Red Dead Redemption: the story so far
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Red Dead Redemption: the story so far

  • Versioni: PS3 Xbox 360
  • Red Dead Redemption 2 si accinge ormai a sbarcare in tutti gli store fisici e digitali, suscitando una spasmodica attesa in tutti quei giocatori che sin dal suo annuncio desiderano metterci le mani sopra. Ma qual è la pesante eredità che l’ambiziosa produzione porta sulle proprie spalle? Il precedente capitolo ha indubbiamente lasciato il segno, pertanto dedicargli lo spazio che merita ripercorrendo le fasi cruciali e riportando alla luce le meccaniche che abbiamo tanto apprezzato in quel lontano 2010 ci sembra il minimo, senza contare che una rispolverata sulla serie non fa mai male in vista dell’imminente avventura. Va da sé che l’epopea di John Marston non rappresenta il debutto sul mercato della serie western targata Rockstar, in quanto prima di Red Dead Redemption aveva fatto il suo timido esordio Red Dead Revolver su PlayStation 2 e Xbox, e del quale ne parliamo più nel dettaglio nel nostro recente Retroweekend. Come avrete potuto leggere nell’articolo in questione, il titolo pubblicato nel 2010 altro non è che un sequel spirituale di quanto realizzato nella settima generazione, che al netto di personaggi e ambientazioni totalmente inedite, non manca di citare il capostipite della serie Red Dead.

    Ma di cosa parla Red Dead Redemption? E soprattutto, perché a distanza di quasi una decade siamo ancora qui a disquisire sulla storia narrata dal colosso statunitense? Per chiunque non abbia avuto la possibilità di giocato il titolo o desiderasse recuperarlo nel futuro prossimo, vi invitiamo a dedicare il vostro tempo alla lettura di altri articoli, poiché anticipazioni sui punti salienti della trama potrebbero non risparmiarsi. Andando al sodo, possiamo ricondurre l’annuncio dell’allora Red Dead Revolver al 2005, anno in cui il progetto – ancora in fase embrionale – venne presentato in occasione di una evento Sony a porte chiuse con quella che a conti fatti rappresentava una vera e propria tech demo volta a mostrare le capacità del nuovo motore grafico RAGE. L’idea originale vedeva PlayStation 2 e Xbox come le piattaforme che avrebbero ospitato il prodotto finale, ma ciò cambiò non appena lo sviluppo prese un’accelerata e, in concomitanza con ciò, le nuove console di ottava generazione assumevano un ruolo sempre più rilevante.

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    Un altro cambiamento non meno rilevante riguarda chiaramente il nome: il grande pubblico, infatti, venne a conoscenza dell’esistenza dello sviluppo del suddetto progetto solamente nel 2009, e sotto il nome di Red Dead Redemption, evidenziando in tal modo la presa di distanza dal precedente capitolo. I fan dei classici film western e delle pellicole di Sergio Leone non poterono che rimanere estasiati dalle ambientazioni, dalle musiche, e dallo stile che il gioco intendeva proporre, introducendo peraltro vicende crude, ma non per questo prive di profondità narrativa. L’ambizione del titolo diveniva via via più evidente ad ogni trailer rilasciato, e ciò venne poi confermato da Dan Houser stesso, che affermò che lo sviluppo fu pieno di difficoltà e a tratti da incubo, ma anche che l’azienda puntava più sulla storia di John Marston che non su quella di Niko Bellic. Una volta lanciato sul mercato, Red Dead Redemption fece letteralmente il botto, immergendo il giocatore in un’ambientazione western ricreata minuziosamente sotto ogni punto di vista, mostrandoci tuttavia gli ultimi periodi di questa era così affascinante e spesso romanzata in una gran quantità di libri, film, serie tv e media vari.

    Teatro dell’avventura è infatti il confine tra Stati Uniti e Messico nel 1911, fase storica in cui ci avviavamo verso l’importantissima rivoluzione industriale che avrebbe modificato drasticamente le vite di tutti gli abitanti del Pianeta Terra. Mentre esploriamo le praterie in sella al nostro cavallo risulta facilmente percepibile la vicinanza del confine, accentuata dalla differenza di colori, paesaggi e animali che siamo in grado di scorgere, e che rende piuttosto evidente lo spostamento da uno Stato all’altro, conferendo così carattere ad ogni area in cui ci ritroviamo. Protagonista della tormentata vicenda è invece John Marston, un uomo la cui vita è stata segnata sin da subito dalla morte della madre nel darlo alla luce, e da quella del padre in seguito ad una rissa in un saloon. A causa di un ambiente così duro e di un’infanzia tutt’altro che facile fu quasi inevitabile per il giovane ragazzo ritrovarsi in brutti giri, entrando nella spietata banda di Dutch van der Linde, divenuta nel tempo famosa per il terrore seminato nel Paese.

