Milan Games Week 2018: un’esperienza “alternativa”
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Milan Games Week 2018: un’esperienza “alternativa”

Un nuovo modo di vivere la fiera milanese

  • Versioni: Switch
  • La Milan Games Week 2018 si è da poco conclusa, e i numeri di visitatori registrati indicano un record assoluto per l’edizione del capoluogo lombardo della fiera videoludica più importante degli ultimi anni. Del resto, è sotto gli occhi di tutti il salto qualitativo a cui abbiamo assistito in seguito al trasferimento dell’evento da Fiera Milanocity alla ben più grande Rho Fiera Milano, che per tale motivo ha potuto ospitare un numero maggiore di stand al proprio interno. Il tema centrale dell’articolo in questione, tuttavia, non è strettamente legato a ciò che in termini di contenuti ci ha regalato la Milan Games Week 2018, quanto all’esperienza che in prima persona sono stata in grado di vivere nel corso di quelle tre intense giornate. Per l’appunto, nella prima settimana di ottobre ho avuto il piacere di ricevere la proposta per lavorare in uno stand di Super Smash Bros Ultimate, ultimo capitolo in arrivo il prossimo dicembre su Nintendo Switch, e atteso con grande fervore da tutti i fan dello storico brand della società di Kyoto.

    Nonostante la mia conoscenza del titolo tutt’altro che sconfinata, limitanta al contrario ad incontri in compagnia di amici e volti al divertimento puro senza pretesa alcuna, non ci pensai un secondo ad accettare l’offerta, pronta a gettarmi in un’esperienza tutta nuova che mi avrebbe fatto vivere l’evento sotto un’ottica del tutto inedita. I primi passi del mio iter da assistente fiera, va da sé, non hanno coinciso con l’inizio della Milan Games Week, in quanto mi è stato richiesto di recarmi presso Rho Fiera nel giorno antecedente l’apertura al pubblico, al fine di ricevere un breve briefing su quelli che sarebbero stati i miei compiti da lì ai giorni a seguire. Assistere ad un vero e proprio work in progress degli stand, con scatoloni da tutte le parti e addetti all’allestimento che si muovevano tra i diversi spazi con vari mezzi di trasporto, è stato incredibilmente affascinante, contribuendo peraltro a fomentare non poco l’hype che nutrivo nei confronti sia dell’evento lombardo che dell’interessante lavoro affidatomi. Del resto, non capita tutti i giorni di ritrovarsi all’interno di una zona riserata esclusivamente allo staff e ancora totalmente in corso d’opera.

    Milan Games Week

    Detto ciò, dunque, in seguito alle poche ore di sonno, il mattino successivo mi sono incamminata verso la stazione ferroviaria di Rho Fiera Milano, pronta a scoprire cosa significasse nel concreto fare quanto mi venne richiesto dal mio datore di lavoro. Sostanzialmente,a me e ai miei tre compagni di stand era stato affidato il compito di accogliere i visitatori presso le quattro postazioni dedicate al picchiaduro Nintendo, premurandoci inoltre di spiegare loro i comandi base qualora non avessero mai avuto l’opportunità di avvicinarsi alla serie prima di allora. Durante le prime sessioni, bisogna ammetterlo, non mancò un leggero imbarazzo al pensiero di dover fornire una spiegazione sufficientemente esaustiva sulle modalità di gioco, complice probabilmente un’insicurezza nei confronti di un titolo del quale, sebbene vi sia una conoscenza più che sufficiente per svolgere serenamente il compito, non raggiunge affatto gli alti livelli di chi negli anni ha imparato a sviscerare la serie Nintendo. Insomma, passato questa iniziale fase di esitazione, da promoter ansiosa a promoter a proprio agio il passo è stato breve, chiudendo la prima giornata con un numero esiguo di visitatori, un crescente dolore alle gambe, ed una corsa contro il tempo per salire a bordo del treno che mi avrebbe riportato a casa.

