del fallimento di THQ e di molto altro è colpa nostra, vostra, di tutti. Mmm, sento un rumorio di fondo, cercherò di spiegare la mia posizione. Oggi, ancor più che in passato, sbagliare a livello commerciale un titolo è una tragedia. I costi di sviluppo sono molto elevati e un mancato ricavo di soldi di un determinato prodotto porta, in casi estremi, a quello che è successo a THQ. Può succedere, siamo in un periodo di crisi, ma perché sento che c'è qualcosa che non mi quadra, che mi fa rantolare lo stomaco e non mi fa dormire. Ah sì, perché i giochi che 'falliscono' sono spesso dei bei giochi. Veder smantellata la saga di Darksiders al posto di Cod, mi fa venire il volta stomaco. Non perchè io ce l'abbia con Cod, ma perché Cod rappresenta in pieno il mercato videoludico di massa: grigio, poco artistico e restio ai cambiamenti. Può essere un messaggio forte, ma è quello che penso.

Il coraggio di voler dare al Pubblico qualcosa di nuovo, qualcosa di unico, viene spesso meno quando si guarda in faccia la realtà. Il videogioco che fa vendere di più, oggi, rientra nel genere FPS o TPS. Punto e chiuso il discorso. E' per questo motivo che, se vogliamo, molti giochi sono stati snaturati, come la serie di Resident Evil, per esempio. E' inutile che l'utenza si lamenti con frasi del tipo: 'Ma RE6 non è un vero RE! Non è più un horror etc.', perché i publisher guardano solo i meri dati di vendita. Se un gioco vende, significa che al Pubblico, o almeno la maggior parte, è piaciuto il titolo, se non vende significa che, per forza, c'è qualcosa che non va. Purtroppo spesso non è così. Cosa non andava in titoli come Darksiders 2, Binary Domain, Catherine, Shadows of the Damned, L.A Noire e via dicendo? Niente, o meglio, niente di così grave da non permettergli di sfondare. Il problema di fondo, signori, è che purtroppo ci si deve adeguare. Però, ad un certo punto si deve dire basta. Perché se tutti prendono un determinato titolo, magari molto bello, ma del cui medesimo genere se ne sono giocati parecchi in breve tempo, ci si sente quasi obbligati ad acquistarlo? Perché seguire concetti restrittivi della 'moda del momento'? Perché inebetirsi con gli stessi giochi fatti con lo stampino? Beh, io vi consiglio di uscire dal gregge, e magari utilizzare i vostri preziosi denari per qualcosa di meglio, o diverso, poco cambia. Provateci, date fiducia a ciò di cui si parla poco, provate ad uscire dai soliti schemi del Pubblico Sovrano, e magari scoprirete che il mondo dei videogame non è fatto di sole sfumature di grigio, ma anche di rosso, di blu e di verde. Se un po' più di persone lo avessero fatto, forse oggi non saremmo qui a discutere di THQ e amenità assortite.

Quello che voglio dirvi, in sintesi, è questo: pensate con la vostra testa, e non credete che esista solo il mondo degli AAA, questa semmai è solo la punta di quell'iceberg chiamato videogioco. Col tempo, magari, disinteressandosi di quei colossi con la tripla A stampata in faccia in favore degli indifesi indie e soci, si potrebbe anche far cambiare idea a quel poltrone del Pubblico Sovrano. In conclusione, abbiate il coraggio di fare i trasgressivi, trovate un gioco che meriti veramente di essere giocato, non perché ha una bella grafica, non perché tutti ce l'hanno, ma perché diverte, che è l'unica cosa che conta. Io così ho trovato piccoli capolavori e giochi che meritano questo appellativo, perchè tutto questo grigiore monocromatico mi ha dato un po' alla testa. Decidete se intraprendere anche voi questo viaggio alla scoperta di nuovi mondi videogiocosi, in caso contrario non lamentativi con i publisher, perchè loro servono solo l'ingordigia del Pubblico Sovrano, che alla fine siamo noi, voi, tutti.