Operazioni Nostalgia: cosa si nasconde dietro questi tuffi nel passato?
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Operazioni Nostalgia: cosa si nasconde dietro questi tuffi nel passato?

L’infanzia rappresenta una fase estremamente delicata nella vita di qualsiasi essere vivente, e ad essa tendiamo spesso ad associare alcuni dei periodi più felici e spensierati della nostra esistenza. Esperienze simili, chiaramente, esercitano una pesante influenza sullo sviluppo della nostra identità e, di conseguenza, sulle aspettative che nutriamo nei confronti del mondo sociale in cui siamo immersi. Tale preambolo risulta necessario per comprendere quanto i ricordi che associamo alla nostra tenera età possano ricollegarsi con forza anche al panorama videoludico, che negli ultimi anni sta andando incontro alle richieste di una grossa fetta di giocatori in costante ricerca di una serie di emozioni che i titoli di nuova generazione non sembrano più essere in grado di offrire. Non di rado, infatti, sentiamo parlare di operazioni nostalgia attuate con chiari fini di marketing da parte di un gran numero di aziende, segno che non si tratta di un fenomeno isolato e circoscritto, ma che al contrario coinvolge un numero sempre più ampio di giocatori, arrivando ad incuriosire persino tutti coloro i quali quei periodi non li hanno vissuti in prima persona per pure ragioni anagrafiche.

Ecco dunque che assistiamo ad una pubblicazione sempre più massiccia di remaster e remake, capaci di riportare in auge vecchie perle del passato: basti vedere la recente Collection HD di Shenmue, o l’agognato Final Fantasy VII Remake ancora in attesa di vedere la luce, ma entrambi accomunati dal desiderio dei fan di rivederli in alta definizione sui propri schermi. Ciononostante, tale pratica va a beneficio anche delle generazioni più giovani, che riescono finalmente conoscere e apprezzare alcune serie cadute nel dimenticatoio. Al di là di remake e remaster, poi, sono le produzioni indipendenti a trarre un vantaggio non indifferente da questo tuffo nel passato a cui stiamo assistendo, poiché hanno finalmente la possibilità di dare libero sfogo alla loro creatività senza correre il rischio di venire tagliati fuori dal mercato a causa di meccaniche di gioco obsolete o di un comparto tecnico non all’avanguardia. Al contrario, tali componenti dell’esperienza di gioco diventano un punto di forza in titoli di questo genere, e ciò risulta evidente, ad esempio, dalla mole di RPG in cui torna con prepotenza un sistema di combattimento basato sui turni, come Child of Light, o dalla pixel art che ha caratterizzato l’apprezzatissimo e popolarissimo Undertale, presente ormai in buona parte delle nostre librerie digitali.

In sostanza gli indie sono – insieme ai Remake e ai Remaster – i protagonisti di queste vere e proprie operazioni nostalgia, andando di fatto a ricoprire un ruolo all’interno dell’industria videoludica sempre più rilevante, e ricevendo consensi anche dai grandi Publisher, che sempre più spesso finanziano progetti di questa natura. Non solo, anche grandi ritorni quali Commodore 64 Mini e Mini SNES danno un chiaro segnale della particolare epoca videoludica che stiamo vivendo, avvalorato dalle vendite che le piattaforme in questione stanno incassando. D’altro canto, risulta interessante analizzare il profondo ossimoro che intercorre tra le produzioni di stampo più classico e vicino ai gusti dei più navigati, e i cosiddetti Tripla A, su cui vengono investiti diversi milioni affinché venga fuori un prodotto tecnologicamente e ludicamente all’avanguardia, capace di rivoluzionare verso determinate direzioni ora il genere d’appartenenza, ora l’intero panorama videoludico. Come possiamo spiegare una situazione tanto paradossale quanto imprevedibile?

Ebbene, risulta quanto mai evidente che ci ritroviamo di fronte ad una varietà e ad una poliedricità del videogioco del tutto inedita, dandoci in tal senso la sensazione che mai come prima d’ora siamo stati capaci di mettere le mani su una quantità di titoli così diversa tra loro al tempo stesso. Grazie ad un mezzo incredibilmente potente quale internet abbiamo avuto la possibilità di entrare a contatto capolavori persi dallo scorrere degli anni e offuscati dalla memoria collettiva; avvicinarsi al mondo del retrogaming e subirne il fascino non è mai stato così facile data l’ingente diffusione di emulatori dedicati a gran parte delle console esistenti e facilmente scaricabili dal web. Attraverso gli shop online come Amazon, Subito o eBay, inoltre, se siamo disposti a spendere una variabile quantità di soldi diviene piuttosto semplice appropriarsi di console fuori produzione da anni, così come giochi oltreoceano o decisamente datati. Spesso, poi, proprio grazie ai suddetti strumenti riprendiamo in mano alcuni dei giochi che hanno accompagnato la nostra infanzia, riattivando dunque tutti quei ricordi gioiosi che ognuno di noi conserva gelosamente.

