La storia di Level 5: dalla nascita a oggi

L'inizio del 2013 si configura come un periodo affollato di titoli. Seguiti all'apparenza spettacolari (Bioshock Infinite, Dead Space) si affiancano a reboot particolarmente interessanti e riusciti  (DMC, Tomb Raider). Una discreta parte di utenza tuttavia ha gli occhi puntati verso un solo e unico gioco: Ni No Kuni: La minaccia della strega cinerea. Questo JRPG segna il pieno ritorno su console della casa di produzione Level 5. A meno di un mese dall'uscita di Ni No Kuni ci sembra quindi doveroso ripercorrere la storia di uno dei team di sviluppo giapponesi più talentuosi in assoluto, capace di creare su PlayStation 2 titoli magici quali Dark Cloud, Dragon Quest VIII e Rogue Galaxy.

Ahikiro Hino e la nascita della Level 5

Ahikiro Hino fu il fondatore ed è ancora oggi la figura di spicco di Level 5. Nacque nel 1968 nella prefettura di Fukuoka, luogo dove è oggi presente la sede principale della casa di sviluppo giapponese. Nei primi anni '90 lavorava già come programmatore per la Riverhillsoft nello sviluppo del titolo Overblood. Data la sua straordinaria bravura, venne addirittura promosso Lead designer nello sviluppo del secondo capitolo di questa serie. Il sogno di Hino tuttavia era di fondare un proprio team indipendente. Conscio del rischio che tale scelta comportava, ma consapevole delle proprie potenzialità, egli abbandonò il suo lavoro portando con sé alcuni dei più fidati e talentuosi colleghi della Riverhillsoft. Così, nell'ottobre del 1998, alla giovanissima età di trent'anni, Hino fondò Level 5, casa che nasceva con l'intento di creare veri e propri capolavori digitali. Il nome è infatti tratto dal sistema di valutazione scolastico giapponese dove il 5 rappresenta l'eccellenza assoluta.

Gli inizi e la serie Dark Cloud

Primo passo del neo team fu quello di stabilire stretti contatti con Sony ottenendo la possibilità di sviluppare un titolo esclusivo per la futura PlayStation 2, all'epoca non ancora commercializzata. Il nome del titolo in questione era Dark Cloud, Jrpg che doveva accompagnare il lancio della console in Giappone nel marzo del 2000. Per problemi avvenuti nello sviluppo, Level 5 chiese a Sony sei mesi di proroga necessari per perfezionare e rifinire appieno il gioco. Il titolo quindi venne rilasciato nel Sol levante verso la fine del 2000, mentre sbarcò sul suolo occidentale solo nel 2001. Nonostante fosse il primo titolo della casa di Fukuoka, Dark Cloud riscosse un buon successo di pubblico con all'incirca un milione di unità vendute in tutto il mondo. Nei panni di Toan, il giocatore doveva ricostruire il mondo andato distrutto a causa di un antico essere chiamato Genio Oscuro. Per fare ciò gli veniva donato un magico oggetto chiamato Atmillia. Nel corso dell'avventura, progredendo con la trama principale, venivano resi disponibili ulteriori personaggi giocabili, fino a un totale di sei: Toan, Xiao, Goro, Ruby, Ungaga ed Osmod. Feature interessanti del titolo erano la modalità diorama, ovverosia il complesso sistema attraverso il quale il giocatore ripristinava il mondo e il profondo sistema di potenziamento delle armi implementato nel gioco.Viste le potenzialità commerciali del titolo, Sony spinse Level 5 a produrre un seguito. Questo portò all'uscita nel 2002 di Dark Chronicle, intitolato Dark Cloud 2 in America, seguito spirituale del primo titolo di Hino e soci. Pochi, infatti, erano a livello narrativo i punti di contatto tra i due titoli, partendo dagli stessi protagonisti, stavolta Max e Monica. Molte erano invece le somiglianze a livello di gameplay: non solo era nuovamente presente la modalità diorama, qui chiamata georama, ma ritornava nuovamente il sistema di upgrade delle armi. Oltre a questo vi era anche la presenza di diversi minigiochi, quali la pesca, già presente nel primo capitolo. Le vendite del titolo furono assai modeste, solo mezzo milione di unità vendute, tuttavia decisamente migliore fu la critica che il titolo ricevette, grazie soprattutto all'incredibile bellezza grafica. Per questo seguito Level 5 adottò infatti lo stile grafico del cel-shading, con ottimi risultati a livello visivo. Da qui in poi questa particolare grafica stile cartoon diverrà il cavallo di battaglia della casa giapponese, che la applicherà a quasi tutti i suoi titoli.