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    In seguito ad una rapina in banca il nostro protagonista si ritrova gravemente ferito e in totale stato di abbandono da parte dei propri compagni, ed è qui che decide di dare una svolta alla propria vita tentando di tornare sulla retta via insieme alla compagna Abigail, conosciuta nel corso di quegli anni insieme al resto della banda. Purtroppo, le speranze di una vita tranquilla da trascorrere in un semplice ranch vengono distrutte alla nascita della B.O.I., antenata dell’odierna FBI e intenzionata a ripulire il paese dai criminali ancora in circolazione. John Marston non è del tutto esente dalla questione, dal momento che gli viene fatta una proposta che somiglia più ad un ricatto per certi aspetti: sua moglie e suo figlio verranno trattenuti e, nel caso, imprigionati a vita qualora il nostro ex banditesco non decida di consegnare loro il gruppo con cui era in combutta in gioventù. È così che inizierà il nostro viaggio per la libertà tra gli sconfinati paesaggi nordamericani, ricco di momenti violenti e duri, che metteranno in evidenza le difficoltà di quegli anni.

    In seguito alle numerose peripezie e all’eliminazione totale della banda, il nostro pistolero si dirigerà nel suo umile ranch intenzionato a godersi la meritata pensione in compagnia della sua famiglia, ignaro di ciò che il futuro gli riserverà prossimamente. Sì, perché purtroppo, a conti fatti, agli occhi della B.O.I. John Marston resta un ex delinquente, e come tale va eliminato allo stesso modo dei suoi compagni di gioventù, conducendoci ad un finale a dir poco drammatico e sconvolgente, ricollegandosi con forza anche al nome del gioco: La Redenzione della morte rossa. La sanguinolenta morte del nostro eroe mette in luce la cruenta redenzione a cui è andato incontro, cadendo non prima di aver messo in salvo moglie e figlio, ed affrontando l’intera questione con estremo coraggio e forza d’animo. Dal punto di vista narrativo, insomma, Red Dead Redemption appare probabilmente tra i titoli più solidi di Rockstar Games, suscitando a distanza di anni emozioni forti alla visione di un finale che risulta brutale e commovente al contempo.

    Abbiamo a che fare con un protagonista autentico e verosimile per il contesto storico che lo vedono protagonista, che commette errori, ma che in relazione ad essi cerca di effettuare una sterzata per ritornare sulla retta via. Vederlo in Red Dead Redemption 2 ci consentirà di esplorare nuove sfaccettature del personaggio, specialmente in virtù del fatto che lo vedremo in compagnia di Dutch van der Linde, pertanto non è da escludere un temperamento ben diverso da quanto visto nel primo capitolo. Sotto il profilo storico, inoltre, è lampante l’attenzione che gli autori hanno riposto nella sua ricostruzione, prendendo in esame le guerre indiane o le carestie di quegli anni, così come le diverse menzioni al proibizionismo e al razzismo, e ancora le rivoluzioni sudamericane o la corruzione dei servizi segreti. Insomma, l’accuratezza storica e sociale è fortunatamente uno degli aspetti su cui si è posta grande enfasi, contribuendo a creare un mondo vivo e fortemente eterogeneo, complice anche la presenza di diversi animali in base alla zona in cui ci troviamo.

    Una delle tagline di Red Dead Redemption era “Outlaws to the end” e questa, a conti fatti, diviene perfettamente comprensibile solo dopo aver portato a termine la trama, che mostra quanto John Marston sia stato a conti fatti usato ed eliminato dal governo nel momento stesso in cui l’FBI ha ritenuto che non servisse più alla società. Il karma, tuttavia, punirà a sua volta anche l’agente Ross che, dopo aver orchestrato il tutto, verrà assassinato dal figlio di John, Jack, che vendicherà così il padre barbaramente ucciso. In conclusione, Red Dead Redemption rimane a distanza di anni un titolo che tutti gli amanti del genere western e dell’open world dovrebbero giocare, apprezzandone tanto la trama quanto il variegato e divertente gameplay che non abbiamo esaminato in questa sede. L’attesa nei confronti del secondo capitolo è molto sentita tra i fan di vecchia data, ma anche tra chiunque desideri dare una chance alla serie per la prima volta, pur senza dimenticare in che modo tutto è iniziato. Va da sé che, viste le premesse, le carte in regola ci sono tutte, e non vediamo di scoprirlo insieme a voi.

    Studentessa il giorno, giocatrice e Karateka la notte. Dopo essere cresciuta a pane e videogiochi appassionandomi in particolar modo al mondo dei JRPG, continuo a lottare con ogni tecnica del Karate di mia conoscenza per non impazzire del tutto mentre studio giapponese.