    Le mie speranze di risvegliarmi con gambe rinvigorite e pronte per una nuova giornata da trascorrere rigorosamente in piedi sono state distrutte nel momento stesso in cui mi accingevo a compiere i miei primi passi mattutini in direzione, ancora una volta, dell’evento videoludico italiano più importante dell’anno. Durante la seconda giornata, che coincideva con il sabato, era previsto un numero di visitatori esponenzialmente più alto, pertanto era chiaro che il venerdì altro non aveva rappresentato se non un antipasto di quanto ci saremmo dovuti aspettare nel corso del weekend, che si prospettava a dir poco esplosivo. E i pronostici, per forza di cose, non poterono che rivelarsi corretti, con un incremento di persone che avevano preso in mano i controller per Switch più che raddoppiato, costringendoci ad azzerare quasi del tutto le pause a disposizione del nostro piccolo team. Se da un lato era impossibile non notare l’afflusso abnorme di gente, dall’altro diveniva sempre più evidente la stanchezza e il dolore di gambe in ognuno di noi, che quasi svolgeva ormai automaticamente le proprie mansioni, ripetendo comandi e regolamenti vari per testare la demo del gioco.

    Milan Games Week

    Rimettersi in marcia per il terzo giorno consecutivo è stata per certi versi un’impresa, dal momento che – a questo punto – la stanchezza in ognuno di noi era palpabile, sebbene questa sia stata messa nuovamente in secondo piano non appena la coda presso il nostro stand ha cominciato a prendere forma: postazioni perennemente occupate da famiglie incuriosite e da appassionati di vecchia data che, al termine della prova si rimettevano immediatamente in attesa per darsele nuovamente di santa ragione. Quest’ultima categoria, nello specifico, era composta da fan così sfegatati da risultare ormai familiari a tutti noi, tanto che ormai ci si salutava con un “Bentornati!” e “A dopo!”, facendoci comprendere che la nostra esperienza stesse davvero volgendo al termine quando ci hanno davvero salutati, affermando che non si sarebbero rimessi in fila per giocare. Fila che, peraltro, era letteralmente giunta agli sgoccioli, esattamente come la Milan Games Week 2018.

    Nel complesso, pertanto, vivere questo importante appuntamento videoludico da una prospettiva diversa è stato quantomai interessante, realizzando ulteriormente la mole di lavoro che, in primis lo staff di allestimento e smontaggio e in secundis noi promoter svolgiamo, è tutt’altro che indifferente, oltre al fatto che – purtroppo – spesso si tende a dare per scontato. Girovagare tra i vari stand per poter provare tutti i giochi su cui desidero mettere le mani nei prossimi mesi è venuto meno, e sarebbe una menzogna affermare che ciò non mi sia dispiaciuto o che non mi sia mancato, ciononostante ritengo che sia stato un bel sacrificio in termini di crescita individuale come persona che si ritrova a dover mediare con un pubblico a volte poco ferrato con l’argomento. Oltre a ciò, confrontarsi con altre persone di realtà per alcuni aspetti abbastanza lontane dai propri ambienti quotidiani è stato un’ulteriore arricchimento per la mia individualità, che ha visto gruppi coesi e coppie affiatate nel lavoro o, semplicemente, nel godersi una fiera del genere. Ciò su cui posso affermare di non nutrire dubbio alcuno per il futuro è che vedrò sotto una nuova luce chiunque lavori dietro le quinte, figure di cui non bisognerebbe mai dimenticarsi.

    In conclusione, al di là di un dolore di gambe e piedi protrattisi per diversi giorni, è chiaro che tirando le somme la mia esperienza sia stata più che positiva, e chissà che in futuro non possa ripeterla. Ho imparato a gestire situazioni di stress, a relazionarmi tanto su famiglie poco informate sul mondo videoludico, quanto con persone che più volte mi hanno lasciata perplessa ogni qualvolta mi abbiano scambiata per un Info Point sulle attrazioni della fiera, di cui io per forza di cose ero ancor meno informata dei miei interlocutori. Pertanto, chiudo questo breve speciale ringraziando i miei tre “colleghi” che mi hanno accompagnato in quei tre giorni di fuoco, chi mi ha offerto questa fantastica opportunità e, perché no, anche Super Smash Bros Ultimate, sul quale voglio assolutamente mettere le mani in futuro.

    Al prossimo anno, Milan Games Week!

    Studentessa il giorno, giocatrice e Karateka la notte. Dopo essere cresciuta a pane e videogiochi appassionandomi in particolar modo al mondo dei JRPG, continuo a lottare con ogni tecnica del Karate di mia conoscenza per non impazzire del tutto mentre studio giapponese.