La collaborazione con Sony

La grande abilità che Level 5 dimostrò con la serie Dark Cloud nel campo degli RPG convinse la neo fusa azienda Square Enix, ad affidare al team di Hino la produzione dell'ottavo capitolo della saga di Dragon Quest, non solo il primo tridimensionale, ma anche il primo ad essere distribuito in Europa. Nonostante la difficoltà del compito e l'importanza della serie, nel 2004 Level 5 vinse l'ardua sfida: la critica e il pubblico all'unisono apprezzarono quello che è ancora oggi considerato uno dei migliori Jrpg della storia, e uno dei migliori titoli usciti per la console più famosa e venduta di casa Sony. Come molte altre produzioni della casa nipponica, anche per Dragon Quest: L'odissea del Re Maledetto fu necessario aspettare qualche mese prima dell'uscita del gioco in Europa, a causa dell'enorme quantità di testo da tradurre. Non contento di questo straordinario successo il team di Hino continuò a darsi da fare e già l'anno seguente fece uscire un nuovo strabiliante titolo: Rogue Galaxy. Anche in questo erano presenti e assai visibili le caratteristiche principali che contraddistinguono le altre opere della casa di Fukuoka: la classica, ma splendida grafica in cel shading, un complesso e profondo sistema di potenziamento, mini giochi azzeccati e divertentissimi, e combattimenti in tempo reale. Uscito nel 2005 in Giappone, Rogue Galaxy vide la luce sul suolo occidentale solo due anni dopo, nel tardo 2007, mentre nel frattempo in esclusiva per il Sol Levante veniva lanciata un'edizione Director's cut. Tuttavia gran parte degli sforzi del team erano già indirizzati verso la next gen. Nel 2008 la casa di produzione nipponica lanciò infatti il suo primo gioco per l'appena nata PlayStation 3: White Knight Chronicles. Questo nuovo brand mischiava ambientazioni fantasy con elementi fantascientifici di stampo giapponese (mech), e stranamente presentava una grafica più improntata al realismo che al cartoon, come il primo Dark Cloud. Nel 2011 uscì anche il seguito, che nonostante migliorasse molti aspetti del primo capitolo, non riuscì comunque ad essere apprezzato, nè a livello di critica, nè a livello di pubblico. Su ammissione dello stesso team, dopo White Knight Chronicles II, è difficile che esca un terzo capitolo della serie.

L'apertura alla  Nintendo

Nel 2007 mentre collaborava con Sony per la realizzazione del primo White knight Chronicles, Level 5 pubblicò un gioco, sviluppato in esclusiva per Nintendo DS, che influenzò non poco il destino della casa giapponese: Il Professor Layton e il paese dei misteri. Riassumendo è possibile descrivere Il Professor Layton come una trasposizione digitale di giochi da tavolo quali Cluedo. Il mix combinato di una trama coinvolgente, enigmi validi e stuzzicanti ed un'ottima realizzazione tecnica dei filmati furono un successo. Si conta che questo titolo (il più venduto da Level 5) abbia superato le cinque milioni di copie. Da qui in poi la serie è continuata e molti altri capitoli sono stati realizzati: Il Professor Layton e lo scrigno di  Pandora (2007), Il Professor Layton e il futuro perduto (2008), Il Professor Layton e il richiamo della Spettro (2009), Il professor Layton e la maschera dei miracoli (2012). Durante lo sviluppo del terzo episodio, tuttavia, parte dei colleghi di Hino si concentrò sullo sviluppo di un gioco particolare, ambizioso e forse un pò folle: un Rpg calcistico intitolato Inazuma Eleven. Al posto di cavalieri, creature fantastiche e mondi fiabeschi, i giocatori combattevano sul campo di calcio utilizzando tecniche di attacco e di difesa a dir poco spettacolari, con il semplice obiettivo di battere gli avversari a suon di goal. Il gioco ebbe talmente tanto successo che da esso furono successivamente tratti l'anime e il manga, distribuiti e famosi anche da noi. Sull'onda di questi successi commerciali vennero così realizzati, come era stato per Il Professor Layton, altri capitoli della serie. E mentre l'importanza della casa cresceva, una nuova impresa fu richiesta al team nipponico: realizzare sempre per Nintendo DS il nono gioco della serie Dragon Quest. Dopo l'ottavo strabiliante capitolo le aspettative erano altissime, ma, incurante della pressione, per la seconda volta la Level 5 riuscì a realizzare un vero e proprio capolavoro, che, analogamente al titolo precedente, è ancora oggi uno dei migliori titoli disponibili per la piattaforma d'uscita. Senza stravolgere troppo le caratteristiche tipiche della saga, anche in Dragon Quest: le sentinelle del cielo venne mantenuto il sistema di combattimento a turni con però l'introduzione di una corposa modalità multigiocatore. Unico elemento di distacco era la possibilità di scelta e di scambio dei personaggi facenti parte del team principale (un sistema simile a quello delle pedine visto nel recentissimo Dragon's Dogma), che impedì di avere la profonda caratterizzazione dei personaggi tipica della serie. Infine, l'ultimo titolo uscito finora per Nintendo DS è Ni No Kuni: Shikkoku No Madoshi, versione simile a quella PS3, ma con una storia ed un gameplay diversi. Nella versione DS, infatti, l'interazione attraverso il touch screen risulta fondamentale per poter usare il grimorio di Oliver.

