Inside Gaming: Think Different, Think Irrational – Rubrica

Think Different, Think Irrational

Prima dell'uscita delle nuove console di generazione, quando correva l'anno 2005/2006, mi domandavo spesso quali fattori innovativi potevano essere implementati nel mondo videoludico. Oltre alla grafica spacca mascella, non è che mi venissero in mente molte altre cose e, mentre giocavo a Final Fantasy XII e God of Wa II ripetevo tra me e me: 'Cavolo, chissà come sarebbero questi due giochi con la grafica next-gen. Sarebbero fantastici!'. Ora, invece, con la 'next-gen' che sta per andare in pensione, riguardandomi indietro, si è realizzato ciò che pensavo all'epoca e, a fronte di ciò, non mi ritengo per niente soddisfatto di quello che ho visto e vissuto in questa generazione. Spesso, oltre alla grafica, di veramente innovativo, c'è stato poco o niente. La bellezza grafica ha spodestato l'originalità, le idee, lasciandoci davvero ben pochi prodotti ben fatti dal punto di vista 'giocoso'. E adesso, mi pongo una domanda, che ovviamente rivolgo anche a voi. Quale è stato il gioco più bello di questa generazione? Ovviamente i parametri di giudizio ve li porrete voi singolarmente. Personalmente, la mia scelta ricadrebbe su BioShock. Perché? Cerco di spiegarvelo. Una grande innovazione promessa al tempo dell'uscita di Xbox 360 e Playstation 3, era la possibilità di regalare opere che al loro interno garantissero un' esperienza narrativa profonda, ma soprattutto interattiva, come non si era mai vista prima. Ora, giustamente, voi direte: 'Ma non ci sono anche Heavy Rain e Metal Gear Solid 4, che forse esprimono questo concetto meglio di BioShock?'. Certo, vi rispondo, dal punto di vista narrativo non hanno niente da invidiare, anzi. Ma, precedentemente, ho calcato la mano su un termine, ovvero 'interattivo'. Nessun altro gioco, sempre secondo me, riesce a rendere veramente protagonista della storia il giocatore come fa BioShock.

 

Non stiamo a perder tempo su fattori di gameplay, non è questa la sede adatta per farlo, ma prendiamo in esame la sola e pura immersività ed immedesimazione dell'opera di Ken Levine e soci. Il personaggio è un nessuno, non parla mai, e non  ne conosciamo il volto. Potrebbe essere chiunque, ed è questo il bello. Tutto, dalle scene minori a quelle di maggior rilevanza, viene vissuto in prima linea dal giocatore. Non ci sono filmati di intermezzo, tutto avviene lì, in quell'istante, e non c'è altro protagonista al di fuori del giocatore stesso. Con questo non sto minimizzando le opere di Kojima e Cage, però, permettetemi di dire che se volessi guardare un film vado al cinema o sto seduto sul divano di casa, e spenderei decisamente meno di settanta euro per un Blu ray. Quello che sto cercando di spiegare è questo: per quanto bella ed epica possa essere una scena di Snake, o un momento particolarmente doloroso di Ethan Mars, in questi due casi, mi sembra di venir catapultato per un momento al di fuori del gioco. In BioShock, invece, l'esperienza di gioco è un tutt'uno con la trama, e ogni volta che vedo un personaggio sembra che lo abbia incontrato io. Certo, penserete, ma succede in tutti i giochi in prima persona, come Skyrim per esempio. Verissimo, pienamente d'accordo con voi, ma, come detto prima, questa è un'opinione personale e secondo me, l'opera di Irrational Games  è stato uno dei pochi motivi che mi ha veramente fatto pensare: 'Ecco la next-gen!' e uno dei titoli che può far parte della categoria 'Capolavoro', termine di cui di questi tempi si abusa impropriamente. Concludo chiedendovi: avete un gioco che vi ha fatto pensare le stesse cose? Se sì, direi che avete trovato un motivo per cui si possa essere soddisfatti.