Resident Evil – La storia della serie

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  • Resident Evil è sicuramente una serie leggendaria, simbolo di un genere ormai quasi scomparso (almeno nella sua forma più pura): quello dei survival-horror. In attesa della nostra recensione di Resident Evil 6, abbiamo quindi deciso di ripercorrere i capitoli della saga principale, dagli inizi, con l'originale Resident Evil apparso sulla prima console Sony, fino al recente Resident Evil 5, pubblicato nel 2009. Siete pronti per questo viaggio nell'orrore? Bene, allora cominciamo.

    La casa degli orrori

    Tutto ebbe inizio verso la fine degli anni '80, quando un giovane game designer nipponico, di nome Shinji Mikami, cercò di inventare il genere horror. Nel 1989, infatti, in Giappone esce Sweet Home, titolo in esclusiva per NES tratto da un omonimo film giapponese. Il gioco racconta la storia di una troupe televisiva che si trova isolata in una casa abbandonata, la quale cela orrori di ogni genere. Per il gruppo comincia così una dura lotta per la sopravvivenza, che si traduce in un'esperienza fatta di enigmi e violenti combattimenti. Nintendo, però, censurò il tutto, poiché temeva che le tematiche horror potessero influire pesantemente sull'immagine di 'console per famiglie' che si era costruita nel tempo. Ci vollero sette anni prima che il famoso designer si rimettesse all'opera, soltanto che stavolta il successo sarebbe stato un po' più grande di quello di Sweet Home.

    L'inizio dell'incubo: Resident Evil

    Nel 1996, la Capsule Company (CAPCOM per l'appunto ndr), rilascia Biohazard, Resident Evil in occidente, prodotta dal leggendario Capcom Production Studio 4. Il gioco narra le vicende della squadra speciale S.T.A.R.S., team Alpha, spedita ad investigare sugli strani avvenimenti che stanno sconvolgendo Raccoon City, presso le vicine Montagne Arkley. Una volta arrivati sul luogo, un gruppo di cani inferociti mette in fuga i nostri, costringendoli a rifugiarsi in una sinistra magione. E' qui che comincia il gioco, che vedrà Jill Valentine o Chris Redfield (a seconda della scelta iniziale del giocatore), affrontare complicati enigmi e mostri di ogni sorta per capire l'oscuro segreto celato nella Villa. Dal punto di vista tecnico, il titolo Capcom utilizzava sfondi pre-renderizzati per gli ambienti di gioco, il che dava un bel colpo d'occhio, rendendolo però non completamente 3D. Infatti, il sistema di controllo era piuttosto macchinoso da gestire, a causa di una tecnica chiamata character relative che rendeva lo spostamento non proprio facile (esempio: pigiando la freccetta sinistra il personaggio si sposta alla sua sinistra, che non è per forza di cose quella dello schermo). Inoltre la scarsità di munizioni e la costante tensione fanno si che con Resident Evil nasca un nuovo genere: il survival horror (termine coniato da Capcom stessa nelle primissime battute di gioco).

    Il secondo orrore

    L'enorme successo del primo capitolo, porta Capcom a pensare in grande e dà il via alla produzione del suo sequel. Insorgono però diversi problemi durante il periodo di sviluppo, generati dalle idee contrastanti dei due designer al lavoro sul titolo, Shinji Mikami e Hideki Kamiya. Questo fatto porta ad un pessimo primo risultato, che allunga sensibilmente la data di rilascio. Per farsi perdonare per l'attesa, la casa di Osaka pubblica RE Director's cut, il primo titolo rivisto, con in più un filmato riguardante Biohazard 1.5, ovvero il materiale scartato del secondo capitolo. Finalmente, nel 1998 esce Resident Evil 2. La trama si svolge due mesi dopo gli avvenimenti di Villa Spencer e vede come protagonista Leon Scott Kennedy, un pivello al suo primo giorno di lavoro da poliziotto del RPD (Raccoon Police Departement), e la sorella di Chris Redfield, Claire, giunta in città alla ricerca del fratello tra le strade sconvolte di Raccoon City. I capisaldi del gameplay rimangono invariati, nonostante un netto passo in avanti del comparto tecnico, eccezion fatta per lo zapping system. Il gioco supera per bellezza e per vendite il successo del predecessore, dando il via alla creazione di una vera e propria saga.

    Nemesis e la terza incarnazione del male

    Nonostante la prima PlayStation stesse per andarsene in pensione, Capcom decise di pubblicare un terzo episodio della sua sanguinolenta saga, così, nel 1999 uscì Resident Evil 3: Nemesis. Questa volta il protagonista è soltanto uno, quella Jill Valentine eroina del primo episodio, che cercherà una via di fuga dalla città di Raccoon. Oltre ai soliti zombie, Jill dovrà affrontare un nuovo, potentissimo nemico, Nemesis, un mostro mandato dalla perfida Umbrella Corporation ad uccider tutti i membri della squadra S.T.A.R.S.. Malgrado la mancanza di innovazioni consistenti, la sola presenza del Nemesis, che compare casualmente durante il gioco, rende il titolo un must have per i fan della saga.

     

    Codice RE

    Dopo il successo dei primi tre capitoli, la saga zombesca di Capcom approda nel 2001 nella sesta generazione di console con Resident Evil: Code Veronica, in esclusiva temporanea per Sega Dreamcast (che prenderà il suffisso X una volta approdato su PlayStation 2). Con questo titolo vediamo la scomparsa dei fondali prerenderizzati a favore di un quasi totale passaggio al 3D. In questo nuovo episodio interpreteremo ancora una volta Claire Redfield, invischiata nella faccenda di Rockfort Island. Il titolo rimane buono, ma si sente il bisogno di qualcosa di nuovo.

