Inside Gaming: La Grande Attesa

Los Angeles, California, 10 giugno 2013. Una data che ogni buon videogiocatore del mondo ha già evidenziato con una grande X sul proprio calendario. Stiamo parlando ovviamente del prossimo E3 (Electronic Entertainment Expo), che mai come in questo periodo si trova al centro di ogni discorso a tema 'videogiocoso'. Non ricordo, sinceramente, un E3 così carico di aspettative e dubbi sul futuro dell'intrattenimento virtuale. Tra le speranze, deluse, dell'evento Microsoft, in cui si è detto poco o niente, e la curiosità morbosa di sapere come sarà la prossima ammiraglia Sony, gli argomenti di dibattito per questa nuova edizione della fiera losangelina sono parecchi e alquanto succosi. Ma facciamo un breve rewind a martedì sera, quando gli utenti sparsi per il mondo hanno assistito all'annuncio di Xbox One.

 

Xbox One

L'inizio col botto della conferenza, con tanto di rivelazione in pompa magna di nome e aspetto dell'erede di Xbox 360, aveva instaurato nel pubblico la sensazione che, dopo mesi di rumor e notizie di corridoio, tutti i nodi sarebbero finalmente giunti al pettine. Purtroppo, sappiamo tutti come è andata e il bagaglio di informazioni risulta, se vogliamo, ancora più scarno rispetto a quello che ci portammo appresso il 21 febbraio, una volta terminato il meeting PlayStation. Sì, perché eccetto le funzionalità televisive della nuova console Microsoft, giochi e argomenti ad essi affini, sono stati volutamente tralasciati per poter 'inondare' il prossimo E3. Il tema dei giochi usati, del famigerato 'Always On'(ovvero la permanente connessione ad internet), delle nuove esclusive e così via, sono stati soppiantati per dare spazio al solito Call of Duty, al nuovo (?) Kinect 2.0 e alla serie televisiva di Halo diretta da Steven Spielberg. Per farla breve, il grande spettacolo realizzato da Microsoft non ha fatto altro che indispettire la maggior parte della sua fedele utenza, ovvero la fetta hardcore. Se il successo di Xbox 360 è stato così poderoso, è stato proprio grazie al fatto che Microsoft si è interessata agli hardcore gamer, e ha costruito la 360 come la casa ideale per loro. Voltare così le spalle (almeno per quanto visto sino a ora, sia ben chiaro) a questo zoccolo duro d'utenza, non è stata sicuramente la scelta più conveniente per la grande M (fatto sottolineato anche dalla borsa, tra l'altro!).

Ma torniamo a noi, al presente, dove ogni giocatore si sta interrogando sul futuro prossimo del proprio intrattenimento preferito: domande alle quali né Microsoft né Sony hanno saputo, o per meglio dire voluto, dare una risposta esauriente; perché le prestigiose e costose messe in scena ideate dai due colossi avevano come obiettivo quello di rimandare ogni cosa a quel fatidico 10 giugno, dove il destino dei prossimi sette-otto anni di videogame sarà finalmente svelato a tutti. In effetti, ricorrere all'E3 è normale, dato che questo evento è sempre stato il luogo in cui il futuro viene mostrato, un po' come una fiera di desideri e sogni che prendono vita. Vuoi per la location californiana, vuoi perché si svolge proprio nel momento di stallo del settore, ovvero l'estate, vuoi perché è l'evento più importante dell'anno dedicato alla nostra passione, l'E3 ha sempre avuto quel non so che di inebriante e affascinante, facendo sì che i giocatori se ne interessassero come le api fanno con il polline. Una manifestazione che, va detto, ha avuto comunque i suoi alti e bassi, ma ora più che mai è tornata ad avere la sua importanza. Forse, però, il fatto che l'E3 torni a rappresentare il top in fatto di fiere per i giocatori non è nient'altro che un bene. Sono convinto di questo, perché è come se il mondo videoludico abbia ritrovato il suo evento più significativo, la sua Cannes, la sua finale di Champions League. Un momento in cui il tempo si ferma, e tutto ciò che è al di fuori di esso sembra non esistere.

E3

Avere un evento da associare ad emblema del proprio settore è fondamentale per una crescita e una maturità che si sta ormai avvicinando per i videogame. In più, in fatto di presentazioni, quest'anno non  si poteva desiderare di meglio: PlayStation 4 e le famose quindici IP esclusive di Xbox One. E' come se in una partita a carte, gli assi non fossero ancora scesi in campo. E' un po' come un draft di NBA, dove sai che il destino, il futuro, verrà scritto in quel momento, ma al contempo non sai cosa succederà e cosa aspettarti, almeno non nello specifico.

E voi, che ne pensate? Che aspettative avete per il prossimo E3? Personalmente, se dovessi al momento legare la parola hype a qualcosa, quel qualcosa sarebbe senza dubbio E3.