Perciò, quando i nostri personaggi preferiti fanno il loro ritorno in splendida forma con le tecnologie più moderne non possiamo fare a meno di sussultare e incoraggiare le operazioni nostalgiche attuate sempre più frequentemente dalle Software House. Insomma, volersi immergere in quella tipologia di giochi vecchia scuola non implica necessariamente un rifiuto nei confronti delle produzione odierne, il cui apprezzamento va necessariamente valutato su una scala soggettiva del singolo individuo, e che può essere influenzato da numerosi fattori determinati dal proprio vissuto. Il giocatore, in quanto tale, è bombardato da una quantità abnorme di stimoli al quale è chiamato a rispondere in modo ora negativo, ora positivo. Poiché tanto le operazioni nostalgiche quanto i Tripla A hanno avuto un buon riscontro da parte del pubblico, allora diviene chiaro che, al di là delle loro profonde differenze, funzionino all’interno delle regole di mercato, sebbene in alcuni casi possa semplicemente esservi un target di riferimento ben specifico.

Addentrarsi tra le produzioni del passato è affascinante per qualsiasi giocatore che si rispetti, ed avere la possibilità di farlo apre la nostra mente verso universi inesplorati e del tutto ignoti, aspetto fondamentale su cui si basano pressocché tutte le passioni. Sebbene siamo sempre con gli occhi puntati verso il futuro, di tanto in tanto è inevitabile guardarsi indietro per scoprire cosa ci siamo lasciati alle spalle, ma anche per realizzare fino a che punto siamo arrivati con la tecnologia. Non va peraltro sottovalutato il ruolo economico ricoperto dalle cosiddette operazioni nostalgia, rappresentando a tutti gli effetti un investimento assicurato per le aziende, che riescono senza dubbio ad incassare un buon quantitativo di vendite ad un costo di produzione infimo, andando così a creare una situazione in cui tutti vincono: da un lato il Publisher che guadagna soldi da poter reinvestire in progetti di più ampio respiro, dall’altro il giocatore disposto a spendere fior fior di quattrini per rimettere le mani sul gioco preferito dell’infanzia, poco importa che esso sia invecchiato male o che non sia più bello da vedere come ai tempi dell’uscita originale.

In conclusione, riallacciandoci al discorso iniziale sull’infanzia e sulla nostra identità risultano evidenti le ragioni dietro al ritorno in auge di piattaforme o giochi appartenenti ormai al mondo del retrogaming, ricercati in particolare sia da quella schiera di giocatori che non sono soddisfatti dall’andamento del mercato odierno, sia da parte di chi sia desideroso di ampliare la propria conoscenza sulla propria passione. È vero, una piccola schiera di giocatori evita a prescindere di dare una concreta possibilità alle uscite odierne poiché accecata dalla nostalgia, ed è in buona parte a loro che sono indirizzate le pratiche commerciali analizzate finora, ma un atteggiamento simile non sarà semplicemente da ricercare nella costante necessità di mettere a confronto due mondi che, vuoi per ragioni sentimentali, difficilmente riescono ad entrare in contatto?

Indipendentemente da ciò, emerge prepotentemente il ruolo attivo del giocatore all’interno dell’industria videoludica, dal momento che con le sue scelte e le sue richieste può contribuire ad indirizzare verso una direzione incredibilmente precisa quest’ultima. Del resto, difficilmente saremmo stati in attesa di Spyro Reignited Trilogy nel 2018 se Activision non fosse letteralmente stata bombardata affinché realizzasse la suddetta Collection, per cui non dimentichiamo mai quanto l’opinione del singolo possa sconvolgere un settore in particolare. Infine, le cosiddette operazioni nostalgia vanno accolte più che positivamente in quanto omaggiare il passato è importante, pur senza disdegnare chi tenta di portare una ventata d’aria fresca al nostro medium preferito.

Studentessa il giorno, giocatrice e Karateka la notte. Dopo essere cresciuta a pane e videogiochi appassionandomi in particolar modo al mondo dei JRPG, continuo a lottare con ogni tecnica del Karate di mia conoscenza per non impazzire del tutto mentre studio giapponese.