Le frasi più belle di… – Rubrica

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  • Assassin’s Creed è un’opera ricca di dialoghi e frasi davvero memorabili. Non potevamo quindi che dedicare una puntata di questa rubrica al “filosofico” viaggio di Altair.

    OCCHIO AGLI SPOILER!!!

    FRASI CELEBRI

    Altair: “Nulla è reale, tutto è lecito”.

    Altair: “Datemi i nomi e vi darò il sangue.”

    Al Mualim: “Ciò che sei e ciò che fai sono strettamente legati tra loro.”

    Warren Vidic: 'Credo ci fosse un libro che affermava che il mondo fosse stato creato in sette giorni. Un best seller, tra l'altro!'

    Altair: 'C'è ancora una cosa che voglio da voi.'

    Tizio: 'Che cosa?'

    Altair: 'La vostra vita.'

    Assassin

    GARNIERO DI NAPLUSA

    Altair:  “Liberatevi del fardello.”

    Garniero: “Ah, ora avrò riposo eh? Il sonno senza fine mi chiama, ma prima di chiudere gli occhi devo sapere: che ne sarà dei miei figlioli?”

    Altair: “Coloro che avete fatto soffrire con crudeli esperimenti? Ora saranno liberi di tornare nelle loro case.”

    Garniero: “Case? Quali case? Le fogne? I bordelli? Le prigioni dalle quali li ho tirati fuori?”

    Altair: “Avete preso quegli uomini contro la loro volontà.”

    Garniero: “Sì, per quanta poca potessero averne. Sei invero così ingenuo? Accontenti un bambino piangente solo perché frigna? – Ma voglio giocare col fuoco, padre! –  Che cosa gli diresti? – Fa come credi – Ma la tua risposta lo farebbe ustionare.”

    Altair: “Quelli non sono bambini, ma uomini e donne cresciuti.”

    Garniero: “Nel corpo forse, ma non nella mente, era quello il danno che cercavo di riparare. Lo ammetto, senza il manufatto che voi ci avete… rubato i miei progressi sono rallentati. Ma ci sono le erbe, misture ed estratti, le mie guardie ne sono la prova. Erano dei pazzi prima che li trovassi e li liberassi dalle prigioni della loro stessa mente. E alla mia morte, pazzi ritorneranno.”

    Altair: “Credete davvero di averli aiutati?”

    Garniero: “Non è ciò che credo, è ciò che so.”

    GUGLIELMO DEL MONFERRATO

    Re Riccardo: “Tremila anime Guglielmo. Mi era stato detto che li avremmo tenuti in prigionia, e consegnati in cambio dei nostri uomini.”

    Guglielmo: “I Saraceni non avrebbero mai onorato l'accordo, lo sapete anche voi. Vi ho reso un favore.”

    Re Riccardo: ”Oh sì, davvero un bel favore. Ora i nostri nemici saranno ancora più determinati: combatteranno con maggior vigore.”

    Guglielmo: “Conosco bene i nostri nemici, non ne saranno incoraggiati, ne saranno atterriti.”

    Re Riccardo: “Ditemi: com’è che conoscete così bene gli intenti del nemico? Voi che preferite le trame politiche al campo di battaglia…”

    Guglielmo: “Ho fatto il mio dovere, ciò che era giusto.”

    Re Riccardo: “Avete giurato di sostenere l'opera di Dio, Guglielmo, ma non è ciò che vedo qui. No, vedo un uomo che la mortifica.”

    Guglielmo: “Le vostre parole sono aspre, mio sire, speravo ormai di aver guadagnato la vostra fiducia.”

    Re Riccardo: “Siete il reggente di Acri, Guglielmo, governate in mia vece, quanta altra fiducia volete? Vorreste forse la mia corona?”

    Guglielmo: “Proprio non capite, ma non è una novità.”

    Re Riccardo: “Non intendo sprecare la giornata a blaterare
    con voi, ho una guerra da combattere. Ne riparleremo un'altra volta.”

    Guglielmo: 'Non vi trattengo oltre allora, vostra grazia.”

    Guglielmo: “Non ci sarà posto per quelli come lui nel nuovo mondo.”

    Assassin

    Altair: “Riposate ora. Le vostre macchinazioni sono finite.”

    Guglielmo: “Che ne sai tu del mio lavoro?”

    Altair: “So che intendevate far uccidere Riccardo, e consegnare Acri a vostro figlio Corrado.”

    Guglielmo: “Corrado? Mio figlio è un asino, è incapace di guidare un esercito, figuriamoci un regno. E Riccardo, ciò che non, non è meglio, accecato com'è dalla fede nel Trascendente. Acri non appartiene a nessuno di loro.”

    Altair: “E a chi dunque?”

    Guglielmo: “La città appartiene alla sua gente.”

    Altair: “Come potete parlare per gli abitanti? Avete rubato loro il cibo, li avete puniti senza pietà, obbligandoli a servirvi.”

    Guglielmo: “Tutto ciò che ho fatto, l'ho fatto per prepararli al Nuovo Mondo. Ho rubato loro il cibo? No, l'ho messo da parte in modo da poterlo razionare in tempi di ristrettezza. Guardati attorno: il mio distretto è privo di crimini, tranne quelli commessi da te e dai tuoi simili. Quanto alle reclute non venivano addestrate a combattere, veniva loro insegnato il valore dell'ordine e della disciplina. Non mi paiono degli atti malvagi.”

    Altair: “Per quanto reputiate nobili le vostre intenzioni, quegli atti sono crudeli e non possono continuare.”

    Guglielmo: “Vedremo quanto saranno dolci i frutti del tuo lavoro. Tu non liberi le città come credi, le mandi in rovina e infine potrai biasimare solo te stesso. Tu, che parli di buone intenzioni.”

    SIBRANDO

    Sibrando: “Ti prego, non farlo.”

    Altair: “Avete paura?”

    Sibrando: “Certo che ho paura!”

    Altair: “Ma ora siete al sicuro, stretto tra le braccia del vostro Dio.”

    Sibrando: “I miei fratelli non ti hanno insegnato nulla? So cosa ci attende, tutti noi!”

    Altair: “Se non il vostro Dio, cos’altro?”

    Sibrando: “Niente: il nulla ci attende, ed è questo che temo.”

    Altair: “Voi non credete?”

    Sibrando: “Come potrei considerato ciò che so, ciò che ho visto. Il nostro tesoro ne era la prova.”

    Altair: “La prova di cosa?”

    Sibrando: “Che questa vita è l'unica che abbiamo.”

    Altair: “Indugiate ancora un poco dunque e ditemi qual era il vostro ruolo.”

    Sibrando: “Un embargo via mare, per impedire ai ridicoli regnanti di inviare rinforzi, una volta che avessimo…”

    Altair: “Conquistato la Terra Santa?”

    Sibrando: “Liberato, stolto, dalla tirannia della fede”.

    Altair: “Libertà? Avete operato per rovesciare città, per controllare la mente degli uomini, avete ucciso chiunque parlasse contro di voi.”

    Sibrando: “Ho eseguito gli ordini, credendo nella mia causa, proprio come te.”

    Assassin

    Il nostro viaggio in Assassin’s Creed oggi si conclude qui, ma nel prossimo appuntamento non mancheremo di continuarlo, riportando molti altri dialoghi.