    Rinascita, Resident Evil 0, e la grande N

    Con il successo planetario della saga, Nintendo vuole accaparrarsi l'esclusività dei prodotti Capcom. Viene stipulato così un contratto che vede Resident Evil diventare un brand esclusivo per la nuova console Nintendo: il Gamecube. Viene rilasciato all'inizio del 2002 Resident Evil Rebirth, ovvero il remake del primo indimenticabile capitolo. Si ritorna agli scenari pre fatti, ma il gioco viene proprio ristrutturato (non riproposto solo con la grafica migliore come 'va di moda' adesso), rendendolo talmente bello da farlo divenire forse il miglior capitolo della saga (fino al 2005 almeno). Mikami però non si ferma e, sul finire dello stesso anno, pubblica Resident Evil 0, il prequel ufficiale, che vede protagonista Rebecca Chambers, unica sopravvissuta del team Bravo, e un malvivente, Billy Choen. La novità di questo capitolo consiste nella possibilità di passare immediatamente da un personaggio all'altro per risolvere enigmi ambientali e non, rendendo però al contempo meno spaventosa l'esperienza, visto come per la maggior parte dell'avventura i due si muovano sempre insieme.

     

     

    Evolution

    Dopo Resident Evil 0, c'è bisogno di un cambio radicale, poiché la serie inizia ormai a sentire il peso degli anni. Inoltre è dal 1999 che non esce un seguito diretto della saga principale. Inizia un periodo difficile per Mikami e soci, fatto di idee più e meno buone. Dopo il rilascio di Nemesis, Capcom Production Studio 4 comincia a sviluppare un capitolo di Resident Evil ambientato nel Giappone medioevale, che diventa presto un gioco a sè stante, chiamato Onimusha. Segue poi un altro progetto, in cui il nuovo protagonista, Dante, deve sconfiggere un'orda di demoni al posto degli zombie. L'idea funziona, ma non c'entra nulla con il mondo di RE, e così nasce Devil May Cry. Le idee cominciano a scarseggiare, ma nel 2004 Mikami annuncia al mondo Resident Evil 4, ambientato in un castello infestato da fantasmi e ancorato alle vecchie fondamenta della saga, con l'unica eccezione di poter prendere la mira grazie a un notevole avvicinamento della telecamera. Come? Vi sembra strano? Certo, perché il progetto venne scartato in favore di una rivoluzione totale. Nel 2005, dopo uno dei periodi più lunghi di sviluppo nella storia dei videogame (circa sei anni), esce finalmente Resident Evil 4. Rivestiamo i panni di Leon Kennedy, scampato all'esplosione di Raccoon City e ora divenuto un agente del presidente degli Stati Uniti. Leon viene mandato in missione in un paese ispanico, nel quale si crede sia stata portata la figlia scomparsa del presidente, tale Ashley Graham. La vecchia telecamera viene rivista, in favore di un maggior coinvolgimento nell'azione, e posta alle spalle del protagonista (ciò darà vita ai giochi in seconda persona). La mira viene facilitata, grazie ad uno zoom che si attiva al momento del puntamento (avete presente Gears of War? Bene prende  spunto proprio da qui!). Il personaggio è fisso sulla sinistra dello schermo e sprovvisto dello strafe, ovvero il movimento in orizzontale, e ciò suscita qualche critica. Inoltre assistiamo al completo passaggio al 3D, con scenari splendidi grazie anche alla superba grafica del titolo. Il successo di critica e pubblico è straordinario, nonostante i puristi della saga si considerano traditi, e ciò porta Capcom a pensare di rendere la saga multipiattaforma, dando il via immediatamente alla conversione per Ps2. Mikami, a fronte di questa scelta da parte di Capcom, si imbufalisce e si ritira negli studi interni della società, i Clover Studios (quelli che hanno fatto robette come Okami e Vieutiful Joe, ma questa è un'altra storia), prima di decidere di abbandonare Capcom e, di conseguenza, la saga di Resident Evil.

    Sotto il sole cocente

    Dopo l'abbandono di Mikami, Resident Evil 5 viene affidato a due maestri della saga: Jun Takeuchi e Masachika Kawata. Lo sviluppo richiede tre anni e mezzo, e nel 2009 viene pubblicato il nuovo RE. Torna dopo tanto tempo Chris Redfield, che è entrato a far parte di una società anti bioterrorismo, la BSAA. Egli si reca in Africa per trovare risposte sul suo passato e su quello della Umbrella. Nel corso di questa missione viene affiancato da Sheva Alomar, una ragazza del luogo. In Resident Evil 5 non ci sono grandi stravolgimenti dal punto di vista del gameplay, anzi, l'opera ripropone, seppur con qualche aggiunta, ciò che di buono aveva fatto RE4. La location soleggiata e il ritmo decisamente più incalzante, però, lo rendono più vicino ad uno sparatutto piuttosto che a un horror.  Nonostante ciò, il gioco vende bene e convince anche la critica, ma fatto sta che qualcosa, con l'addio di Mikami, si è perso, e i vecchi fan lo snobbano. Nemmeno Resident Evil 6 è riuscito a cambiare questa situazione, anzi: l'ultimo esponente della serie ha dovuto fare i conti con critiche molto dure e numerosi fan delusi. Che con i futuri capitoli Capcom riuscirà a riportare in auge la sua più grande saga? Chi vivrà…