 

Presente e futuro

Oggi Level 5 sta lavorando su più fronti: Ni No Kuni per PlayStation 3, Inazuma Eleven e il Professor Layton per Nintendo 3DS. Attualmente gran parte del lavoro è rivolto al titolo in uscita a fine gennaio, ma, a parte i titoli sopra citati, poco realmente si conosce sui progetti futuri del team, anche se molte sono le voci che circolano in merito. La prima, e molto insistente, è il proseguo della collaborazione tra Level 5 e lo Studio Ghibli, uno dei più famosi team di animazione giapponese, che ha supportato Hino e compagni nello sviluppo e nella realizzazione di Ni No kuni. Lo stesso Hino interpellato su tale domanda ha infatti dichiarato: 'Se ci fosse una potenziale opportunità di lavorare di nuovo con loro, certo, ci piacerebbe sviluppare alcuni progetti congiunti in futuro. E questa è, naturalmente, una possibilità.' Pertanto si pensa che un possibile futuro potrebbe comportare la realizzazione di un secondo capitolo di Ni No Kuni, oppure la trasposizione videoludica di uno dei film più famosi di Studio Ghibli: 'Laputa-Il castello nel cielo'(1986). Sembra oramai invece sempre più lontana l'ipotesi di realizzazione del terzo capitolo della saga di Dark Cloud, molto atteso dai fan, ma del quale non si hanno più notizie da anni.

 

 

Curiosità

Level 5 è un team che ha sempre sviluppato giochi per Sony, tuttavia nel 2003 la casa nipponica aveva trovato un accordo con Microsoft per lo sviluppo su Xbox di un MMORPG, chiamato True Fantasy live online, che sarebbe dovuto diventare uno dei punti di riferimento per il servizio live. Improvvisamente, il 2 giugno 2004, Microsoft cancellò inspiegabilmente il progetto e, da allora, accanto a una certa tensione tra le due società, Level 5 si è sempre limitata a sviluppare per Sony e Nintendo.

A Giugno 2011, Level 5 ha acquisito nel proprio team un elemento di spicco: Yasumi Matsuno, creatore di Vagrant story (PlayStation) e Final Fantasy XII (PlayStation 2), oltre che di altri svariati e validissimi titoli. La sua permanenza tuttavia è stata molto breve, infatti, nel novembre del 2012, dopo aver completato il lavoro su Sindone Crimson, Rpg ambientato mille anni nel passato che racconta di come la magia si sia diffusa e diventata di uso comune in tutto il mondo, ha abbandonato il team per motivi personali.

Level 5 ha anche sviluppato, per un breve periodo, titoli per altre console oltre a quelle già citate. Su PSP, infatti, sono usciti quattro titoli prodotti dalla casa giapponese. Il più riuscito è sicuramente lo strategico Jeanne D'Arc. Di più recente realizzazione sono invece tre singolari Rpg, intitolati Danbòru Senki. Alcuni capitoli della serie Inazuma Eleven sono inoltre usciti in esclusiva per Nintendo Wii.

 

 

 Conclusione

Level 5 è sicuramente una casa che ha segnato in profondità la storia dei Jrpg, sorprendendo sempre tutti con titoli superlativi, magici e fiabeschi e superando appieno molte sfide impegnative nel corso della sua storia. Tutto questo senza avere mai la paura di rischiare e mettersi in gioco. Nient'altro da aggiungere.